SANITÀ PUBBLICA REDAZIONE DOTTNET, 19/09/2025. Il Ministro Schillaci, così la manovra: Nel 2026 nuove risorse oltre ai 4 miliardi già stanziati. Medici di famiglia: lavoreranno nelle Case di comunità
Notiziario. Servirebbero almeno 3 miliardi per realizzare tutte le misure cui stanno lavorando i tecnici del ministero della Salute. Per implementare le misure in preparazione alla Legge di Bilancio, il Ministero della Salute prevede la necessità di almeno 3 miliardi di euro. Tuttavia, il ministro Orazio Schillaci ha indicato al collega Giancarlo Giorgetti una cifra più realistica, pari a 2 miliardi, come un “buon risultato”. La ricerca di risorse è quindi iniziata, ma l’esito finale è ancora incerto. L’unica certezza è che una parte consistente del finanziamento disponibile sarà destinata al personale sanitario, per attrarre nuovi medici e infermieri e per contrastare la fuga di quelli già in servizio.
Le priorità dunque sono: Assunzioni, Incentivi e Riforme
Se il bilancio disponibile fosse di almeno 2 miliardi, tra le priorità vi sarebbero le assunzioni e gli incentivi, che potrebbero beneficiare di 1-1,5 miliardi. Il principale intervento sarà il rafforzamento del personale, con due possibili linee d’azione: la prima prevede il superamento definitivo del tetto di spesa per le assunzioni, basato su un algoritmo elaborato dall’AGENAS (l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), rimasto finora inutilizzato. In alternativa, si potrebbe procedere a una modifica parziale del tetto, con un aumento del 5% sul fronte degli incentivi, il Governo vuole rinnovare il tentativo di defiscalizzare l’indennità di specificità per i medici, un’iniziativa fallita l’anno scorso, puntando su un abbattimento del 15% dell’imposta o, in alternativa, su un aumento diretto dell’indennità, che attualmente ammonta a circa 800 euro. Per gli infermieri, il cui numero è insufficiente – mancano almeno 70.000 unità – sono previsti incrementi significativi nelle indennità, con l’intenzione di raddoppiare quella di specificità, attualmente pari a circa 80 euro. Inoltre, si studiano soluzioni per facilitare l’accesso degli infermieri alla libera professione, come avviene per i medici con l’intramoenia, e si stanno progettando benefici di welfare per rendere la professione più attraente, vista la crescente difficoltà nel reclutare nuovi professionisti. L’obiettivo è far sì che un infermiere con laurea 3+2, come quelli che saranno formati grazie all’introduzione di tre nuovi Corsi di laurea magistrale, possa avvicinarsi agli stipendi di un giovane medico. In un’ottica di lungo periodo, si prevede una riforma della contrattazione del personale sanitario, separandola da quella del pubblico impiego per garantire maggiore flessibilità.
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