Stati generali della Salute, il Ministro Schillaci promuove la sanità del Lazio definendolo un…“Modello da esportare”

di Lucia Oggianu  che ha scritto sul Messaggero “Alle Corsie Sistine la due giorni degli Stati generali della Salute a Roma. Il ministro Schillaci: “La Regione ha puntato su proposte e confronto: una metodologia  nuova, da replicare”

Il Sistema Sanitario Nazionale «funziona» ma necessita «di un cambio di passo» che il governo sta attuando, “rimettendo la salute al centro dell’agenda politica”. All’interno di questo quadro una nota di merito va alla Regione Lazio che ha inaugurato «un nuovo metodo di lavoro basato sulle proposte e il confronto; un modello da replicare in altre Regioni». Le parole sono del ministro della Salute, il Prof.  Orazio Schillaci, medico radiologo,intervenuto ieri all’apertura degli Stati Generali della Salute del Lazio. Istituzioni, professionisti, accademici e addetti ai lavori fianco a fianco nelle storiche Corsie Sistine dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia, il più antico d’Europa, con una prospettiva comune: Condividere un’idea di futuro e immaginare il Sistema sanitario regionale dei prossimi anni. All’apertura erano presenti anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani, i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere e rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni dei pazienti.

“I numeri che presentiamo oggi ci consentono di guardare a una programmazione vincente» ha dichiarato Rocca, che ha sintetizzato i risultati raggiunti negli ultimi due anni e mezzo di lavoro. Tra i risultati più significativi, la trasparenza contabile con bilanci del 2023 e 2024 parificati, che garantiscono una visione chiara e condivisa della situazione finanziaria. Importante anche la riprogrammazione della rete ospedaliera, che ha introdotto nuovi servizi e riequilibrato i posti letto nelle province, aumentando l’occupazione dei posti letto per acuti dal 71,4% del 2022 al 79,9% del 2025. Parallelamente, la rete territoriale è stata potenziata con 59 nuovi Centri operativi territoriali, 397 posti per la salute mentale, 464 per dipendenze residenziali, 299 per dipendenze semiresidenziali e 1.836 autorizzazioni per posti RSA-disabili-Hospice. Infine, la copertura delle cure domiciliari per gli over 65 è salita dal 4% del 2023 al 10,32%. 

Ma allora quali sono le SFIDE? Eccole: “Prossimità, equità e sostenibilità guidano l’impegno dello Stato per migliorare il Sistema sanitario nazionale”, ha detto il ministro Schillacisottolineando la necessità di un’evoluzione del Sistema che è ormai alla soglia dei 50 anni. Fondamentale anticipare le malattie, e non rincorrerle, affrontando la prevenzione. Ma oggi il tema centrale è il recupero della fiducia dei cittadini. “La Regione Lazio presentava un fondo di dotazione negativo di oltre 1 miliardo di euro, con crediti non riscossi per 950 milioni. Partendo da un disavanzo di 750 milioni per il 2023, fino agli avanzi di amministrazione che abbiamo maturato in questi due anni per 150 milioniabbiamo reinvestito in tecnologie e ristrutturazioni delle strutture sanitarie, rendendo la regione affidabile e orgogliosa nell’uso delle risorse del PNRR”. Un nodo centrale sono le liste d’attesa, considerate la madre di tutte le sfide. “I pazienti devono sentirsi sicuri di trovare sempre medici, infermieri e personale qualificato ovunque vadano”, ha ammonito Rocca Presidente della Regione Lazio. Da gennaio 2026 saranno attivati nuovi ambiti di garanzia riguardanti il 37% dei casi di rinuncia a prestazioni a causa della richiesta di uno specifico medico o struttura, un dato che rappresenta un punto critico del sistema. “L’operazione di trasparenza sulle liste d’attesa sarà fondamentale per recuperare fiducia mostrando dati reali”, ha proseguito il presidente della regione Lazio, che ha inoltre espresso sostegno al ministro Schillaci per una possibile modifica alla legge Bindi sul sistema intramoenia. Subito verranno presentati i risultati dei lavori degli Stati Generali della Salute di fine anno 2025 che costituiranno una solida base per costruire la sanità regionale partendo dalle esigenze dei cittadini e degli operatori socioassistenziali.