
prima parte
Eravamo nel 1992 (più di 30 anni fa) quando l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) adottò per la prima volta le Linee Guida per adolescenti e bambini pubblicate dal National Cholesterol Education Program. Successivamente l’AAP ha sottolineato l’importanza dello stile di vita, ritenendolo la chiave per la prevenzione di insorgenza di elevate concentrazioni di lipidi e lipoproteine. Per quanto riguardava le numerose diete proposte, per i bambini di età inferiore ai 2 anni non erano raccomandate restrizioni nell’apporto lipidico, poiché si pensava che soggetti molto giovani richiedessero un introito relativamente alto di grassi per permettere rapida crescita e un altrettanto rapido sviluppo.. Gli interventi dietetici hanno riguardato perciò bambini dagli 8 anni in su, nei quali le diete povere di grassi saturi sono risultate sicure ed hanno abbassato il livello della concentrazione delle LDL nei gruppi trattati. I risultati di questi studi indicano che non vi è alcun pericolo quando si adottino cambiamenti dietetici prudenti, anche quando sono istituiti in bambini subito dopo lo svezzamento. Nella dieta era semplicemente introdotto, dopo i 12 mesi, il latte parzialmente scremato. ma altri consigli vanno aggiunti alla terapia dietetica, come quello di aumentare il consumo di fibre solubili per ridurre la concentrazione di LDL nel plasma pensando che le fibre si leghino al colesterolo in presenza di acidi grassi e lo rimuovano dalla circolazione entero-epatica. A volte è giusto dare un supplemento di fibre: per un bambino si calcola che siano necessari più di 5 g al giorno, mentre a 15 anni sono necessari più di 20 g/die.
Fibre vegetali (come gli steroli) sono state aggiunte a numerosi prodotti, inclusi creme e margarina, succhi di arancio, bevande allo yogurt, cereali e supplementi dietetici. Questi composti abbassano il colesterolo presente nei cibi e, negli adulti, riducono la concentrazione di colesterolo dal 5 al 10% con minimi effetti collaterali spiacevoli. Tuttavia va tenuto conto che questi prodotti determinano anche una riduzione dell’assorbimento delle vitamine liposolubili e del β carotene, peraltro necessarie.
Inoltre é anche utile un aumento dell’attività fisica per migliorare la dislipidemia nei bambini e negli adolescenti. L’attività fisica interessa principalmente la concentrazione delle LDL e dei trigliceridi da abbassare, ma migliora anche la concentrazione delle HDL. Ma rileggiamo insieme i messaggi chiave ai quali ci siamo ispirati fino ad oggi ed ancora validi, ma domani, nella seconda parte…
