
seconda parte
Tuttavia, la mancanza di chiarezza a livello normativo fa emergere una situazione critica poiché le attività psicologiche a scuola non risultano realizzate esclusivamente dallo psicologo, come sarebbe previsto dalla legge nazionale, ma da molte altre figure professionali , spesso non qualificate per determinati compiti. Ciò determina un ostacolo con danno per la salute non solo per questa specifica categoria professionale, ma anche e soprattutto per le famiglie che si rivolgono, spesso inconsapevolmente, ad operatori non adeguatamente formati e quindi non veri tutori della salute mentale e del benessere psicologico del singolo e del gruppo. Si pensi, ad esempio, alla nuova figura del Counselor ( consigliere o consulente che svolge attività tendenti a migliorare la qualità della vita delle persone di qualunque età) la cui attività, quindi, sconfina proprio nella sfera operativa dello psicologo in maniera indebita, come sancito dal Tar del Lazio (Sentenza 17 novembre 2015, n. 13020). Tali figure sono spesso iscritte in elenchi istituiti da Associazioni e non da Albi di Ordini Professionali istituiti da leggi nazionali, alimentando, in questo modo, confusione e incertezze. Certo è che l’esperienza della pandemia ci ha restituito un quadro allarmante (raddoppiati i problemi di ansia e/o depressione) in quanto a richieste di supporto inoltrate dal mondo della Scuola. Questa combinazione ha permesso allo psicologo di interfacciarsi non solo con i ragazzi, individuando segni depressivi e di disagio, ma anche con le famiglie e i docenti. Però a livello europeo non esiste un modello unico della “figura dello psicologo scolastico” ed i professionisti sono impiegati nelle scuole come parte integrante dell’intero Sistema scuola. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel periodo post pandemico si è registrato un aumento di casi di disturbo depressivo tra i giovani e ogni anno colpisce circa 350 milioni di persone in tutto il mondo ed è al quarto posto tra le cause aggravanti molte patologie organiche. Nel 2022 l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha prospettato che entro il 2030 tale disturbo potrebbe diventare la prima causa di disabilità e sofferenza di tutte le malattie. A tal proposito, secondo l’ISS è opportuno pensare a un Intervento sistematico con strategie finalizzate e infatti sta lavorando alla costruzione di un Network (Circuito o rete) inter-istituzionale in cui afferiscono Scuola, Ambiti socio–sanitari (pubblici e privati convenzionati) e Organizzazioni no profit. L’obiettivo è quello di formare personale qualificato con competenze trasversali e complementari in modo da fornire strumenti che favoriscono promozione del benessere e tutela della salute. A tal proposito la figura che meglio si identifica nel ruolo appena descritto sembra essere proprio lo psicologo scolastico.
La figura dello psicologo scolastico
Il compito principale dello psicologo scolastico è attuare la prevenzione, considerata fondamentale nell’intercettare situazioni di rischio, aspetti depressivi, di ansia e di disturbi del comportamento in generale. E la maggioranza degli studenti considera questa figura davvero utile. Generalmente gli interventi più richiesti allo psicologo scolastico (già proposti) sono: 1) promuovere il benessere psico-fisico di studenti e insegnanti; 2) costituire momenti qualificanti per prevenire il disagio evolutivo e l’abbandono scolastico; 3) favorire il processo di orientamento; 4) favorire la cooperazione tra scuola e famiglie; 5) costituire e realizzare le pari opportunità di istruzione; 6) aprire sportelli di ascolto psicologico con colloqui individuali per ragazzi, insegnanti, e famiglie; 7) ottenere un buon orientamento scolastico; 8) organizzare Corsi formativi per Genitori ed Insegnanti relativi a diverse tematiche di natura pedagogico-psicologica; 9) prevenire, mediante l’individuazione precoce, i disturbi che possono dar luogo a patologie come disturbi depressivi, disturbi alimentari (anoressie, bulimie), attacchi d’ansia. Possiamo, in estrema sintesi, affermare che lo Psicologo scolastico può diventare una figura di riferimento importante per i ragazzi in crisi e la Scuola, come comunità educativa, non può – con i mille problemi esistenziali da affrontare al giorno d’oggi – fare a meno di un tale esperto. Questa figura può contribuire notevolmente alla promozione del benessere psicofisico dello studente di entrambi i sessi da cui dipende l’auspicato successo scolastico. NdR. Ringraziamo l’Autrice: Dott.ssa Maria Rosaria Juli, congratulandoci per la chiarezza di linguaggio a beneficio anche dei lettori “non addetti ai lavori”.
Bibliografia, 2022
- Bulgarelli D, Chiaruttini P., et al. Lo Psicologo scolastico, Cenni normative e buone prassi.Ordine degli Psicologi del Piemonte, 2022.
- Consensus Conference sulle terapie Psicologiche per ansia e depressione. Documento Finale. Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roma, 2022.
- Matteucci MC, Floris F, Soncini A, Truscott S, Università di Bologna e Università Ferrara, 2022
- Meroni C, Velasco V, Confalonieri E, Olivari MG, Bovventore D – “Chiedimi come sto”, Gli studenti al tempo della pandemia.Università Bicocca di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, OPL.2022.
