…le alterazioni polmonari post-Covid quasi sempre regrediscono
E’stato recentemente stilato un Consensus statement internazionale per radiologi in modo da armonizzare la gestione dei pazienti post-Covid. Autrice principale è una Radiologa dell’Università Cattolica, campus di Roma, Anna Rita Larici. L’articolo èdi Valentina Arcovio, Sanità Informazione.
Visibili alla Tomografia computerizzata, le alterazioni polmonari residue post Covid-19, che riguardano fino al 50% dei pazienti che hanno avuto un’infezione che ha richiesto il ricovero, possono essere associate a sintomi respiratori persistenti o progressivi e sono spesso correlate ad alterazioni dei test di funzionalità respiratoria. Ma a differenza di anomalie di altra natura non infettiva, tendono a stabilizzarsi o regredire nel tempo, indicando che sono non progressive e solo post-infettive. Questa è la conclusione di una dichiarazione di Consenso multisocietario, sviluppata da 21 radiologi toracici appartenenti alla Società Europea di Imaging Toracico (ESTI), alla Società di Radiologia Toracica (STR) e alla Società Asiatica di Radiologia Toracica (ASTR), validato da pneumologi esperti internazionali. Il documento è stato pubblicato sulla rivista Radiology.
Il 50% dei pazienti ricoverati per Covid presentano alterazioni alla TC
Il Consensus è stato raggiunto con un processo di indagine in due fasi, che mira a standardizzare le indicazioni, l’acquisizione e la refertazione delle TC del torace nei pazienti con alterazioni polmonari residue post-Covid-19. L’infezione può causare sintomi persistenti o in peggioramento, descritti come disturbo post-Covid o “Long Covid”, e si stima che circa il 6% delle persone che hanno avuto il Covid-19 soffra di questa condizione. Tra i pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19 acuto, in media il 50% presentava alterazioni alla TC del torace e il 25% presentava anomalie funzionali polmonari restrittive a quattro mesi dall’infezione. I radiologi devono affrontare diverse sfide importanti per la gestione di questa popolazione di pazienti.
E’ importante distinguere le alterazioni polmonari sopra riportate
“Queste sfide includono la differenziazione tra alterazioni polmonari residue persistenti da Covid-19 – come il vetro smerigliato – ed eventuali alterazioni fibrotiche, nonché la valutazione dell’evoluzione temporale di questi reperti”, spiega Anna Rita Larici, associata in Diagnostica per Immagini e Radioterapia alla Facoltà di Medicina e chirurgia e responsabile della UOS di Diagnostica Toracica afferente alla UOC di Radiologia Toracica e Cardiovascolare della Fondazione Policlinico Universitario “A.Gemelli” IRCCS. “È fondamentale distinguere le alterazioni polmonari residue post-Covid-19 dalle anomalie polmonari interstiziali (ILA) e dalle interstiziopatie polmonari (ILD), in particolare quelle fibrotiche, poiché hanno implicazioni cliniche molto diverse: i cambiamenti post-Covid-19 in genere si stabilizzano nel tempo, mentre le ILA e le ILD possono progredire e avere una prognosi sfavorevole”, precisa Larici.
NB. Chi intendesse leggere l’intero articolo potrà trovarlo su Sanità Informazione, rivista che ringraziamo per la costante collaborazione e l’alto livello dei suoi articoli.
