La sindrome o mal di primavera nei bambini e ragazzi

Sta arrivando la primavera e in questo periodo, a volte, i Genitori si preoccupano se, apparentemente senza motivo o segni clinici i loro ragazzini sani e pieni di energia battono la fiacca, sono stanchi e diventano svogliati con scarsa concentrazione e memoria, irritabili. Inoltre, se allergici, hanno una ripresa della nota sintomatologia (riniti, asma, dermatiti) che li rende ancora più capricciosi… insomma dal 21 marzo qui in Italia con l’arrivo della primavera assistiamo anche a un calo del rendimento scolastico dei nostri ragazzi, che cominciano ad essere stanchi, irrequieti e irritabili. Ecco perché è stata coniata per queste manifestazioni addirittura una vera e propria sindrome: il mal di primavera. E allora come affrontare questo periodo che poeticamente è stato così chiamato e come aiutare i bambini proprio nella fase più delicata dell’anno scolastico. Tale sindrome colpirebbe almeno 6 ragazzi su 10 con prevalenza del sesso femminile; nonostante l’elevata diffusione del malessere e dell’affaticamento nei mesi primaverili, questi segnali sono però spesso sottovalutati…Il mal di primavera è un disturbo provocato essenzialmente dal cambio di stagione, ma anche dalla stanchezza dovuta ad un lungo inverno gravato, magari, da malattie stagionali compresa l’influenza, con strascichi, cui seguono impegni e orari troppo rigidi. Dunque, in caso di bambini stanchi e capricciosi, si deve pensare allo sforzo di adattamento dell’organismo ai ritmi circadiani compiuto per i cambiamenti climatici, con temperature aumentate e allungamento delle ore di luce con ripercussioni sulla sfera neuro-endocrina (melatonina, cortisolo, ormoni steroidei in subbuglio) e sul ciclo sonno-veglia, bello un vecchio articolo di Piercarlo Salari, pediatra di Milano, segretario SIPPS sulla riv. Conoscere per crescere). Tra le altre cause dobbiamo annoverare l’aumento dell’attività motoria per le belle e soleggiate giornate con allungamento delle ore di luminosità, possibilità di gite, possibili errori alimentari con il salto della prima colazione e carenza di vitamine come quelle “energetiche” del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9 (acido folico) e la Vit, B12 di cui i ragazzi hanno bisogno in caso di spossatezza e stanchezza e che sono presenti nelle verdure e nella frutta che consigliamo di aumentare tra un pasto e l’altro. Negli altri alimenti a causa della cottura o della conservazione, il loro utilizzo nell’organismo è ridotto. Ricapitolando i sintomi, quelli più frequenti sono: stanchezza, inappetenza, irritabilità, nervosismo, insonnia o, al contrario, sonnolenza. Non è raro che in questo periodo i bambini comincino a fare i capricci perché non vogliono più andare a scuola oppure non abbiano appetito o desiderino mangiare solo dolcetti e bere succhi di frutta, o che gradiscano un’alimentazione monotona, povera di verdure, frutta e alimenti freschi, cui si aggiunge il mancato rispetto degli orari dei pasti e l’alterazione del ritmo sonno-veglia. Ma allora come aiutarli in questo sprint finale che porta direttamente all’estate? Soprattutto si deve assolutamente ripristinare un regime dietetico equilibrato e personalizzato arricchito di vitamine. Ma è soprattutto importante cercare di capire lo stato psicofisico del bambino e non liquidare la faccenda con la solita battuta… “sono solo capricci”. Se il bambino avesse davvero difficoltà a frequentare la scuola, se litigasse con i compagni o se non riuscisse a svegliarsi in tempo sarebbe meglio fargli fare qualche giorno di vacanza per farlo riposare e per recuperare energie. Se però il b. fosse leggermente pallido e si lamentasse di essere stanco è consigliabile eseguire un esame del sangue per valutare i valori della sideremia. In caso di leggera anemia il pediatra valuterà se sia il caso o meno di aggiungere alla dieta una integrazione di ferro. In ogni caso è importante uscire spesso con il bambino, portarlo all’aria aperta e fargli prendere il sole che favorisce la produzione di vitamina D che regala buonumore ed energia. Se poi fosse particolarmente stanco e avesse sempre sonno potrebbe non avere voglia di svolgere le sue normali attività, nemmeno quelle che solitamente gli piace fare…. attenzione a non forzare, meglio un’ora di sonno in più e più ozio in casa (purché non si traduca in un numero eccessivo di ore trascorse davanti alla Tv o ai videogiochi). Inoltre i Genitori dovrebbero eliminare qualcuno dei suoi impegni (sport, lezioni di musica o di lingue ecc,); i bambini di oggi hanno spesso l’agenda fitta di impegni per cui arrivano alla primavera molto stanchi e svuotati di energia. Infine, se non avesse appetito e non mangiasse regolarmente è importante aiutarlo ad accettare pasti equilibrati seguendo i suggerimenti del pediatra o del dietologo, senza forzarlo ma senza dargli il via libera a dolcetti e merendine. La frutta e la verdura di stagione sono preziose riserve di vitamine e sali minerali che favoriscono il recupero di energia; inoltre bisogna cercare di ingolosirlo con frullati di latte e frutta, con macedonie di frutta fresca e preparando eventualmente, insieme a lui tanti piatti colorati usando verdure crude, come le carote o i pomodori. Anche il gelato é un’ottima merenda che può anche costituire o sostituire una cena leggera, scegliendo un gusto alla frutta. N.B. Seguire comunque i consigli del pediatra di famiglia oppure effettuare consulenza presso un Centro Ospedaliero pediatrico di Dietologia clinica (Dott. Giuseppe Morino, OPBG).

  • Per concludere, parliamo ora del Mal di testa dei bambini che si presenta spesso proprio in primavera; ne parliamo perché in primavera, tra marzo e giugno, aumenta la frequenza degli attacchi di cefalea e per esempio all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) si registra un incremento delle visite del 15% rispetto ai mesi precedenti. Questo, dice l’esperto, accade perché gli emicranici sono molto sensibili a qualsiasi tipo di cambiamento: sbalzi termici importanti e repentini nell’arco della stessa giornata o da un giorno all’altro, l’alternanza sole-pioggia tipica di questo periodo dell’anno, ma anche le modifiche del ritmo sonno-veglia risultano aggravare chi combatte con questo disturbo. Inoltre, per i bambini in età scolare, l’aumento del numero degli attacchi in primavera è legato anche all’intensificarsi dell’impegno scolastico in vista delle verifiche di fine anno (giudizi, scrutinio finale o esami) che li sottopone a uno stress maggiore. L’emicrania è la malattia neurologica genetica più diffusa tra i piccoli, in Italia colpisce circa 10 bambini su 100. Il suo sintomo più conosciuto, la cefalea o mal di testa, tipico anche di altre patologie (ad esempio influenza, riniti, faringiti) in età pediatrica ha un’incidenza ancora più alta: ne soffre oltre il 40% dei bambini. La percentuale raddoppia nell’adolescenza, arrivando a colpire fino all’80% dei ragazzi. In caso di cefalee ricorrenti la prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra di famiglia per provare a capire se il mal di testa è espressione di emicrania (è così nel 60% dei casi), o sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di patologie cerebrali che devono essere escluse. Il secondo passo è contattare un Centro specializzato; questi sono i consigli del Collega Massimiliano Valeriani, responsabile dell’UOC di Neurologia dello sviluppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *