Mare, sole e bambini: le regole per un’estate sicura

seconda parte

Abbiamo letto nella prima parte come si deve gestire l’esposizione solare dei lattanti e dei bambini con patologie croniche della pelle a partire dalla scottatura solare, da evitare perché molto pericolosa in quanto le radiazioni solari inducono sulla pelle molto delicata dei bambini danni che sommandosi, con il tempo, provocano alla lunga l’invecchiamento precoce della pelle con il rischio della comparsa, in età successive, anche dei tumori della pelle. Dobbiamo ricordare sempre che la pelle dei bambini è più sottile e vulnerabile e quindi più facilmente soggetta a scottature e irritazioni. Nel caso di un banale eritema solare, che corrisponde ad una ustione di primo grado, si possono applicare  creme con sostanze lenitive o creme cortisoniche e si deve evitare l’esposizione al sole fino alla guarigione. I genitori chiedono spesso al loro pediatra quale sia il luogo di villeggiatura più adatto ai propri bambini affetti da patologie della pelle, tra cui la dermatite atopica, che ha bisogno di uso costante e continuativo di creme idratanti e che prevede l’uso di abbigliamenti con tessuti non irritanti. In questi casi occorre clima asciutto come quello di alta collina o montagna; e ancora… attenzione al cloro presente nell’acqua delle piscine che, è vero, riduce la carica batterica ma contemporaneamente determina secchezza della pelle, per cui il bambino, appena uscito dall’acqua, deve immediatamente fare una doccia con acqua corrente seguita dall’applicazione di creme dopo-sole che lo difendano completamente dai raggi UVB (che sono il rimanente 5% di radiazione ultravioletta, ben più intensi dei raggi UVA), dagli stessi raggi UVA e dagli infrarossi (questi ultimi radiazioni di calore). Ma anche i bambini della prima infanzia con pelle sana devono evitare scottature solari, sempre pericolose e devono essere tenuti al riparo sotto un ombrellone o  sotto gli alberi, quando il sole è a picco. Quindi anche in questi casi evitare le esposizioni al sole rovente; sotto i 6 mesi niente o minima esposizione solare dei bambini ed evitare di farli asciugare esponendoli esclusivamente al sole. Per altre importanti patologie di pelle (come psoriasi, ittiosi volgare, disidrosi, herpes, lupus, acne rosacea, vitiligine, fotodermatiti ecc. ecc., che peggiorano sotto i raggi solari) non possiamo che consigliare di inviare eventuali vostre domande in merito, cari Amici, a dermatologi pediatri. Infine per prevenire e curare eventuali infezioni cutanee, tipiche delle vacanze al mare, possiamo aggiungere qualche altro consiglio. (A) Se sono presenti punture d’insetto evitare di utilizzare antistaminici topici che possono essere causa di fotodermatiti, meglio la via orale mediante gocce antistaminiche. (B) Il trattamento locale deve essere fatto con creme cortisoniche (prescritte dal vostro pediatra) e, (C) se il prurito fosse intenso, terapia con antistaminici per via orale. E’ importante ricordare che, quando si applicano le creme curative prima menzionate, non si deve subito esporre il bambino al sole; quindi o si applicano solo di sera o, se proprio necessario fare più applicazioni al giorno, si deve evitare di esporre il b. ai raggi solari  portandolo in un giardino o in un parco ombroso   per qualche giorno. Anche i prodotti repellenti contro zanzare, zecche, tafani e mosche possono contenere sostanze fotosensibilizzanti per cui, se ci si espone al sole dopo la loro applicazione, possono causare infiammazioni di pelle. Evitare di immergersi (grandi e piccoli) se sono presenti meduse e, in caso di contatto, lavare la pelle interessata con acqua salata tiepida e trattare la dermatite con steroidi topici e antistaminici orali sino a risoluzione. Se la dermatite fosse dolorosa ed estesa o con vescicole e si associassero sintomi generali (cefalea, dolori muscolari, lacrimazione ecc.) è necessario far visitare tempestivamente il bambino da un medico. Il prurito – lo ripetiamo – frequente nei bambini atopici, andrebbe sempre controllato in quanto il grattamento può provocare erosioni che favoriscono l’entrata nella cute di germi causa di infezioni superficiali frequenti nel periodo estivo come l’impetigine che é contagiosa. Per evitare infine recrudescenze di affezioni cutanee in età pediatrica, non solo si devono evitare brusche variazioni climatiche ma, nel caso di trasferimenti in auto o in treno, occorre favorire mezzi in cui vi sia temperatura climatizzata e non troppo umida. Ricordare che se la barriera cutanea fosse alterata per i problemi precedentemente affrontati, si dovrebbero evitare situazioni in grado di determinare un aumento della sudorazione (come esposizione al sole in ore molto calde), che è il principale fattore scatenante del fastidioso prurito seguito dalle inevitabili lesioni da grattamento; lo stesso dicasi  per i RUV, che, se non filtrati, possono determinare danni e processi ossidativi sulla pelle, qualora fosse già lesionata dalle patologie citate, anche perché il sole diretto, in questi casi, essendo in grado di abbassare le difese immunitarie della pelle, determinerebbe l’ulteriore peggioramento della sintomatologia locale con  disidratazione e la necessità di ricorrere alle potenti creme solari, come esposto nella prima parte. 

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