
Cari Genitori, qui bisogna rimboccarsi le maniche, ma non per usare le mani, bensì per impegnarsi di più nell’indicare le regole di una corretta vita sociale ai propri ragazzi, svegli e molto più precoci rispetto alle passate generazioni in modo da ripristinare comportamenti più educati e rispettosi. Una buona educazione insegna a vivere meglio e più serenamente. L’Educazione ed il rispetto verso gli altri sono i pilastri della vita sociale. E invece in questi ultimi anni abbiamo continue segnalazioni accompagnate dalla preoccupazione, seria e concreta, delle Autorità scolastiche per un crescendo di litigiosità tra pari e per il ricorso alla violenza fisica e psicologica che si concretizza in azioni anche pericolose, spesso compiute da gruppi di ragazzi frequentanti addirittura le scuole medie, aggregati in gang composte da piccoli teppisti, ora anche armati con coltelli e coltellini. Una violenza ingiustificata contro ragazzi della stessa età, forse più fragili o contro se stessi tanto che gli ambulatori di Psichiatria e Psicologia sono, in questi ultimi anni, molto più frequentati da ragazzini e adolescenti. Si tratta forse di corsi e ricorsi storici?
Molti anni fa, siamo nel 1955 uscì in Italia un film che fece scalpore ed ebbe pure un successo planetario; il film era intitolato “GIOVENTU’ BRUCIATA” , regista Nicholas Ray e interprete principale un giovane attore americano, James Dean, morto giovanissimo, ma rimasto, con questo film, immortale. Si trattava di due ragazzi e una ragazza (Natalie Wood) tutti alle prese con difficili situazioni familiari che partecipavano ai giochi pericolosi di una banda di ragazzi e che furono ricercati dopo un incidente stradale mortale. Con questo e con altri due soli film James Dean riuscì a divenire un divo emblema della gioventù “ribelle” della seconda metà del novecento. Anche allora l’Europa era stata per molti anni in guerra con l’intervento degli USA e dei Paesi alleati contro Italia, poi liberata, e Germania. Anche oggi viviamo ricevendo notizie giornaliere sconfortanti sulle 50 guerre che attualmente nel nostro pianeta si stanno combattendo (così il Telegiornale di ieri). E vi sono sempre Capi di governo vogliosi di conquistare il mondo e dimostrare la loro onnipotenza arrecando lutti e dolore. Anche allora, nel periodo post bellico i giovani risposero con atteggiamenti e comportamenti di rivolta verso un mondo che cadeva in pezzi fino alla rinascita. Ed oggi potremmo riparlare di “gioventù bruciata” che sta manifestando la propria insofferenza verso un mondo che non piace più. E da questa insoddisfazione, nonostante gli agi di cui godono i giovani se vivono nei Paesi che sono fuori dalle carneficine giornaliere, traggono la forza di protestare a loro modo, riunendosi in gruppi di malavitosi anche alla ricerca di nuove sensazioni ed emozioni per vincere la noia, compiendo veri e propri reati o sfidando la morte in giochi pericolosi sotto effetto di alcol e droghe varie, ora anche sintetiche. Oggi ci sembra che la gioventù abbia raggiunto il fondo (ricordiamo le recenti aggressioni ai professori e ai presidi) ed è necessario richiamare le famiglie a una maggiore sorveglianza e a un maggiore controllo delle azioni dei propri figli, a volte sconsiderate soprattutto quando i ragazzi di entrambi i sessi si riuniscono in branco. Oggi vorrei solo ricordare l’ABC della buona educazione che può essere sintetizzata in un semplice decalogo, da fissare nel cervello dei nostri figli e nipoti, perché possano vivere bene, loro insieme agli altri loro coetanei, vivendo senza infrangere il codice del buon vivere, come nelle manifestazioni per cause giuste (contro la violenza…) che di pacifico hanno solo le intenzioni e che spesso lasciano strascichi nei quali la legge è costretta a intervenire, mettendo nei guai le famiglie trattandosi di minori. La Scuola e la Famiglia hanno il dovere di trasmettere i valori che stiamo per riproporre; la famiglia ha il dovere di insegnare le buone regole fin dai primi anni di vita del bambino e la Scuola di consolidarli nel corso della loro crescita psicofisica. Non esisterà mai una Società della gentilezza e del rispetto se mancano le basi della buona educazione. Ed ecco il decalogo, ritrovato confinato in un cassetto, composto da 10 piccoli gesti, mediante i quali si è in grado di ricostruire l’educazione, a partire dalla prima infanzia:
- Ringraziare sempre
- Usare il condizionale, dimenticato perché ormai i bambini vogliono e non vorrebbero (come dovrebbero per addolcire la richiesta), ma il condizionale è… obbligatorio
- Chiedere le cose aggiungendo “per favore”
- Parlare uno alla volta (ma questo errore lo facciamo anche noi grandi come gli illustri personaggi della TV)
- Ripulire gli spazi qualora vengano sporcati (è davvero allucinante il fatto che ci sono adulti e bambini che seminano rifiuti anche nella propria abitazione)
- Scusarsi per il disturbo se si chiede una cosa… anche ai genitori
- Aiutare chi è in difficoltà fisica o psicologica
- Non parlare ad alta voce, non urlare e non fare schiamazzi
- Salutare quando si incontra qualcuno
- Mangiare in modo educato e rispettoso e qui il discorso si allungherebbe per uno scambio, serio, di opinioni su un argomento che non viene toccato a sufficienza perché la tavola apparecchiata i bambini la usano anche per giocare durante il pranzo o la cena. A volte, anzi spesso, seduti per molto tempo, non riescono a stare fermi e spariscono all’improvviso sfuggendo alla sorveglianza dei genitori o dei nonni approfittando del fatto che gli adulti stano mangiando.
Ecco, bastano queste poche righe per riflettere sui vantaggi di una sana e buona educazione che preveda il rispetto verso se stessi e verso i compagni di scuola, di giochi, verso gli amici di qualunque età e verso gli anziani. Se si parte in famiglia con il piede giusto, nel corso della prima infanzia, le cose (e i rapporti interpersonali) andranno sempre meglio con il passare degli anni; se ci si sottrae a tale obbligo che coinvolge la responsabilità genitoriale, potremo avere dei guai qualora i ragazzi avessero maggiore libertà di movimento. Non basta regalare loro un cellulare o un tablet che poi i ragazzini usano, manco a dirlo, tranquillamente a tavola quando si dovrebbe solo mangiare e scambiare qualche utile riflessione sulla giornata appena trascorsa o colloquiare gradevolmente con gli altri membri della famiglia.
CARI GENITORI tenete presente questo decalogo, cercate di applicarlo e di farlo applicare, nel vostro e nel loro interesse!
