Continue sfide in medicina: oggi  parliamo della terapia dell’Artrite idiopatica giovanile (AIG)

Ancora oggi non esiste alcun esame di laboratorio che fornisca con certezza la diagnosi di questa temibile malattia che colpisce 1 bambino ogni 1000, per cui in presenza di sintomi sospetti, il pediatra deve escludere tutte le altre possibili cause di infiammazione articolare  per arrivare alla diagnosi corretta. Ricordiamo appena che si deve sospettare  l’artrite in presenza di difficoltà nel camminare, nel manipolare giocattoli o nello scrivere e caratteristica è la rigidità articolare mattutina quando siamo chiamati peril peggioramento della sintomatologia dolorosa che migliora però durante la giornata. Ma non sempre è presente il dolore per cui anche una tumefazione articolare indolore deve essere sempre esaminata perché merita una attenta valutazione da parte di un pediatra.  

Il Trattamento dell’Artrite idiopatica giovanile 

  • 1) Farmaci che rallentano la progressione della malattia (in particolare Metotrexate, inibitori del TNF e inibitori IL-1) – Gli inibitori di IL-1 anakinra e canakinumab sono particolarmente efficaci per l’artrite   idiopatica giovanile sistemica.  Il Tocilizumab, un antagonista del recettore dell’IL-6, è indicato anch’esso nell’aig poliarticolare e sistemica;
  • 2) Iniezioni di corticosteroidi intra-articolari a lento rilascio, per evitare gli effetti collaterali della somministrazione sistemica di cortisone;
  • 3) A volte  i FANS (farmaci antinfiammatori) sono usati per alleviare i sintomi ma con scarso successo per cui é inutile sperare che tali farmaci modifichino il decorso della malattia fino alla guarigione.

1) Ricapitolando, in analogia con la terapia dei pazienti adulti con artrite reumatoide, i farmaci antireumatici nella speranza di modificare la malattia, in particolare il metotrexate e i farmaci biologici (p. es., etanercept, anakinra, canakinumab, tocilizumab, abatacept), hanno cambiato drasticamente l’approccio terapeutico.  Il metotrexate è utile per le forme di artrite idiopatica giovanile oligoarticolare, psoriasica, e poliarticolare. Gli effetti avversi vengono monitorati come negli adulti in quanto si tratta di depressione midollare e  tossicità epatica che devono essere  monitorate mediante Emocromo con formula, aspartato aminotransferasi (AST), alanina aminotransferasi (ALT) e albumina. Occasionalmente si utilizza la sulfasalazina, specialmente nei casi di sospetta spondiloartrite.  Gli Inibitori del TNF (fattore di necrosi tumorale) vengono utilizzati, essendo anticorpi monoclonali (Mab) sintetici, se il metotrexato non risultasse  efficace. L’Etanercept è usato abitualmente in dosi di 0,8 mg/kg sottocute (fino a 50 mg) 1 volta/settimana. L’Adalimumab e l’Infliximab sono altri inibitori del TNF che si sono dimostrati efficaci. Gli inibitori di IL-1 anakinra e canakinumab sono particolarmente efficaci per l’artrite idiopatica giovanile sistemica. Il tocilizumab, un antagonista del recettore dell’IL-6, è indicato anche per il trattamento dell’artrite idiopatica giovanile poliarticolare e sistemica. Abatacept, un inibitore della costimolazione delle cellule T, e il Tofacitinib, un inibitore della Janus chinasi, sono ulteriori opzioni per il trattamento dell’artrite idiopatica giovanile poliarticolare. 

2) È in genere possibile evitare i corticosteroidi sistemici, tranne che per una grave malattia sistemica. Se necessario, si utilizza la minor dose possibile (p. es., prednisone orale, 0,0125-0,5 mg/kg 4 volte/die, o la stessa dose giornaliera somministrata 1 o 2 volte/die). I rischi principali dell’uso prolungato di corticosteroidi nei bambini sono il ritardo dell’accrescimento, l’osteoporosi ecc.. Si possono in alternativa somministrare iniezioni di corticosteroidi per via intra-articolare. Il dosaggio per i bambini viene regolato in base al peso. Alcuni bambini potrebbero aver bisogno di essere sedati per l’iniezione intra-articolare, specialmente se più articolazioni necessitano di iniezione.

3) I sintomi dell’artrite idiopatica giovanile possono essere ridotti con i FANS ma non modificano l’affezione alle articolazioni a lungo termine nè prevengono le complicazioni. I FANS sono molto utili per l’entesite (termine che corrisponde al breve segmento di tendine o di legamento che si inserisce sull’osso; in pratica si tratta del tratto di inserzione sulle ossa di tendini e legamenti). Naprossene 5-10 mg/kg per via orale 2 volte/die, Ibuprofene 5-10 mg/kg per via orale 4 volte/die o Indometacina 0,5-1,0 mg/kg per via orale 3 volte/die, sono tra i più utilizzati. L’iridociclite viene trattata con colliri a base di corticosteroidi e midriatici e può richiedere una terapia sistemica con metotrexate e anti-TNF e, occasionalmente, il chirurgo. La fisioterapia, l’esercizio fisico, i tutori e altre misure di sostegno possono contribuire a favorire il recupero dei corretti movimenti articolari e del tono muscolare, favorendo la prosecuzione della frequenza scolastica e la pratica dello sport (consigliati nuoto e ciclismo per evitare un maggiore impatto funzionale sulle articolazioni.. Gli apparecchi correttivi possono migliorare la funzione e ridurre al minimo le sollecitazioni non necessarie alle articolazioni infiammate.

In conclusione, poiché l’AIG è  patologia in cui il dolore  e la limitazione dei movimenti influenzano negativamente la qualità dela vita dei bambini durante la fase acuta con ripetutte infiammazioni articolari che possono danneggiare irrimediabilmente tali organi con invalidità futura, questi malati devono essere seguiti in Centri specializzati in malattie reumatiche pediatriche, praticamente in tutti i Centri universitari o nei grandi ospedali in cui vi siano specialisti esperti.

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