
Ci occupiamo oggi di questo delicato problema in quanto questo notiziario è lo strumento informativo dell’ANABO, associazione a p.s., collegata alla SIP (cioè di supporto al protocollo di collaborazione rinnovato nel dicembre 2022 dai presidenti Staiano per la SIP e Villani per l’ANABO). Dobbiamo occuparcene perché i modelli familiari sono molto cambiati in questi ultimi settanta-ottanta anni e ora c’è anche un Piano nazionale per la famiglia (approvato nel 2022) che è ormai uno strumento nato per risolvere problemi legati alla fecondità che ha portato a nuovi comportamenti (ci riferiamo alla procreazione medicalmente assistita), il riconoscimento della parità di genere (cioè parità tra i due sessi) e il superamento delle disuguaglianze sociali. La famiglia è ormai divenuta una risorsa della comunità e un bene collettivo qualora si sia in grado di generare una nuova operosa società. Di conseguenza il Consiglio direttivo della SIP (Soc. Italiana di Pediatria), che ha il compito di tutelare tutti i bambini, ha approvato recentemente un Documento che chiarisce e dimostra, in base all’analisi effettuata sulla letteratura scientifica, come la famiglia omogenitoriale (con genitori omosessuali) non sia un ostacolo alla possibilità di assicurare una crescita e uno sviluppo sano ai propri figli… anche se un rischio questi bambini possono correrlo in quanto a volte sono oggetto di discriminazioni e/o di bullismo. Un altro ostacolo da superare è quello della gravidanza surrogata (volgarmente detta anche utero in affitto) ottenuta all’estero perché in Italia è considerata un reato, per cui questi bb. messi al mondo con questa tecnica, secondo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni unite (anno 2022), non possono essere riconosciuti automaticamente da noi, in Italia, come figli del genitore biologico e del genitore intenzionale; perciò nel nostro Paese la soluzione che è stata trovata è nello strumento dell’adozione per casi “particolari”, su richiesta del genitore non biologico. Ciò perché il minore deve comunque essere sempre protetto ed a questo proposito la SIP ribadisce il principio che tutti i bambini hanno gli stessi bisogni e gli stessi diritti a essere accuditi e a crescere in sicurezza e stabilità sociale. La SIP sente dunque il dovere di pensare al loro benessere psicofisico, quale obiettivo primario e tale obiettivo deve essere rispettato da tutti i pediatri iscritti, che devono fornire supporto e cure, ove necessario, anche alle loro famiglie in qualunque situazione sociale esse siano, come nel caso di quelle omogenitoriali, che fanno riferimento a un nucleo affettivo composto da uno o più genitori omosessuali nel quale un adulto sia il genitore di almeno un figlio biologico o, quanto meno, che sia da lui adottato. I nuclei familiari possono essere di 1° costituzione (quando il progetto della genitorialità nasce da una coppia omosessuale, pianificata mediante l’inseminazione artificiale, la gestazione di sostegno o l’adozione nei Paesi dove questo è consentito); l’alternativa è il nucleo familiare ricostituito quando i figli provengono da una precedente unione eterosessuale. E dunque il pediatra moderno deve sapersi destreggiare anche in queste situazioni, qualora nei bambini si verifichino problemi psico-comportamentali quasi sempre legati allo stress provocato dalla separazione dei genitori piuttosto che dall’orientamento sessuale dei genitori stessi; il Bambino d’altro canto non sembra – secondo la letteratura scientifica in nostro possesso – per i suddetti motivi nè subire ritardi o danni disfunzionali o squilibri nella crescita e nello sviluppo emotivo, tali da influenzare il suo successivo orientamento sessuale o il senso di appartenenza a un genere (identità maschile o femminile) nè andare incontro a problemi psicologici collegati con l’orientamento sessuale dei genitori.
