L’articolo é di Cristina Ferrario, pubblicato ieri, 17/02/2025 da Univadis from Medscape un articolo molto istruttivo e utile per i genitori sui costi provocati dal virus respiratorio sinciziale in Italia quando riesce a contagiare i bambini sotto i 3 anni facendoli ammalare di BRONCHIOLITE, una patologia acuta ben nota, caratterizzata dall’ostruzione infiammatoria delle piccole vie aeree in prossimità dei polmoni, più frequente nei mesi invernali. Dal punto di vista clinico già abbiamo informato sul decorso i nostri lettori e le nostre lettrici qualche mese fa avvisando che il contagio avviene tramite secrezioni nasali, saliva, starnuti e tosse (un’arma efficace preventiva è rappresentata dal vaccino specifico costituito dall’anticorpo monoclonale Palivizumab). I costi di cui parla la Ferrario dipendono soprattutto dal numero di visite pediatriche e dalle frequenti assenze dei genitori dal lavoro che rendono l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) piuttosto pesante anche dal punto di vista economico per l’Italia. È quanto emerge da un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Influenza and Other Respiratory Viruses nel quale vengono riportati i risultati di uno studio condotto in due Regioni italiane (Lazio e Puglia) proprio allo scopo di valutare l’impatto economico dell’infezione. La ricerca è stata finanziata da Sanofi e AstraZeneca ma la raccolta dei dati con le analisi e l’interpretazione dei risultati é stata effettuata dal Team di coordinamento di RSV ComNet (Netherlands Institute for Health Services Research/National Institute for Public Health and the Environment olandese) e dai partner locali. “Prima di raggiungere l’età di 1 anno, circa il 60%-70% di tutti i bambini ha già avuto un’infezione da RSV (Virus Respiratorio Sinciziale) e quasi tutti i bambini sono contagiati prima dei due anni” esordiscono gli Autori, coordinati dalla Collega Caterina Rizzo, Università di Pisa. La Rizzo conferma che nei Paesi occidentali, inclusa l’Italia, la mortalità per infezione da RSV è rara, ma il peso dell’infezione sul Servizio Sanitario Nazionale e sulle attività dei genitori di bambini malati è tutt’altro che trascurabile. “Gli studi sull’impatto economico dell’RSV legato a ricoveri in ospedale non mancano, mentre non sono disponibili i dati riferiti al contesto delle cure primarie, sede principale di cura di queste infezioni, e ai costi indiretti. Per colmare queste lacune, gli Autori hanno valutato i dati relativi a bambini di età inferiore ai 5 anni diagnosticati dai Pediatri di base di Lazio e Puglia per uno studio prospettico di coorte sul carico del virus ( RSV) nelle cure primarie. Gli Autori precisano che il reclutamento ha avuto luogo nella stagione 2019/2020, immediatamente prima della pandemia di COVID-19, e che l’utilizzo dell’assistenza sanitaria, l’uso di farmaci e l’assenza dal lavoro dei genitori sono stati valutati per un periodo di 14 giorni. In totale sono stati reclutati 293 bambini, di cui 119 sono risultati positivi all’RSV e 109 sono stati inclusi nell’analisi che ha mostrato come quasi 9 bambini su 10 (89%) con infezione da RSV hanno avuto bisogno di una o più visite dal pediatra e uno su 10 si è recato in Pronto soccorso. Tenendo conto del fatto che in media i bambini hanno effettuato 3,8 visite dal pediatra e che i genitori si sono assentati dal lavoro per 4 giorni, ogni episodio di infezione da RSV nei bambini al di sotto dei 5 anni è costato in media 730 euro. Di questi, il 25% (183 euro) per costi medici diretti e il 75% (547 euro) per costi indiretti legati all’assenza dal lavoro. “I nostri risultati hanno un valore significativo alla luce dei recenti progressi nell’implementazione delle strategie di immunizzazione profilattica”(vaccinazione) commentano gli autori, sottolineando l’importanza di prendere in considerazione le differenze nell’organizzazione del sistema di cure primarie e i costi associati all’RSV quando si valuta il rapporto costo-efficacia dei programmi di vaccinazione contro questo virus, sia tra diversi Paesi che all’interno di uno stesso Paese. Ringraziamo UNIVADIS per la trasmissione costante di utili informazioni per la collettività a fonti informative come la nostra.
