
Abbiamo parlato nei giorni scorsi del MOIGE, vediamo allora di conoscere meglio questo movimento. Presidente è una nostra Collega in quanto laureatasi in Medicina e Chirurgia nel 1991, che, una volta intervistata, disse: “…omissis… attaccano più le identità che le opinioni, all’interno di un mondo che si ritiene a torto ‘virtuale’ e che è caratterizzato invece da grande superficialità e irresponsabilità. Per questo abbiamo coinvolto direttamente i ragazzi per parlare ai ragazzi, studenti assurti ad ambasciatori nelle loro stesse scuole, formati per essere a loro volta formatori degli altri studenti, dei docenti e dei genitori stessi”. Quindi quando parliamo di MOIGE parliamo doverosamente di un‘Organizzazione di promozione sociale, con la missione di svolgere azione di sensibilizzazione verso i genitori perché tutelino i loro figli minorenni in tutti gli ambiti di loro peculiare e inalienabile pertinenza. Il Movimento, presente attualmente in numerose province italiane con un network di oltre 30.000 genitori, sa perfettamente che è proprio la Scuola a dover svolgere i compiti di educazione e istruzione in accordo con gli stessi genitori, favorendo il loro coinvolgimento. Da molti anni il MOIGE è attivo con azioni di tutela dei minori e di denuncia dei pericoli e delle minacce che il mondo d’oggi riserva ai nostri figli e nipoti. Possiamo citare alcune tra le Campagne più significative firmate MOIGE: (1) Stop a dipendenze e illegalità, (2) Lotta al cyber risk e al cyberbullismo, (3) Mamme per l’Italia e Affidi illeciti, (4) Osservatorio Social Media (di quest’ultima ricerca abbiamo a lungo parlato). Certo è che tra gli ambiziosi Obiettivi che il Movimento si è prefissato di raggiungere possiamo sottolineare alcuni significativi interventi messi in atto per (a) diffondere la cultura della legalità all’interno del contesto scolastico e familiare in modo da prevenire l’uso delle sostanze proibite; (b) formare il personale scolastico ad affrontare le problematiche correlate all’uso delle sostanze stupefacenti con strumenti adeguati a gestire situazioni complesse; (c) con “Neonati in famiglia” per aiutare mamme sole o famiglie disagiate. Un altro esempio da citare è il progetto «Giovani Ambasciatori» nato qualche anno fa perché si era sentita la necessità – ma lo è tuttora – di aumentare la consapevolezza nei minori delle problematiche e dei rischi legati all’utilizzo improprio dei dispositivi digitali, della Rete e dei Social network. La presidente ha anche sintetizzato, come esempio, l’azione massiccia del suo movimento su alcune problematiche così delicate e complesse esprimendosi così: “Negli ultimi 6 anni abbiamo formato oltre 779.500 genitori, 389.750 studenti e 11.759 docenti sulle tematiche del bullismo, del cyberbullismo e della sicurezza web. Inoltre, abbiamo creato una rete nazionale di oltre 1.459 scuole aderenti al progetto con 6.795 “Giovani ambasciatori”. Per cyberbullismo il MOIGE ricorda che si intende “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un dispositivo elettronico, che agisce contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi” secondo Peter Smith. La presidente ha poi aggiunto: “abbiamo inoltre cercato di rafforzare le conoscenze e le competenze dei docenti, fornendo loro gli strumenti necessari per riconoscere e gestire situazioni di rischio in ambito scolastico. Insieme con i docenti abbiamo lavorato anche al coinvolgimento dei Genitori nelle azioni di sensibilizzazione, per rafforzare l’alleanza scuola-famiglia in quel particolare momento di crisi legato alla prolungata emergenza da Covid-19, quando gli studenti hanno trascorso molte ore connessi alla rete per usufruire della DAD, esponendosi però anche ai rischi correlati ad un uso improprio del web. Tali iniziative, nate per coinvolgere in progetti ed azioni comuni sia le Famiglie che la Scuola, sono di una straordinaria attualità “perché sono state recentemente ribadite e sostenute anche dall’Autorità Garante per l’infanzia Carla Garlatti e dai vari Assessorati regionali della famiglia, in sede politica. Attraverso mirate azioni di comunicazione, il MOIGE ha poi voluto generare un impatto maggiore sull’attuale società informando l’opinione pubblica sull’importanza del rispetto verso il prossimo in tutti gli ambiti di vita quotidiana, anche e soprattutto mediante gli strumenti digitali, divenuti indispensabili nel mondo d’oggi per contrastare la diffusione, anche involontaria, di comportamenti violenti e devianti tra i minori”. Prendiamo atto con vero piacere degli obiettivi così ambiziosi puntualmente centrati dal MOIGE e cogliamo l’occasione per congratularci con la Presidente ed il suo Direttivo.
