Il ministro Schillaci inserisce nei Lea  prestazioni socio-sanitarie per monitoraggio e prevenzione di bulimia e anoressia

In occasione della giornata dedicata alle due patologie, la Presidente della Cooperativa sociale Anthropos e del Coordinamento Nazionale Disturbi dell’Alimentazione, Dott.ssa Maria Pia Cozzari (che opera nella provincia di Bari) ribadisce che é urgente (1) emettere linee guida che assicurino parità di cura in qualsiasi area dell’Italia per  (2) individuare percorsi specifici all’interno dei Lea dedicati esclusivamente ai disturbi del comportamento alimentare; (3) punire chi sul web inneggia ad anoressia e bulimia e (4) sostenere i caregiver”. La giornalista Isabella Faggiano ha poi riportato su Sanità Informazione le parole del ministro Schillaci: “Presto saranno introdotti nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) 16 nuove prestazioni di assistenza ambulatoriale per il monitoraggio e la prevenzione di complicanze e aggravamenti della Bulimia e dell’Anoressia”. Lo ha annunciato il ministro della Salute, il Prof. Orazio Schillaci, in occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto lilla dedicata a queste due patologie. Per il ministro tali misure rappresentano “una risposta efficace” ad un problema sanitario in crescita, sia in termini di numeri, che di gravità. “In Italia, secondo le più recenti stime, superano i 3 milioni le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, casi incrementati di un terzo durante la fase pandemica con un abbassamento dell’età di esordio e un aumento della gravità dei disturbi. Inoltre emerge dai dati contenuti nel Focus sui giovani fino a 25 anni, relativo al triennio 2019-2021, pubblicati dal Sistema Informativo EMUR che monitora gli accessi in Pronto Soccorso –  aggiunge il ministro – un significativo aumento degli ingressi per disturbi dell’alimentazione: da 3.023 accessi del 2019 si passa ai 3.245 del 2021. In particolare, gli accessi riferibili alle donne sono passati dal 61,1% del 2019 al 72,7% del 2021. E c’è un numero di accessi in crescita nelle classi di età 11-13 e 14-17″. Inoltre  si deve sottolineare l’importanza della diagnosi precoce, perché “il monitoraggio delle schede di dimissione ospedaliera indica l’anoressia nervosa come la diagnosi che ha visto una vera e propria impennata (dal 48,3% del 2019 al 58,7% nel 2021) – aggiunge il ministro -. Dunque si tratta di una reale emergenza socio-sanitaria in cui il rapporto con il cibo, con il peso e con l’immagine corporea sono la punta dell’iceberg di un fenomeno le cui cause derivano da una molteplicità di fattori sociali, psicologici e biologici per cui i disturbi dell’alimentazione possono colpire persone di tutte le età. E poi c’è un diffuso sommerso – ricorda il Ministro – sia perché é difficile individuare i primi sintomi, sia perché frequentemente chi ne è affetto tende a nascondere la sua condizione. Eppure, l’individuazione precoce e un intervento tempestivo, adeguato e personalizzato, sono fondamentali per affrontare con efficacia questi disturbi. Determinante è perciò l’adozione di un approccio che si avvale della collaborazione di diverse figure professionali integrate tra loro, in équipe multidisciplinare”.

La mappatura ISS dei Centri di cura. “In questo primo anno – ha proseguito il Ministro – abbiamo iniziato a dare risposte. Penso anche al rifinanziamento con 10 milioni di euro del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Risorse però che mi auguro siano veramente spese. Lo dico perché –  precisa – dalla relazione intermedia sulle attività e le spese sostenute e impegnate, relativa ai fondi degli anni 2022 e 2023, risultava impegnato il 59% del finanziamento e speso solo il 3%. Entro ottobre 2024 riceveremo la relazione conclusiva e la rendicontazione finanziaria e l’auspicio è che ci sia un incremento delle risorse spese”. Per il Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Prof. Francesco Vaia è necessario un impegno sinergico tra “famiglia, scuola e sanità, oltre all’incremento del numero dei centri che si occupano della cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare”. Sono 135 le Strutture, sparse su tutto il territorio nazionale, dedite in modo esclusivo alla cura di questi disturbi. Dai dati, aggiornati a marzo 2024, della piattaforma dedicata ai centri di cura dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione emerge che, tra tutte le strutture, 115 sono pubbliche appartenenti al Servizio sanitario nazionale e 20 afferiscono al settore del Privato accreditato. E poi la distribuzione dei centri non è omogenea sul territorio nazionale, tanto che alcune Regioni ne sono totalmente prive. “Come associazioni di pazienti vigileremo affinché i Fondi stanziati dal Governo siano adeguatamente utilizzati proprio per l’istituzione di nuovi Centri di cura specialistici, soprattutto in quei territori che ne sono totalmente privi. Il tutto per limitare, quanto più possibile, la migrazione sanitaria e per offrire una presa in carico tempestiva e adeguata”, assicura Giuseppe Rauso, Presidente Consult@noi Disturbi dell’Alimentazione.
La piattaforma dedicata ai centri di cura dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione subirà presto un’evoluzione: “Siamo a lavoro affinché la mappatura territoriale comprenda anche le associazioni che si occupano dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” annuncia Luisa Mastrobattista del Centro Nazionale Dipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) “Finora sono 70 le associazioni candidate per entrare a farne parte e stiamo valutando i requisiti richiesti”.

Le proposte delle Associazioni di famiglie e pazienti. Il loro valore é sottolineato nelle conclusioni di Maria Pia Cozzari  che rimarca “l’importanza del contributo che esse offrono, essendo delle vere e proprie sentinelle sul territorio in grado di intercettare i reali bisogni dei pazienti e di guidare al meglio anche gli investimenti dei Fondi messi a disposizione dal Governo.

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