
Distinguiamo, con il Prof. Pession, tre tipi di congiuntiviti: 1) batteriche; 2) virali; 3) allergiche e non sempre è facile diagnosticarle visivamente, cioè clinicamente. Qui é proprio il caso di dire… ci vuole Occhio!
1) Le prime, le congiuntiviti batteriche, sono caratterizzate dalla formazione di secrezioni mucose o purulente, più abbondanti la mattina al risveglio del bambino; le congiuntive sono iperemiche cioè arrossate, vi è fotofobia cioè il b. accusa fastidio e bruciore alla luce, lacrimazione ed edema palpebrale; a volte vi è associazione con l’otite, febbre, dolore nel deglutire (faringodinia) e tosse. Germi responsabili sono la Clamidia Trachomatis se si tratta di neonati o lattanti di 1-2 mesi, Haemophilus influenzae, Streptococco pneumoniae, o Moraxella catharralis.
2) Le forme virali sono invece spesso dovute agli Adenovirus che infiammano gli occhi ma con secrezione scarsa; è spesso associata un’infiammazione delle alte vie respiratorie quando circolano i virus influenzali; se la forma dovesse aggravarsi vi può essere un interessamento della cornea con sensazione fastidiosa di corpo estraneo.
3) Le forme allergiche si distinguono dalle altre per il prurito. La secrezione è muscosa o sierosa, ma mai purulenta, vi è edema palpebrale e associazione con rinite allergica stagionale in rapporto con l’esposizione ai vari allergeni e qui la fa da padrone l’inquinamento ambientale che può essere indoor (al chiuso in casa o a scuola ) e/o outdoor (fuori, per strada o su un prato).
La profilassi è importantissima, per cui frequente igienizzazione delle mani sia del bambino che di chi deve somministrare le cure necessarie. A questo proposito ricordare che nella congiuntivite virale, il malato è contagioso anche per 2 settimane. Invece per quanto riguarda le congiuntiviti allergiche stagionali, la cura preventiva è efficace se viene iniziata qualche settimana prima del periodo critico quando le forme allergiche si scatenano. In questi casi la terapia sarà locale mediante colliri a base di cromoni e, se il caso lo richiedesse, l’immunoterapia specifica.
Chiaramente nelle forme batteriche vi è la terapia antibiotica applicata localmente o per via generale, da valutare in base alla gravità del decorso; inutile è invece tale terapia se si tratta di forme virali a meno che non si voglia scongiurare una sovrinfezione batterica. Di solito sono sufficienti gli antistaminici per uso locale (topico) o per via generale; raramente è necessaria un ciclo “breve” di terapia cortisonica, che deve essere prescritta e controllata, beninteso per gli effetti secondari, da un pediatra o da uno specialista.
