
Le principali e più frequenti patologie allergiche in pediatria sono l’Asma bronchiale, le Rino-congiuntiviti, la dermatite atopica e le allergie alimentari. È boom di allergie tra i bambini – dicono immunologi e pneumologi – che sono in costante aumento. Oggi, infatti, i dati ufficiali della letteratura medica confermano che oltre il 40% dei bambini é colpito da una qualche forma di allergia, con tassi di prevalenza fino all’80% nei casi in cui entrambi i genitori siano allergici (dove entra la genetica). Ma poi, tra le principali cause, dobbiamo aggiungere l’inquinamento atmosferico (ricordate perché? Perché oggi abbiamo a che fare con l’Epigenetica (cioè con la genetica influenzata dall’ambiente) trattata magistralmente in un articolo dal Prof. Alberto Villani, Direttore dipartimentale, OPBG e nostro Presidente ANABO. Il problema allarma la SIP (Società Italiana di Pediatria) che ha seguito i lavori di un recente Congresso nazionale della Società italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), riferito anche da Adnkronos Salute con la partecipazione di oltre 800 colleghi di tutta Italia, in cui è stata sottolineata soprattutto la pericolosità dell’asma, temibile malattia respiratoria nell’infanzia perché caratterizzata da una aumentata risposta (iperreattività), a livello bronchiale, a fenomeni scatenanti come infezioni virali (asma infettivo), oppure ad allergeni inalati (asma allergico); dobbiamo aggiungere l’asma da sforzo, da stress, da obesità o provocata da fattori ambientali come fumo di sigarette, inquinamento ambientale e /o atmosferico. Anche i farmaci possono essere una causa (es.: aspirina e betabloccanti), a loro volta, causa di episodi ricorrenti o attacchi d’asma dovuti a ostruzione delle vie respiratorie. Dal punto di vista ezio-patogenetico possiamo dire, richiamandoci alla WHO-GINA, che si tratta di una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree in cui sono coinvolti eosinofili, linfociti e mastociti (globuli bianchi del sangue e cellule immunitarie generate nel midollo osseo). I tipici sintomi dell’asma: respiro sibilante, senso di costrizione o di peso toracico, difficoltà respiratoria (dispnea) e tosse soprattutto di notte o la mattina al risveglio. I sintomi dell’asma possono comparire gradualmente o all’improvviso e la loro intensità può variare da una crisi all’altra. È molto comune l’asma a esordio giovanile, che colpisce cioè durante l’infanzia e la prima giovinezza. “Nel nostro Paese – afferma il presidente SIAIP, Michele Miraglia del Giudice, docente di Pediatria e Allergologia presso l’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ di Napoli – negli ultimi anni stiamo assistendo ad un continuo preoccupante incremento della prevalenza delle malattie allergiche, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che nel 2050 il 50% della popolazione generale risulterà allergico. Assistiamo, in particolare, a dermatite atopica, allergie alimentari nelle prime epoche di vita, a cui, più tardi, possono associarsi patologie respiratorie, seguendo un percorso che è stato definito “marcia atopica”, che comprende anche le allergie alimentari. Basti pensare che negli USA, negli ultimi 20 anni, queste ultime sono triplicate, con forte aumento anche di reazioni allergiche gravi e di casi di shock anafilattico. In Italia, si è registrato negli ultimi 20 anni un aumento di oltre il 400% del numero di accessi al Pronto Soccorso per anafilassi alimentare. Comunque è certo che “tra le cause dell’aumentata frequenza di malattie allergiche dobbiamo ricordare l’ipotesi della migliorata Igiene – spiega Miraglia del Giudice – con il conseguente diffuso miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie individuali con conseguente nostra ridotta esposizione ai microbi che invece sono necessari a costituire le difese immunitarie nei primi anni di vita, seguita dal successivo potenziamento della risposta immunitaria Th2 (cellule T-helper di tipo 2) implicata nelle risposte allergiche che stimolano le cellule B a produrre anticorpi contro batteri e parassiti. Ma non dobbiamo dimenticare l’altra causa ormai confermata da studi e ricerche, cioè il surriscaldamento del pianeta, che ha anticipato e allungato il periodo di fioritura delle piante, ed è causa, quindi, di una maggior esposizione agli allergeni dei pollini”. Tra i fattori di rischio per le allergie – ribadiscono gli esperti – sono da sottolineare – oltre al fumo di sigaretta compresa quella elettronica – anche le sostanze inquinanti, che costituiscono lo ‘smog’, come i particolati (PM cioè particelle di polvere, sporcizia e/o liquidi che rimangono sospese nell’aria, piccolissime e perciò invisibili; la causa è che si formano quando gli inquinanti emessi da varie fonti reagiscono nell’aria agendo da agenti irritanti oltre che da vettori degli allergeni). Generalmente i maschi sono più frequentemente sviluppano malattie allergiche; tuttavia, dopo la pubertà le adolescenti sono più a rischio a causa dell’influenza degli ormoni sessuali. Le allergie si segnalano soprattutto nelle aree urbanizzate rispetto a quelle rurali – ripetiamo – per le migliori condizioni igieniche, per una minore esposizione ai germi ma anche per il maggiore inquinamento ambientale. E come se non bastasse, gli esperti avvertono che le epidemie allergiche possono avere pesanti ripercussioni sul futuro dei Paesi sviluppati e più industrializzati, perché, se non gestita correttamente, potremo andare incontro a gravi problemi di salute pubblica negli anni futuri; e per capire meglio, lasciamo alla vostra riflessione l’ipotesi che è stata avanzata da esperti Pneumologi: “l’asma non adeguatamente controllata può comportare negli anni una riduzione della funzionalità polmonare con lo sviluppo di un quadro clinico di ostruzione bronchiale ormai anatomicamente irreversibile”. La conclusione é da brividi, ma è necessario conoscere le conseguenze delle nostre azioni scriteriate che hanno portato al surriscaldamento del pianeta per correggere il tiro e impedire che ciò accada! Nei prossimi giorni parleremo dell’influenza della biodiversità sulla salute dell’uomo…
