Paghetta settimanale: i pro e i contro

Oggi é sabato, giorno di paghetta per i figli, a partire da quelli che frequentano la scuola media. La paghetta dei ragazzi e delle ragazze è un tema controverso, da sempre,  perché la paghetta settimanale è una somma in denaro non guadagnata ma che può essere messa in relazione a una qualche piccola prestazione in aiuto alla mamma, come la pulizia ed il riordino della propria cameretta o per premiare i buoni risultati scolastici. Ebbene, oggi ci vogliamo  proporre per una riflessione sul tema, perché si tratta di un tributo che poi i genitori sono costretti a perpetuare in quanto le esigenze dei giovani studenti aumentano fino ad arrivare a usare la paghetta per le proprie spese personali e qui cominciamo  a parlare di somme rilevanti che a volte è difficile per un genitore mantenere nel tempo. I genitori effettuano il versamento con piacere ma c’è chi ritiene che tale sistema crei confusione nel ragazzo o nella ragazza in quanto sembra quasi che tale usanza costituisca un incentivo monetario per i vari lavoretti dei figli; meglio sarebbe premiare eventualmente di tanto in tanto i meritevoli. Vi è poi chi è “pro paghetta settimanale”, che sembra attualmente ammonti a circa 54 euro al mese e superando i 70 euro mensili per i ragazzi tra 15 e 18 anni (secondofacile.it), in quanto ormai é abituato a vivere secondo questa nostra cultura basata su quella che possiamo chiamare “educazione finanziaria” basata secondo psicologi, economisti, esperti di dinamiche familiari e giornalisti su una buona gestione del denaro e accresciuta responsabilità dei ragazzi che imparano a capire il valore del denaro e a muoversi nel mercato finanziario. Chi è contrario invece agli incentivi monetari o alla paghetta pensa che entrambi gli strumenti creino mentalità economica fuori tempo e fuori luogo e in quanto la famiglia è il luogo dove bisogna apprendere ben altri valori “non monetari” anche per gestire un domani, il denaro, il mercato e il lavoro. Cosa diversa sarebbe l’usanza dei premi ai ragazzi accompagnato da un “bravo!” ma i premi non devono essere la ragione per essere o diventare bravi per cui si deve evitare che gli appetiti aumentino e si passi a richieste sempre maggiori, da parte dell’adolescente, per mantenere un motorino o privilegiare altri hobby o videogame. Sarebbe meglio imparare a casa, e nei primi anni di vita, il valore etico della gratuità, cioè il valore infinito etico del lavoro ben fatto, altrimenti da adulti sarebbero mossi solo dal denaro e non sarebbero mai dei buoni lavoratori, accontentandosi di un programma di vita gramo e triste, con la possibilità di sbagliare anche le scelte buone e giuste. In casa vi sono molte altre cose a cui pensare e fare per il buon andamento della famiglie. Lasciamo gli incentivi e le paghe agli adulti e proteggiamo i nostri figli e nipoti dall’impero del denaro. Comunque abbiamo saputo che il corretto impiego dei soldi da parte degli adolescenti è ora materia di lezioni nelle scuole, nata per spingere i ragazzi a capire l’importanza del denaro, senza sperperarlo. In tutta Europa l’educazione finanziaria è ormai entrata in classe con corsi di gestione…per capire cosa è un bilancio (entrate e uscite) anche di pochi euro a settimana, per capire cosa è un credito e un debito con le logiche conseguenze, che cosa significa risparmiare ecc. ecc.; sono tutte nozioni che aiutano a prevenire o superare l’ignoranza finanziaria che ancora affligge molte popolazioni nel mondo con il pericolo di una mala-gestione finanziaria. In Italia ancora per la maggior parte degli italiani è ancora un problema capire come funziona un mutuo e come si devono valutare i tassi di interesse, ma anche come sapersi muovere nel caso in cui una carta di credito venga rubata o smarrita. Secondo l’ultima analisi dell’OCSE (marzo 2024) sulla Cultura finanziaria di base dei paesi più ricchi d’Europa, che potrebbe diventare un problema sociale qualora si ampliassero i servizi online con le carte prepagate, già molto usate senza conoscerle a fondo, anche se esse possono essere sorvegliate mediante controlli in tempo reale effettuati dai genitori mediante un’app parallela. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *