I problemi preoccupanti dei preadolescenti e adolescenti… 

Essi sono sempre al centro della nostra attenzione. Sono allarmanti i dati riportati da molte Università in merito alle loro problematiche ed ai pericoli cui vanno incontro i nostri ragazzi quando accendono il PC a causa di una Tecnologia che corre veloce ed è una formidabile adescatrice; ecco perché siamo costretti a riparlarne; infatti i dati dimostrano che 1/3 degli studenti che attraversano la pubertà lasciandola alle spalle presenta insicurezza e smarrimento, sentimenti che si spiegano con la mancanza di riferimenti sicuri. In una parola le autorità sanitarie e le famiglie sono chiamate ad aiutare quei giovanissimi definiti “fragili”. Ciò dipende dai nostri atteggiamenti troppo indulgenti che pur sono necessari in determinate situazioni o dalla mancanza di regole chiare già in famiglia. Purtroppo siamo di fronte ad un crescendo di casi di vero disagio e purtroppo il 50% dei genitori non se ne accorge. Ci riferiamo sempre alle indagini dei ricercatori della Cattedra di Psicologia dello Sviluppo coordinate dalla Prof.ssa Lavinia Barone dell’Università di Pavia pubblicate su NOI famiglia&vita e condotte su una popolazione di 300 pre-adolescenti che hanno mostrato in alcuni casi una eccessiva aggressività (sfociante nel famoso bullismo) e, in altri casi, il passaggio all’isolamento e alla depressione. La ricerca ha indagato, come era giusto che si facesse, sul coinvolgimento dei genitori e degli insegnanti che hanno dovuto rispondere tutti alle medesime domande rivolte ai ragazzi circa la percezione del benessere o del malessere. Ebbene 1/3 degli studenti ha segnalato problemi di comportamento dovuti ad ansia e/o depressione. Dagli insegnanti però non è stata rilevata alcuna delle pericolose turbe comportamentali prima citate anche perché nessuno, o quasi, si é accorto  del disagio dei propri studenti. Dunque siamo a commentare una situazione in negativo, preoccupante che per i ragazzi è  molto complessa e soprattutto condizionante il loro benessere psicofisico. Genitori e insegnanti “insieme” devono invece riuscire a captare precocemente tali disturbi e a modificare, anche di poco, il proprio atteggiamento nei confronti dei figli o degli alunni con l’obiettivo di consolidare relazioni positive e mettere le basi per una autostima da conquistare ed ampliare.  Cogliamo perciò l’occasione per riproporre l’ennesimo (ma utile per la sua chiarezza) Decalogo di consigli per Genitori (e insegnanti), messo a punto dall’Università di Pavia, Autrice la Prof.ssa Barone docente di Psicologia dello sviluppo, branca della psicologia che studia i cambiamenti che si verificano nel comportamento e nella personalità dei ragazzi in funzione dello sviluppo nel tempo; tale materia è chiamata anche Psicologia infantile o Psicologia dell’età evolutiva perché affronta le problematiche della crescita e della maturazione dell’essere umano sotto l’influenza di fattori biologici e ambientali (secondo la teoria dello sviluppo cognitivo di Jean Piaget che ora trova la sua spiegazione nell’epigenetica). Ed ecco le 10 raccomandazioni indirizzate “agli interessati al problema: genitori e docenti” che devono riflettere sulle modalità in grado di dare più sicurezza e, con essa, migliorare l’autostima degli adolescenti:

  1. Rispettare i loro  spazi e non interferire nel loro mondo;
  2. Rispettare i loro tempi, in attesa del momento giusto per intervenire  in modo da ottenere risposte positive da loro; 
  3. Non stigmatizzare i loro atteggiamenti né formalizzarsi per le loro risposte;
  4. Usare molto tatto  cercando di essere altrettanto flessibili;
  5. Monitorare con discrezione le situazioni e selezionare le amicizie;
  6. Cercare di minimizzare sollecitazioni e preoccupazioni;
  7. Imparare ad ascoltare  quanto i ragazzi hanno da dire o da ridire; 
  8. Dare “regole pratiche chiare” e un giusto orientamento nei comportamenti;
  9. Premiare sempre l’impegno e non solo i buoni risultati scolastici;
  10. Aiutare i ragazzi a valutare i loro eventuali errori o fallimenti ed a interpretarli non come sconfitta personale ma come occasione di maturazione, usando sempre le armi della “tenerezza”, sentimento trascurato in questa era della tecnologia e del “buon senso”. Infatti molti problemi sono da attribuirsi all’assenza di adulti che siano in grado di accompagnare ed educare i giovani alla scoperta di questo mondo digitalizzato, abitato in grandissima parte da giovani e da pochissimi  adulti, per evitare i pericoli ai quali ci siamo spesso riferiti in merito alla tecnologia, potente adescatrice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *