La “Farmacia del futuro” proposto un accordo dalla Federfarma

parte seconda

Notiziario. Nelle Farmacie la gestione delle funzioni e dei servizi individuati (leggi precedente articolo) può contribuire in maniera significativa alla focalizzazione delle strutture pubbliche e sulle loro attività, liberando quote importanti di risorse e migliorando la qualità dei servizi sociosanitari per i cittadini. L’azione delle Farmacie, in relazione ad un nuovo ordine di rapporti con la Pubblica Amministrazione, si basa su competenze specifiche che garantiscono l’innovazione anche nei confronti con le attività e prerogative di altri soggetti e permettono di esprimere una collaborazione originale, che si distingue nettamente da altre. In particolare le Farmacie costituiscono storicamente una rete composta da un insieme di punti operativi autonomi, che possono però essere utilizzati come strutture cui rivolgersi nell’interesse generale. Le Farmacie sono pronte a mettere a disposizione del Ministero della sanità questa “struttura unica e irripetibile sul territorio” con tutto il valore aggiunto che essa può dare come 1) l’uniformità dei servizi sul territorio; 2) la gestione dei rapporti interni alla Rete per consentire l’erogazione dei servizi anche dove non fossero convenienti per la singola farmacia; 3)  la disponibilità e l’attenzione ad affrontare in partnership i problemi logistici della sanità pubblica, offrendo in condivisione la propria rete; 4) l’attivazione di investimenti in infrastrutture logistiche e informatiche. Proprio nella prospettiva di sviluppare in termini istituzionali le nuove funzioni delle farmacie al servizio del Paese si richiedono alla Politica non soldi o privilegi, ma alcune azioni che aumentino la correttezza e la trasparenza del sistema e consentano quindi alle farmacie di poter esprimere pienamente il proprio ruolo con vantaggi evidenti per il Sistema stesso. In particolare: a) In materia di rimunerazione dei servizi, l’attuale normativa prevede che i servizi possano essere rimunerati alle farmacie solo nella misura del risparmio finanziario rispetto allo stato di fatto. La norma, formulata con imprecisioni logiche e tecniche, rischia di annullare ogni possibilità di collaborazione e richiede quindi una circolare interpretativa che chiarisca i termini dell’eventuale accordo. In particolare questo documento dovrebbe chiarire che va messo a confronto il costo complessivo del servizio a regime nelle due situazioni (gestione diretta o delegata alle farmacie), considerando una prospettiva temporale sufficiente a realizzare il cambiamento. Altrimenti , ciò che non verrà mai toccato sono proprio le gestioni pubbliche più inefficienti, i cui costi, a breve, non possono, almeno in parte, cessare; b) In materia di promozione delle sperimentazioni, si richiede un Atto di indirizzo alle Regioni, eventualmente sostenuto da finanziamenti ad hoc, affinché favoriscano la realizzazione di Progetti congiunti che analizzino la riorganizzazione dei servizi in modo da assicurare la necessaria collaborazione e trasparenza. A tal fine Federfarma sta perfezionando una Scheda di rilevazione e monitoraggio dei costi legati alla distribuzione diretta che potrebbe essere richiesta dal Ministero per le valutazioni congiunte su base nazionale; c) per il rafforzamento dell’Integrazione nel Sistema sanitario, si richiede anche un altro Atto di indirizzo alle Regioni, che chiarisca e ribadisca l’appartenenza delle Farmacie alla rete di strutture “interne” al Servizio sanitario regionale e che perciò, inviti le stesse (AASSLL) ad interloquire prioritariamente e primariamente con le farmacie per i nuovi servizi e a ricorrere alle gare tradizionali solo nel caso in cui l’esito non fosse soddisfacente. Ciò in applicazione del principio ribadito dal Consiglio di Stato con propria sentenza n.5174/2013, da cui si evidenzia che le Regioni possono affidare servizi alle farmacie senza gara in quanto già legate da un rapporto convenzionale con l’ente pubblico.

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