Riflessioni sulla Intelligenza Artificiale e i vantaggi che per le donne comporta

E’ ormai una realtà, che piaccia o no, che rappresenta un’opportunità soprattutto per il gentil sesso, che in passato ha dovuto cedere per rispettare i prioritari doveri di moglie e di madre, rinunciando ad un lavoro sicuramente utile anche per il buon andamento della famiglia al di là della gratificazione personale.  L’uomo ha sempre spadroneggiato in campo lavorativo ma ora la donna, che sta inserendosi sempre più nel mondo del lavoro, può avere ulteriori possibilità, le stesse che fino a pochi anni fa  erano terreno favorevole alla “componente maschile”. Queste considerazioni a favore della donna sono state egregiamente spiegate dalla giornalista Lorena Loiacono sul quotidiano Il Messaggero del 25 maggio scorso, sottolineando i problemi che nascono dall’essere consorte e/o madre, anche in campo lavorativo. Oggi si aprono nuovi scenari perché sono molto ricercate ormai Qualità e Capacità in campo tecnologico dove si cerca personale preparato tecnologicamente… e non importa il sesso. Gli esperti ormai ritengono che le donne sapranno farsi valere anche perché, è risaputo esse hanno, fra le altre qualità, un maggiore spirito di sacrificio. Perciò questo periodo deve (e può) essere sfruttato dalle donne che stavolta non sono affatto svantaggiate rispetto ai colleghi di sesso maschile. L’importante è che vinca la migliore o il migliore nell’interesse di tutti noi. Per quanto riguarda la componente femminile osserviamo però che oggigiorno in campo lavorativo la componente femminile é addirittura richiesta in qualità di componente (o presidente) nei Gruppi di studio o di lavoro e non solo in campo medico; ad esempio occorrono ora esperte sociologhe preparate in Etica e in intelligenza artificiale (IA) perché dietro l’applicazione di quest’ultima si nascondono rischi e pericoli più volte sottolineati come pericolosità se le applicazioni fossero mal progettate oppure se  utilizzate in modo improprio. Un esempio su tutti, ho letto: ” un uso non regolamentato dell’IA negli armamenti potrebbe portare alla perdita del controllo sulle armi distruttive e oggi viviamo un mondo pieno di guerre e contenziosi nazionali e internazionali. Certo è che molti eccellenti risultati riportati nei concorsi dalle donne dimostrano che esse, rispetto agli uomini, hanno una maggiore attitudine nell’utilizzo e nella comprensione dell’IA, dove non vi è bisogno solo di tecnica e dove fino ad oggi sono stati utilizzati solo uomini. Infatti è ben noto come sia necessaria una polidisciplinarità comprendente anche professionisti in possesso di conoscenze umanistiche, per esempio, in cui le donne sono senz’altro più preparate e in possesso di migliori  conoscenze umanistiche, importanti nella valutazione di uno strumento così delicato. Dunque vi sono nuove possibilità lavorative per le donne che al momento, forse, sono già alla pari con gli uomini per cui entrambi i sessi partirebbero da zero o quasi, ma occorre un impegno corale per far accettare l’AI a coloro che  hanno paura di affrontare una nuova realtà che però rappresenta il futuro dell’umanità. Del resto l’esperienza maturata con Internet e servizi collegati insegna che il cambio di paradigma è realizzabile e per quanto riguarda l’IA, essa avrà successo se sarà osservato un comportamento equo dei decisori politici , delle istituzioni e degli investitori privati qualora accogliessero e sostenessero la partecipazione bilanciata della componente femminile, superando la paura del rischio da amministrare, che è un tema affrontato dalle Scienze sociali sulla base di differenti approcci metodologici.

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