Perché si devono ancora vaccinare i bambini contro il morbillo che è ritornato a colpire? 

seconda parte

Ma chi sono i soggetti più a rischio? Particolarmente a rischio sono i bambini sotto 1 anno di vita, che in molti Paesi europei, Italia compresa, non vengono vaccinati, i soggetti con deficit immunitari e coloro che non sono stati vaccinati contro il morbillo. Dai dati raccolti nei vari Paesi, infatti, il vaccino risulta comunque altamente efficace, sia pure a livello individuale, nel prevenire il contagio e soprattutto le gravi e frequenti complicazioni dell’infezione naturale. In Italia (dati del Ministero della Salute) dal 1 gennaio 2024 al 31 marzo 2024 sono stati notificati 213 casi di morbillo, di cui 34 casi a gennaio, 93 a febbraio e 86 a marzo 2024. Si tratta nella maggior parte dei casi di bambini da 0 a 4 anni di età. Circa il 25% ha presentato complicazioni (polmonite in più del 10% dei casi e 1 caso di encefalite). L’88% era non vaccinato al momento del contagio.  E poiché non esiste una terapia specifica contro la malattia, lunica vera arma efficace è intensificare la campagna di vaccinazione dei bambini, sia a livello nazionale che europeo che mondiale. Ed infatti questa è la raccomandazione principale dell’OMS e dell’ECDC (l’Ente europeo di sorveglianza sanitaria) ai Servizi Sanitari Nazionali. Altri provvedimenti utili sono sicuramente mantenere l’allerta sanitario e garantire la preparazione del personale sanitario ai fini del tempestivo riconoscimento e segnalazione dei casi di morbillo. E perché è importante vaccinare i bambini? Ce lo hanno spiegato con relazioni datate, sia il Dott. Antonio Brienza che il Collega Giovanni Caso, soci di Amico Pediatra, ricordandoci che il 7 giugno 2017 fu emanato il Decreto-legge n. 73 che introdusse l’obbligo di vaccinare i bambini italiani contro le 10 malattie ritenute pericolose a livello individuale e collettivo. Questo provvedimento fu necessario per frenare il preoccupante calo di adesioni alle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate registrato negli ultimi anni, a partire in particolare dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro paese al di sotto del 95% (soglia minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità). Purtroppo le tante e contraddittorie informazioni che circolano sui vaccini, soprattutto in rete, hanno alimentato dubbi e ansie in molti genitori. E’ importante ribadire che le vaccinazioni sono senza dubbio la pratica medica che ha maggiormente modificato in senso positivo lo stato di salute della popolazione mondiale. Alcuni anni fa, nell’introdurre un corso di aggiornamento per pediatri, il compianto Prof. Burgio, uno dei padri della moderna pediatria, affermò che a suo avviso la medicina moderna era iniziata quando Jenner aveva scoperto il vaccino contro quella terribile malattia che è stata il vaiolo.

Anche in Italia, fino agli anni ’50, si registravano ancora migliaia di casi di vaiolo, poliomielite e difterite, varicella e morbillo (chi vi sta scrivendo, medico dal 1964, ricorda benissimo quella realtà e quelle patologie) . Molte di queste malattie colpivano in maniera particolare i bambini provocandone la morte o lasciando deficit permanenti. La vaccinazioni estese a tutta la popolazione hanno permesso di cambiare radicalmente questo quadro e molte generazioni di nuovi genitori non hanno più la conoscenza diretta né la memoria di queste malattie.

Proprio questa situazione ha portato nel tempo i genitori ad allentare la guardia e molti hanno iniziato ad interrogarsi sul perché si debba ancora essere vaccinati per proteggersi da malattie che non si vedono più. In realtà lunica malattia eradicata completamente dal nostro pianeta è il vaiolo. Si aveva ragione di pensare che nel giro di pochi anni lo sarebbe stata anche la poliomielite, ma purtroppo questo non si è ancora verificato. Anzi, la diminuzione del numero di bambini vaccinati ha recentemente portato alla ricomparsa di malattie che pensavamo di aver debellato. Un richiamo del collega BRIENZA, che da noi e dalla SIP é condiviso pienamente, deve far riflettere: “Se smettessimo di vaccinare, basterebbe un contatto con una persona infetta, proveniente da Paesi nei quali linfezione è ancora presente, per causare unepidemia fra soggetti non vaccinati”. Quindi è bene rivolgersi con fiducia ai Centri vaccinali territoriali delle rispettive AASSLL per effettuare correttamente, come prescritto , il percorso del Calendario Vaccinale per la Vita con i relativi aggiornamenti. 

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