
Fonte: Ministero della Salute. Il documento che rileggiamo oggi insieme risale all’agosto scorso (2023), seguito dall’altro documento che parla esclusivamente della rosolia in gravidanza o in previsione di una gravidanza, che abbiamo già segnalato qualche giorno fa in quanto lo screening non é più necessario in Italia.
E’ invece utile riparlare di alcune malattie infettive che le donne in gravidanza devono evitare perché si tratta di infezioni che possono incidere negativamente sulla fertilità o avere conseguenze sull’esito di una gravidanza. Di conseguenza, per le donne in età fertile, se non sono già immunizzate, vengono prescritte le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papillomavirus (HPV). Inoltre è importante ricordare che c’è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (DTP). In previsione di una gravidanza, è infatti necessario che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella, dato l’elevato rischio di complicanze per il nascituro in caso di infezione contratta dalla madre durante la gravidanza, specie se ciò si verifica nelle prime settimane di gestazione. Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, può essere molto alto anche per la madre. Poiché sia il vaccino MPR che quello della varicella sono controindicati in gravidanza, è necessario che, al momento dell’inizio della gravidanza, la donna sia già vaccinata regolarmente (con due dosi) da almeno un mese. In sintesi….
(A) Vaccinazioni raccomandate in previsione di una gravidanza a: 1) Tutte le donne in età fertile che non hanno una documentazione di vaccinazione oppure di analisi sierologica positiva per le succitate malattie devono procrastinare, eventualmente, il desiderio di intraprendere una gravidanza ad almeno 1 mese dal completamento del suddetto ciclo vaccinale; 2) Tutti gli adulti e, in particolare, a coloro che non sono immunizzati tra i familiari e i contatti stretti ricorrenti di donne in gravidanza, suscettibili. 3) Inoltre le suddette vaccinazioni sono consigliate alle Puerpere suscettibili nel corso del ricovero o nel periodo immediatamente successivo al parto, per evitare una successiva gravidanza nuovamente a rischio di malattia.
(B) Vaccinazioni raccomandate durante la gravidanza
Nel corso della gravidanza sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (DTP) e influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale). Di grande rilievo è la vaccinazione DTP da effettuare ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse. Infatti, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è dalla 27a alla 36a settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare degli stessi, che andranno così ad esplicare la loro azione protettiva sul nascituro. Il vaccino DTP si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza che per il feto. È importante che la donna sia immunizzata anche nei confronti dell’influenza, in quanto la malattia aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro se non di interruzione di gravidanza. La vaccinazione, con vaccino inattivato, può essere effettuata in qualsiasi trimestre di gravidanza.
(C) Vaccini controindicati in gravidanza
Invece i vaccini contro MPR e varicella, contenendo virus vivi attenuati, non possono essere somministrati in gravidanza, sebbene l’effettuazione accidentale della vaccinazione in donne che non sapevano di essere in gravidanza non ha mai fatto registrare un aumento di aborti o malformazioni. È, inoltre, opportuno che le donne che intendono programmare una gravidanza siano informate della necessità di posticiparla di un mese dopo le vaccinazioni consigliatee. L’esposizione accidentale della donna in gravidanza alla vaccinazione o l’inizio di una gravidanza entro le 4 settimane successive alla vaccinazione non rappresentano, quindi, indicazioni all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel caso in cui una donna non risulti immune, è importante che sia vaccinata prima della dimissione dal reparto di maternità o, comunque, le deve essere fissato un appuntamento presso il servizio vaccinale nel periodo immediatamente successivo al parto.
Anche la vaccinazione anti-HPV non è attualmente consigliata durante la gravidanza, poiché non sono stati effettuati studi specifici sull’impiego del vaccino in donne gravide. L’eventuale somministrazione accidentale in gravidanza non comporta comunque l’indicazione all’interruzione volontaria della stessa, mentre la vaccinazione dovrà essere sospesa e le successive dosi rimandate sino al completamento della gravidanza. NdR. Comunque raccomandiamo di non fare mai di testa propria pensando di avere ben capito; l’argomento è complesso per cui è bene ascoltare sempre il proprio medico curante, il ginecologo di fiducia oppure un consultorio familiare o un Centro nascite.
