Report sulla sicurezza: “Meno omicidi, invece é boom di autori e vittime minorenni che in un anno sono raddoppiati. 

 seconda parte

Da questo studio analitico, in particolare con riferimento al “genere delle vittime”, emerge che al significativo decremento del numero complessivo degli omicidi rilevato tra il 2015 ed il 2024 (-33%) corrisponde una flessione del 38% degli eventi con vittime maschili (da 330 a 206)  e del 22% di quelli con vittime femminili (da 145 a 113). Con riferimento all’età delle vittime, i dati del 2024 attestano che la maggior parte di queste (35%) è di età compresa tra i 41 e i 64 anni (40% nel 2023), mentre lincidenza delle vittime minorenni, pari al 7%, risulta quasi raddoppiata rispetto al 2023 (che è stata del 4%). Lincidenza degli autori di età inferiore a 18 anni si attesta, invece, all11% nel 2024, in netto aumento rispetto al 2023, quando i minori responsabili di omicidio erano stati il 4% del totale.  Le vittime di nazionalità italiana rappresentano il 75% del totale in entrambi i periodi, mentre le vittime straniere costituiscono il 25%. Per quanto riguarda gli autori (gli italiani rappresentano circa il 70% in entrambi i periodi), la fascia d’età maggiormente rappresentata nel 2024 è quella compresa tra i 18 ed i 40 anni. Dunque è significativo il rilevante incremento, rispetto al 2023, dellincidenza degli autori minorenni che, nel 2024, si attesta all11% a fronte del 4% dellanno precedente.

In conclusione, l’Analisi dei dati raccolti permette di ricostruire la dinamica degli eventi, l’ambito in cui si sono svolti e le eventuali relazioni di parentela/sentimentali che legano i soggetti coinvolti nonché il movente presunto. Sono state inoltre analizzate alcune caratteristiche, in particolare relative al genere ed alla nazionalità delle vittime e degli autori. Certo è che l’analisi dei dati evidenzia come le politiche di prevenzione e le modifiche legislative introdotte  abbiano contribuito a rendere più efficace la prevenzione di alcune tipologie di omicidio; nel decennio in esame il numero di eventi è diminuito anche in virtù di un progressivo miglioramento sociale e grazie  alla efficiente attività svolta dalle Forze di Polizia e Carabinieri, da sempre impegnate nella lotta alla criminalità, sia organizzata che comune e contro ogni forma di violenza, non ultima quella domestica. Un’ultima annotazione: “La netta diminuzione del numero degli omicidi ascrivibili a contesti di criminalità organizzata”, spiega la Polizia in questo Report  “è significativa di come le mafie in Italia stiano cambiando pelle perché ora cercano di evitare azioni clamorose per potersi dedicare, con maggiore efficacia, alle attività criminali più redditizie (come p.e. spaccio di droghe) e soprattutto all’infiltrazione tra le maglie dell’economia legale”. L’escalation della violenza può però sempre degenerare nel più grave dei delitti contro la persona, ovvero l’omicidio volontario di cui all’art. 575 del Codice Penale che così recita:“Chiunque cagiona morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno”. In pratica, per l’omicidio volontario la durata media della pena inflitta è di 12,4 anni (anche se il codice prevede: da un  minimo di 21 anni all’ergastolo), per l’omicidio preterintenzionale la pena è di 8,8 anni (il Codice prevede da 10 a 28 anni) per l’omicidio colposo 0,5 anni (da 6 mesi a 5 anni per il Codice)  da 2 anni per la rapina etc. etc. etc.

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