Il mercato dei farmaci illegali, più redditizio degli stupefacenti. Dopo 8 anni resta florido il mercato illecito delle medicine online

prima parte

Questo articolo non interessa i bambini, ma gli adolescenti o i loro genitori che possono cadere nelle trappole online per acquistare online, a prezzi stracciati, farmaci o sostanze dopanti, come quelle che aumentano la massa muscolare, con il rischio di ridurre la produzione endogena di testosterone con conseguenze (sterilità ad esempio) che dopo esamineremo…ecco perché mi è parso giusto parlarne anche su queste pagine che sono scritte da chi crede nella promozione sociale e che quindi devono essere di utilità sociale. Valentina Meschia, farmacista e divulgatrice scientifica già  nel 2016 scriveva su Scienzainrete/Salute che era giunta una notizia bomba diffusa dalle pagine dei principali quotidiani cartacei e on-line che si rincorrevano per dare la sconcertante notizia e titolavano così: “Traffico di farmaci antitumorali, diciassette arresti in diverse regioni” (Corriere.it)“Rubavano farmaci antitumorali negli ospedali, 18 arresti” (LaStampa.it)“Furti in tredici ospedali italiani, sgominata la banda dei farmaci antitumorali” (Repubblica.it).Notizie all’apparenza nuove, ma che di fatto ogni anno, regolarmente, interessano i media. Il mercato dei farmaci illegali c’è da anni, solo che se ne parla quando diventa un fatto di cronaca con arresti, scandali o vittime, circostanze queste che portano a focalizzare la notizia non più sul traffico in sé, ma sulle conseguenze annesse. Basta sfogliare i vecchi giornali oppure cercare in rete per incappare in notizie analoghe. Ne sono esempi Repubblica.it che, il 2 aprile 2015, pubblicava: “Traffico internazionale di medicinali rubati: 19 arresti, danno da 30 milioni per ospedali e case farmaceutiche” oppure il Giornale.it che il 30 ottobre 2014 intitolava “Traffico di farmaci. Un business che tira più della cocaina”. Situazioni diverse ma con un solo comune denominatore: i farmaci venduti online.

Un mercato alimentato spesso dalla disperazione di malati gravi che non riescono a reperire o acquistare, per gli alti costi, medicinali fondamentali per la loro sopravvivenza, acquistati online. Secondo i dati dei NAS, sempre nell’anno 2016  il mercato nero dei medicinali già generava più profitti degli stupefacenti grazie anche al commercio in rete: ad esempio 1 euro in cocaina, secondo i conti dei Nas, ne rende 16, mentre investire 60 euro in medicinali porta un profitto di almeno 150 mila euro. Un mercato che si alimenta della disperazione e necessità di pazienti che non riescono ad accedere alle cure, e che moltiplica il profitto d false associazioni nate per delinquere. Spesso poi i farmaci venduti nel mercato nero non sono conservati correttamente oppure sono contraffatti o sono utilizzati da compratori che non hanno avuto alcuna indicazione medica o contengono sostanze nocive: quindi parliamo di farmaci contraffatti e l’acquisto on line ha semplificato la reperibilità di molte sostanze: basta entrare nei “siti giusti” e il gioco è fatto. Il Quotidiano.net pubblica l’articolo “Farmaci, lo sballo è on line. Ecco come li abbiamo comprati” e qui eravamo nel maggio 2016. Secondo i NAS l’interesse è rivolto soprattutto ai farmaci più costosi andando da quelli antitumorali (i più redditizi) a quelli contro limpotenza (vasodilatatori)  come il Sildenafil (Viagra o prodotti analoghi), dai farmaci con presunta azione dimagrante agli anabolizzanti, fino ad arrivare agli ansiolitici e antidepressivi. Questi medicinali acquistabili a prezzi molto più bassi, a volte irrisori, rispetto al normale prezzo di vendita, in genere arrivano dall’Europa dell’Est o dal Medio Oriente e non rispettano i requisiti minimi in termini di qualità e sicurezza e se contraffatti possono risultare inefficaci o essere molto pericolosi. La presenza di impurità o di diversi principi attivi sono la principale causa di tossicità o inefficacia del medicinale. 

I rischi per i consumatori. La crescita costante ed esponenziale dell’acquisto in rete rappresenta quindi un grave pericolo per la salute dei consumatori con esito anche mortale.. L’utilizzo “fai da te” dei farmaci senza una regolare prescrizione medica è riconducibile all’aumento di patologie cardiovascolati, infarti o ictus. Questo traffico illegale milionario uccide circa 200mila persone l’anno, ma, secondo alcuni calcoli ,si arriverebbe fino a 1milione di morti. Seconda parte domani!

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