Ansia e depressione degli adolescenti: da tenere sotto osservazione. Anche Papa Francesco ha intuito il pericolo 

terza parte

Oggi chiudiamo questo complesso tema ricordando che lo stesso Papa  Francesco ha diffuso, in occasione del recente Giubileo degli adolescenti un video-messaggio forse registrato nel mese di gennaio che richiama l’attenzione sul disagio giovanile invitando i giovani ad ascoltare fino in fondo i consigli dei genitori; ma anche i Genitori devono essere più disponibili ad ascoltare i propri figli fino in fondo. Il Papa ha sottolineato anche la pericolosità della esasperata tecnologia moderna, per cui ha invitato gli adolescenti a diffidare  delle insidie che essa nasconde. Insomma dobbiamo Tutti fare “mea culpa” e mettere in atto le strategie necessarie per una gestione migliore dell’ansia e della depressione giovanile che rappresenta una difficile sfida e che comporta un grande impegno da entrambe le parti in causa e cioè sia dai medici, gli psicologi e psicoterapeuti a sostegno  delle famiglie sia dai pazienti stessi. Per ottenere ciò, occorre esplorare ed attuare le metodologie per gestire le emozioni in modo più efficace! Per aiutare questi adolescenti occorrono strategie comprendenti un approccio empatico e un impegno costante nel fornire supporto. L’ascolto attivo, l’offerta di conforto emotivo e la disponibilità a dedicare il tempo necessario sono gli elementi fondamentali per aiutare gli adolescenti a superare la depressione in modo da ricostruire una vita soddisfacente. Il Fatebenefratelli propone alcune strategie utili per offrire aiuto: 1) Comunicazione aperta: creare uno spazio sicuro in cui l’adolescente si senta libero di esprimere i propri sentimenti e i propri stati d’animo senza giudizio. Mostrare interesse genuino per ciò che sta attraversando e fargli sapere che si é lì per ascoltare; 2) Supporto emotivo: mostrare empatia e comprensione nei confronti dell’adolescente. Sottolineare che la sua depressione non è colpa sua e che non è solo/a in questa battaglia. Bisogna sostenerlo nel cercare aiuto professionale, come uno psicoterapeuta o uno psicologo; 3) Coinvolgere la famiglia: coinvolgere la famiglia nell’aiuto all’adolescente. Organizzare discussioni aperte e rispettose sulla depressione, coinvolgendo tutti i membri della famiglia nel processo di supporto. 4) Educazione sulla depressione: aiutare l’adolescente a comprendere meglio la depressione, fornendo informazioni accurate e risorse affidabili. Discutere dei sintomi, dei trattamenti disponibili e dei passi per il recupero. 5) Incentivare l’attività fisica e gli interessi: coinvolgere il/la giovane in una regolare attività fisica. Questo può aiutare a migliorare l’umore e ridurre i sintomi della depressione. Incoraggiare l’adolescente a partecipare a sport o attività che piacciono e promuovere un’alimentazione sana. 6) Promuovere relazioni sociali positive: sostenendolo nel mantenere relazioni sociali significative. Bisogna incoraggiarlo a partecipare ad attività sociali, a fare nuove amicizie e a partecipare a gruppi di supporto; 7) Monitorare la salute mentale: se si osserva il peggioramento della depressione consultare un medico specializzato (psicologo e/o psicoterapeuta). Assicurarsi che l’adolescente riceva il trattamento adeguato e che segua la terapia prescritta. Se si osservano uno o più di questi sintomi persistenti in qualche ragazzo che si conosce, è importante chiedere aiuto ai professionisti della salute mentale specializzati in campo pediatrico, presenti  nei servizi dei Dipartimenti pediatrici organizzati sia in campo ospedaliero che territoriale. La depressione in adolescenza può infatti essere trattata efficacemente soltanto attraverso una Terapia combinata che preveda  il supporto familiare, indispensabile e, in alcuni casi, la somministrazione dei farmaci. Per quanto riguarda l’Ordine Ospedaliero FATEBENEFRATELLI, che ringraziamo per i consigli che ci ha fornito, segnaliamo il Poliambulatorio Zero-17 nato dall’attenzione al tema da parte del Centro Sant’Ambrogio per la salute mentale e dall’impegno per la prevenzione, ampliando l’ospitalità e la cura all’area dello sviluppo infantile.

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