Attenzione quindi, sappiate proteggere voi ed i vostri cari, soprattutto se in età pediatrica! L’influenza che circola attualmente è stata definita “influenza australiana”, causata essenzialmente dal virus influenzale di tipo A sottotipo H3N2 e dal sottotipo H1N1. Queste denominazioni provengono dalle stagioni influenzali che si sono verificate in Australia, ma si riferiscono anche ai sottotipi specifici di virus influenzali che circolano nell’emisfero boreale in cui si trova l’Italia.
Caratteristiche dei virus individuati
- Influenza A (H1N1): È un sottotipo del virus influenzale umano che contiene geni di virus aviari, suini e umani. Può causare sintomi simili all’influenza classica, ma anche complicazioni come la polmonite.
- Influenza A (H3N2): Questo sottotipo è stato associato in Australia a una stagione influenzale particolarmente aggressiva.
- Virus respiratorio sinciziale (RSV): Anche questo virus sta circolando e colpisce in modo significativo lattanti, neonati e bambini piccoli, causando difficoltà respiratorie, tosse e febbre.
Cosa dovete sapere dell’influenza australiana
- È un’influenza stagionale: Il termine “australiana” è stato usato per descrivere le stagioni influenzali nell’emisfero meridionale, poiché si è osservato che le epidemie iniziano prima in Australia e poi si propagano.
- Sintomi: I sintomi comuni includono febbre elevata con rinotracheite, cefalea, dolori muscolari e stanchezza o astenia.
- Complicazioni: In alcuni casi, specialmente nel caso del sottotipo H1N1, possono manifestarsi complicazioni come la polmonite.
- Differenze da altre patologie: È importante non confondere l’influenza (che colpisce l’apparato respiratorio) con la gastroenterite, a volte chiamata erroneamente influenza intestinale, che colpisce l’apparato gastrointestinale dei bambini soprattutto.
- Seguire sempre i consigli e le prescrizioni del medico o del pediatra di famiglia
Qual’è la fascia di età più colpita dall’influenza?
La fascia d’età più colpita è quella di bambini tra 0 e 14 anni, con un’incidenza del 15%, mentre la mortalità più elevata si osserva nella fascia di età superiore ai 60-70 anni, dove si verifica il 90-94% dei decessi.
