Bambini in montagna: precauzioni da adottare

parte seconda

 Il soggiorno in alta quota può essere associato a problematiche di natura clinica  rilevanti per il bambino con patologie croniche come malattie cardiache o polmonari per cui deve essere preventivamente consultato il proprio Pediatra che esprima un parere. Non dobbiamo poi dimenticare il pericolo del morso di  insetti e zecche perché sappiamo che il morso degli imenotteri è sicuramente uno dei rischi cui ci si espone passeggiando in la montagna; ma, salvo in chi è particolarmente sensibile o allergico, la puntura dellinsetto dà solitamente luogo a reazioni locali. Le zecche infette invece sono nemici più insidiosi, perché spesso, in zone endemiche, possono portare a diverse patologie, di origine batterica come la malattia di Lyme o Borreliosi (causata dal batterio Borrelia burgdorferi), di origine virale come la TBE (Tick Borne Encephalitis) o causate da Rickettsie (batteri gram-negativi, parassiti intracellulari obbligati), patologie che, se non diagnosticate tempestivamente, possono portare a conseguenze molto pericolose a qualunque età. Prevenire è sempre meglio che doversi poi preoccupare di curare quadri clinici a volte molto complessi da risolvere, per cui è consigliabile coprire alcune parti esposte del corpo con cappelli, pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe. È bene non indossare sandali, ma calzature idonee che coprano totalmente i piedi. Scarpe idonee sono infatti necessarie anche per prevenire i morsi di rettili. Gli indumenti scuri o con disegni floreali attraggono gli imenotteri per cui è meglio preferire gli abiti chiari che consentono la precoce identificazione delle zecche abbarbicate sui vestiti.  Lefficacia di repellenti e insetticidi è ancora  discussa; comunque i repellenti dovrebbero essere applicati ogni due ore, ma spesso sono comunque poco efficaci. In caso di puntura di imenottero in un soggetto non allergico è sufficiente raffreddare la zona della morsicatura con impacchi di ghiaccio o acqua fredda per alleviare i sintomi e rallentare la diffusione del veleno. Rimedi semplici come il lievito per la puntura di ape o l’aceto per quello di vespa o calabrone sono di solito di scarso giovamento, come pure poco efficaci sono gli stick che si trovano in commercio. Gli antistaminici orali (gocce e compresse) possono essere utili quando la reazione locale è marcata e, eventualmente, gli steroidi orali (pomate al cortisone) possono accelerare la risoluzione del gonfiore. Gli individui con pregressa storia di reazione allergica devono sempre portare con loro una fiala di adrenalina, farmaci antistaminici e/o cortisonici e, se un soggetto allergico venisse punto, è raccomandabile che venga visto subito in un Pronto Soccorso o da un medico. Infine, è fondamentale, al ritorno dalla gita, una attenta osservazione dei vestiti, specie delle zone umide, per una precoce rimozione di eventuali zecche utilizzando unicamente la tecnica a secco”: non va applicata alcuna sostanza, ma, con una pinzetta, la zecca va afferrata vicinissimo alla pelle; quindi , ruotare la pinzetta lentamente per estrarla e medicare successivamente la parte coinvolta. Gli abiti, le coperte per pic-nic vanno sbattuti allesterno della abitazione, ma lavati alle normali temperature. Per concludere non dobbiamo affrontare la montagna senza un’adeguata preparazione;  ricordiamo che i bambini sono ovviamente soggetti più fragili degli adulti, e che perciò una gita va programmata nei dettagli, partendo dagli abiti, dall’attrezzatura e da ciò che va messo nello zaino, fino ai controlli scrupolosi da eseguire al ritorno. Dobbiamo prepararci seriamente per proteggere concretamente i bambini da eventuali rischi, come sopra descritto. Infatti il Collega GG Nicolini, Autore dell’articolo che ringraziamo per i consigli ricevuti, conclude con una ultima raccomandazione: “Non improvvisiamo!”

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