seconda parte
- A.Elena Riboldi : Univadis, UNIVADIS, 22/11/2024.
Studiare Medicina mette alla prova ecco perché i principali fruitori degli UCS sono le studentesse che ricorrono più frequentemente al counseling psicologico. Questo dato viene ricordato dalla psicoterapeuta Riboldi , che sottolinea come ciò sia in linea con gli studi internazionali che mostrano come le donne presentino più sintomi di depressione e ansia e, allo stesso tempo, siano meno disposte ai disturbi psicologici rispetto ai maschi; quindi più propense a chiedere aiuto psicologico. “Da altri dati a nostra disposizione, raccolti su studenti afferenti agli UCS del Sud Italia”, segnala la Prof.ssa Troncone, “risulta, inoltre, che tra gli studenti universitari, sono quelli afferenti ai corsi di studio in medicina a fare più spesso ricorso ai servizi psicologici. Tale dato trova riscontro in altri studi di letteratura che hanno evidenziato come gli studenti di medicina siano maggiormente a rischio di sviluppare sintomi di ansia e depressione, probabilmente a causa dell’elevato stress accademico a cui sono sottoposti”. La fatica psicologica degli studenti di medicina è testimoniata anche da un altro dato. “Uno studio del 2021 ha analizzato l’uso di psicofarmaci e di stimolanti su un campione di 694 studenti di medicina iscritti al primo, quarto e sesto anno all’Università di Torino” racconta l’autrice “E’ stato dimostrato che il 9% delle studentesse e il 9,2% degli studenti ha usato psicofarmaci durante il percorso universitario, mentre il 4% delle studentesse e il 2,6% degli studenti ha fatto uso di stimolanti per migliorare il proprio rendimento. In particolare, gli studenti del VI anno hanno riportato un consumo di psicofarmaci significativamente maggiore rispetto ai colleghi del primo e del quarto anno”. Un aiuto concreto viene ormai fornito dai Servizi di Counseling Psicologico.Gli studi esaminati nel report si riferiscono agli UCS di 20 Università italiane che hanno pubblicato dati della Ricerca. “La maggior parte delle università italiane ha servizi di counseling psicologico per i propri studenti, anche se non tutti sono impegnati a svolgere attività di ricerca che esitano in pubblicazioni scientifiche”, chiarisce Troncone, che prosegue, “Gli UCS hanno l’obiettivo di rispondere con interventi brevi a domande di aiuto psicologico, generalmente motivate da stati di malessere e distress psicologico, da problemi di rendimento con esami superati con voti più bassi e da difficoltà nelle relazioni significative”. “L’intervento, nella maggior parte dei casi, consiste nel fornire ascolto alle problematiche emergenti, a facilitare e orientare le scelte dello studente e i progetti personali futuri, rimotivare e innescare reazioni di resilienza in caso di insuccessi agli esami universitari, fornire informazioni significative in caso di situazioni impreviste, intervenire preventivamente in situazioni di vulnerabilità psicosociale” così spiega l’esperta.Per rispondere a tali obiettivi sono generalmente organizzati, sia in presenza che online, incontri di counseling individuali o di gruppo. Di norma, spiega ancora la docente campana, sono previste da 4 a 10 sedute; in alcuni casi, è possibile richiedere al servizio un follow-up dopo un periodo di tempo che va dai 2 ai 6 mesi. Laddove si ravvisi la necessità di un intervento prolungato nel tempo – anche a causa di problematiche psicopatologiche di maggiore rilievo – può essere previsto l’invio ai servizi presenti sul territorio. Il counseling psicologico è un servizio importante a cui, fortunatamente, si sta prestando sempre più attenzione. “Per garantire una maggiore diffusione e accessibilità agli UCS, il MUR ha recentemente destinato fondi agli atenei italiani per promuovere il benessere psicofisico e contrastare il disagio psicologico della popolazione studentesca”, riporta Troncone. Nel 2022, su iniziativa dellaConferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) è stato istituito un Tavolo di lavoro composto dai referenti degli UCS (inclusi Riboldi e Troncone, Autori di questo articolo) allo scopo di mettere in rete i servizi italiani, definire linee guida di intervento condivise ed effettuare un monitoraggio dell’efficacia degli interventi intrapresi nel contrastare il disagio psicologico. Fino ad oggi, hanno aderito a questa importante iniziativa circa 21 Università distribuite sul territorio nazionale. Articolo firmato da Elena Riboldi.
