Una volta si chiamava “piorrea” cioè significava la fine dei nostri denti; questa malattia del cavo orale però può essere curata e guarita se si conosce la causa: quindi si può anche curare con successo. Si tratta di una patologia diffusa che può essere anche prevenuta con l’aiuto del proprio dentista e/o di un igienista orale. E si perchè la malattia parodontale non colpisce i denti, bensì i tessuti che la circondano. Il che significa la perdita di denti anche sanissimi. Qui il problema è nel saper trattare e curare i tessuti di supporto dei denti chiamato parodonto. Si tratta di un legamento che lega la radice alla gengiva e all’osso (come la mandibola). La malattia si riconosce quando osservassimo i seguenti elementi: gengive arrossate e gonfie, il sanguinamento gengivale, gengive retratte, denti spostati in avanti, spazi tra un dente e l’altro che possono aumentare, presenza di tartaro, alito cattivo, sapore sgradevole in bocca. In alcuni casi può colpire anche i bambini dove la malattia progredisce più rapidamente e dove la malattia, se curata, evolve più velocemente. Naturalmente il rischio aumenta se non si previene mediante una accurata igiene orale ed effettuando visite di controllo periodiche alla caccia di una placca che é dovuta ai batteri e dove si spiegherà quali strumenti usare per pulire meglio i denti e per valutare se sia invece il caso di fare una “pulizia professionale” dei denti in modo di evitare che i batteri agiscano su zone più nascoste e difficili da raggiungere tanto da essere più soggette a infezioni da parte di microrganismi che ne sono la causa. E con elasticità, dunque, ma con rigore si deve pensare che nei nostri adolescenti potrebbero verificarsi infezioni mal curate perché non valutate dai nostri bravi dentisti sfornati dalle nostre prestigiose Università, come la storica Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”.
