
Per limitare il ricorso ad esami invasivi e farmaci inutili nel caso si sospetti in un bambino il colon irritabile, sono consigliati semplici e indolori accertamenti, utili qualora si sia in presenza di una patologia intestinale funzionale caratterizzata da episodi ricorrenti di dolore addominale e alterazioni dell’alvo. Certo è che questa sindrome non è ancora ben chiarita. Siamo convinti che tale patologia sia correlata all’interazione tra anomalie della motilità e ipersensibilità viscerale per alterata funzione periferica dei recettori viscerali e/o dell’integrazione centrale delle informazioni. Tale ipotesi diagnostica che condividiamo, non completamente chiarita, è stata avanzata dall’illustre Collega ANDREA PESSION, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Bologna, Direttore della Scuola di specializzazione e Direttore dell’UOC di Pediatria del Policlinico S.Orsola-Malpighi (BO), nel suo manuale di Diagnosi e Terapia pediatrica, Casa Editrice Ambrosiana. Comunque le Indagini consigliate quando si sospetti un colon irritabile in età pediatrica, sono nelle Linee Guida SIGENP e SIP. Più precisamente gli esami o test consigliati dagli specialisti sono finalizzati a escludere la celiachia o l’intolleranza al lattosio; utili la coprocoltura e l’esame parassitologico delle feci; importanti anche la calprotectina fecale (la cui alta concentrazione indica che vi è un’infiammazione del tratto gastrointestinale) e la proteina C reattiva ,che sono semplici indagini di laboratorio indicate nel bambino con sintomi sospetti di Inflammatory Bowel Syndrome. La recente Consensus non consiglia i test per intolleranze e allergie (ma che per noi è bene sempre escludere); utile per noi un’ecografia addominale riservando la colonscopia soltanto ai pazienti con sintomi allarmanti, ricorrenti. Per quanto riguarda i trattamenti, sono inizialmente raccomandati l’approccio dietetico e psicologico mentre le terapie farmacologiche sono da riservare a casi molto selezionati e soprattutto sotto la supervisione specialistica – continua il collega Romano presidente SIGENP – e, tenuto conto del crescente abuso, abbiamo messo a punto raccomandazioni specifiche per fare chiarezza sull’uso degli integratori”. In conclusione, dopo avere confermato la benignità della sindrome, i consigli del Prof. Pession restano i seguenti: 1) operare modifiche dietetiche sotto la guida di esperti gastro-enterologi per ridurre il meteorismo intestinale ed evitare la stipsi (somministrando più fibre) ; 2) antispastici intestinali, quando necessari; 3) probiotici per correggere una microflora intestinale alterata; 4) rimedi naturali, ad esempio olio di menta piperita, per ridurre l’intensità della sintomatologia dolorosa, ma sempre con l’aiuto del pediatra di fiducia.
