
Questo problema dei nostri tempi è stato segnalato da Wired US e ripreso poi da Alessandro Patella su Wired. Ma da tempo, inutilmente purtroppo, è stata denunciata la pericolosità della musica ascoltata ad altissimo volume, soprattutto con cuffie. Fino a pochi anni fa, solo a partire dai 65 anni di età si assisteva all’abbassamento progressivo dell’udito, ma ora anche molti giovani stanno riscontrando questo stesso difetto. L’OMS ha avvisato preoccupato che il 50% dei giovani tra 12 e 35 anni rischia di sviluppare danni all’udito a causa dell’eccessiva esposizione a suoni troppo forti o alla musica ad alto volume (sopra 85-90 decibel che sono considerati il limite oltre il quale si verifica il danno, con dolore se si superano i 120 decibel). Tenere presente che i danni dipendono anche dalla durata dell’esposizione, come è stato più volte ribadito dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria, a partire da Domenico Cuda, già Presidente di detta società per arrivare all’attuale presidente, il Prof. Gaetano Paludetti del Policlinico Gemelli. Assolutamente pericoloso è ascoltare, soprattutto in giovanissima età, per molte ore musica ad alto volume in cuffia o con gli auricolari. Una ricerca del 2022 nelle scuole (segnalata da Valentina Arcovio, sul Messaggero, inserto Salute e benessere) ha calcolato che i ragazzi arrivano ad ascoltare musica alta per ben 6 ore al giorno, troppo!!!). I guai risiedono nell’abbassamento irreversibile dell’udito in primis, accompagnato però sia da alterazioni audiometriche che da neuropatie uditive (danni al nervo acustico). Ecco perché si raccomanda ai giovani di non superare i 65 decibel e per non più di 1 ora, inoltre è meglio preferire le cuffie agli auricolari.. I danni auricolari consistono in 1) intensità del suono, 2) sua durata e 3) frequenza dell’esposizione e i danni possono essere permanenti. Probabilmente sapevate già che ascoltare musica e podcast a volume troppo alto sul vostro smartphone può danneggiare le vostre orecchie quando usate gli auricolari.senza pause… recenti ricerche hanno confermato che anche gli adulti sono a rischio di “acufeni” consistenti nella sensazione di ronzio o di fischio che si avverte nell’orecchio come conseguenza di irritazione o infiammazione del nervo acustico. L’orecchio interno degli esseri umani è costituito da strutture molto delicate: qui troviamo le minuscole cellule ciliate, note come “stereociglia”, che hanno il compito di trasformare le onde sonore in segnali elettrici, che il cervello è poi in grado di elaborare e comprendere. Quando vengono danneggiate, queste cellule non vengono sostituite con il risultato che l’udito può degradarsi nel tempo. Per mantenere intatte le stereociglia, gli esperti consigliano di mantenere il volume dei suoni che raggiungono le vostre orecchie a un massimo di 65 decibel (il livello di una lavatrice in funzione). Quando si toccano gli 85 decibel, l’equivalente di un tosa-erba a benzina, il deficit uditivo può manifestarsi già dopo due ore. Molti smartphone con auricolari si spingono però ben oltre, spesso fino a 100 decibel… e in alcuni casi anche oltre. È un volume equivalente a quello di una discoteca, un livello in cui il deficit uditivo può verificarsi dopo soli 5 minuti. Più si prolunga l’esposizione, maggiore è il rischio di danni gravi. Tenendo presente tutto questo, è importate non trascurare il controllo del volume sullo smartphone (o sugli auricolari: informazioni su A. Patella). Se riuscirete a resistere alla tentazione di alzarlo al massimo, le vostre orecchie non subiranno danni. Se poi non volete giocare continuamente con il volume, è possibile impostare un limite massimo sul vostro telefono, una funzione che può tornare molto utile se vi state spostando, ad esempio, in auto e non siete sicuri di quale sia il livello esatto del volume. Farlo su iOS è più facile, ma anche Android mette a disposizione diverse opzioni ai suoi utenti. Apple si preoccupa a tal punto dello stato delle nostre orecchie che il nostro iPhone visualizza automaticamente un avviso qualora rilevi che stiamo ascoltando qualcosa, nei nostri auricolari, a un volume troppo alto e per un periodo di tempo prolungato. Quando collegheremo di nuovo gli auricolari al telefono, il volume verrà abbassato automaticamente dal dispositivo, anche se è possibile aumentarlo di nuovo. Inoltre, si può fare in modo che l’iPhone intervenga in maniera più diretta riducendo in tempo reale il volume dei suoni che superano un determinata soglia di decibel. Da Impostazioni, selezionare Suoni e feedback aptico, quindi Salute dell’udito; attivando l’interruttore alla voce Riduci audio suoni intensi, si può impostare il livello che si preferisce. iOS fornirà alcune indicazioni, che possiamo utilizzare per orientarsi. Appena sopra a questa impostazione si possono vedere quante notifiche il nostro iPhone ci ha inviato negli ultimi sei mesi. Per un’analisi più dettagliata delle vostre abitudini di ascolto, è possibile accedere all’app Salute inclusa in iOS e selezionare Sfoglia, Udito e Livelli audio cuffie. Da qui potete verificare il volume, la durata e la frequenza dei vostri ascolti. C’è un altro passaggio che Apple raccomanda di fare per assicurarsi che tutto funzioni correttamente: classificare i dispositivi Bluetooth in modo che Apple sappia come gestirli. Per classificare un dispositivo, da Impostazioni scegliete Bluetooth, quindi fate tap sul pulsante blu delle informazioni che appare accanto agli auricolari che state utilizzando. Nella schermata successiva, selezionate Tipo di dispositivo e poi Cuffie (gli auricolari prodotti da Apple saranno identificati automaticamente). Noi abbiamo soltanto segnalato ancora una volta il problema: per eventuali approfondimenti rimandiamo ai consigli pratici dell’esperto Alessandro Patella su wired.
