L’intelligenza artificiale (IA) applicata alla Medicina 

Informativa…dunque un nuovo incredibile mondo si è aperto nel campo della Medicina, che sta destando sempre maggiore interesse. Perciò ritorniamo a parlare di IA che avrebbe un ruolo fondamentale nel processo che sta digitalizzando sempre più la Sanità. Per capirne l’importanza, ritorniamo sul tema, che é utile approfondire attraverso un Documento del Ministero della Salute, opera  della Sezione V* Presidente: Prof. Giuseppe Remuzzi Segretario tecnico: Dr. Franco Abbenda.  “I sistemi di intelligenza artificiale come strumento di supporto alla diagnostica” Coordinatore: Prof. A. Laghi. Ed inoltre riflettiamo su altre considerazioni contenute in un altro documento (Linee guida sull’uso dei sistemi intelligenza artificiale in ambito diagnostico, di cui Eugenio Santoro è uno degli autori), pubblicato dal Ministero della Salute che rappresenta uno strumento importante di lavoro per chi sviluppa sistemi di IA e per chi (medici, pazienti, familiari, caregivers) poi andrà ad utilizzarli. L’Intelligenza artificiale è definita ” la capacità di una macchina di ragionare, apprendere e risolvere i problemi” proprio come la mente umana, combinando insieme grandi quantità di dati mediante precise istruzioni (algoritmi) apprese dalla macchina in modo automatico. Di intelligenza artificiale si parla da molti anni, ma negli ultimi anni se ne sta riparlando  sempre più frequentemente in seguito alla produzione di un’enorme mole di dati e alla disponibilità di PC in grado di elaborarli. A questo, poi, dobbiamo aggiungere anche l’evoluzione dei software (sistemi di elaborazione dati) di intelligenza artificiale che da semplici sistemi tradizionali basati su comportamenti prevedibili, cioè su input forniti dall’operatore, si sono ora evoluti grazie a tecniche che addestrano i computer a imparare e memorizzare continuamente i dati che  vengono loro  forniti. La disponibilità – offerta al grande pubblico – di sistemi di intelligenza artificiale come la ChatGPTChat (Chat Generative Pretrained Transformer o trasformatore generativo pre-addestrato a conversare con un utente umano) ha contribuito a diffondere questo argomento che prima era esclusivo per gli addetti ai lavori. Anche la disponibilità dei dati in campo medico è cresciuta enormemente così come le fonti da cui essi provengono. Accanto ai dati tradizionali strutturati”, rappresentabili in righe e colonne come avviene con i fogli di Excel o con i principali database (cartelle cliniche, Medline, linee guida e database biomolecolari e genetici) sono sempre più disponibili dati non strutturati (come testi, immagini, suoni, sensori, dispositivi indossabili come magliette, braccialetti, orologi intelligenti, conversazioni provenienti dai social media). Si stima addirittura che ormai circa l’80% dei dati generati quotidianamente non sia strutturato. Gli algoritmi di intelligenza artificiale in ambito medico sono utilizzati per interpretare un’enorme mole di dati e per identificare possibili relazioni di causa-effetto tra i dati stessi e le patologie di cui un paziente soffre. Il campo nel quale si sono fatti più progressi – in termini di utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto per i medici  – è quello diagnostico. In questo settore esistono diverse evidenze scientifiche della loro affidabilità, in particolare nell’area oncologicarespiratoria o cardiologica. Dopo aver istruito una macchina nell’interpretare immagini fornite tramite radiografie, ecografie, TAC, RM, elettrocardiogrammi ed esami provenienti dall’analisi di campioni di tessuti biologici (istologici), è possibile identificare, con un buon grado di affidabilità, patologie tumorali, cardiovascolari, dermatologiche e respiratorie.  Ma c’è un’altra Area sulla quale si sta lavorando molto ed è quella legata ai Sistemi di predizione, in grado di identificare possibili patologie ancora prima che queste si manifestino. Un esempio: grazie all’analisi degli elettrocardiogrammi e alla storia clinica del paziente è possibile predire se una persona sia o meno a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari come la fibrillazione atriale o uno scompenso cardiaco.  E gli esperti sostengono che Strumenti simili permettono di predire con precisione, e in anticipo di 6 anni, lo sviluppo di un tumore del polmone. Particolarmente interessanti sono ancora i Sistemi basati su intelligenza artificiale per supportare noi medici, in quanto in grado di suggerire il modo migliore di curare, anche dal punto di vista farmacologico, la patologia di un paziente. Il suggerimento derivante dall’IA si basa su linee guida disponibili al momento, su fonti sicure ed evidenze scientifiche provenienti dalle pubblicazioni su riviste mediche internazionali sul decorso clinico di pazienti con patologie simili e sulla storia clinica del paziente da curare. E non meno interessante è l’uso dellintelligenza artificiale nello screening di numerosissime molecole esistenti (per farmaci) con lo scopo di individuare quelle più promettenti da sottoporre a sperimentazioni cliniche, riducendo in questo modo i tempi per trasferire i risultati della ricerca alla pratica clinica. Negli USA sono oltre 500 le Applicazioni di intelligenza artificiale già approvate dalla Food and Drug Administration. In Italia, invece, quasi tutte quelle disponibili sono ancora in fase di sperimentazione.

L’uso dell’intelligenza artificiale in medicina comporta dei rischi, tra cui uno tra i più importanti legato all’uso dell’intelligenza artificiale in medicina riguarda il fatto che i sistemi utilizzati non siano stati sufficientemente testati e supportati da prove scientifiche. Quindi andrebbero condotti studi clinici metodologicamente più solidi che coinvolgano più Centri, Ospedali e Istituti (studi multicentrici) e che valutino gli effetti in maniera casuale (randomizzati) su un adeguato campione rappresentativo della popolazione presa in esame, a partire dall’inizio dello studio e fino alla sua conclusione (quindi prospettici). Queste ultime sono le considerazioni contenute in un documento (Linee guida sull’uso dei sistemi intelligenza artificiale in ambito diagnostico, di cui Eugenio Santoro, abbiamo detto, è anche coautore) pubblicato dal Ministero della Salute.

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