
Notiziario da DOTTNET del 14/03/2024
Per combattere il Diabete 2024 in Italia sono stati fissati, 10 giorni fa, obiettivi concreti e azioni urgenti delineate dagli Stati Generali, con una spesa sul Servizio Sanitario Nazionale di 14 miliardi annui, solo per i costi diretti, a cui si aggiungono altrettanti costi indiretti. Certo è che i circa 4 milioni di italiani con diabete rappresentano oggi un’emergenza sanitaria assoluta. Se si considera che un ulteriore milione di cittadini convive con la patologia senza saperlo, che oltre 3 milioni hanno un alto rischio di svilupparla e che le sue complicanze possono ridurre l’aspettativa di vita in media di 6 anni, appare evidente l’urgenza di mettere in campo azioni in grado di arrestare la diffusione del diabete nel nostro Paese. L’’obiettivo é porre il problema tra le priorità dell’agenda politica sanitaria italiana e formulare una strategia d’intervento condivisa a livello nazionale. FeSDI (Federazione delle società diabetologiche italiane) con Università di Roma Tor Vergata e Intergruppo parlamentare Obesità/Diabete e malattie croniche non trasmissibili hanno promosso gli Stati Generali sul Diabete. L’evento tenutosi a Villa Mondragone, Monteporzio Catone (Roma), ha visto la partecipazione di società scientifiche, associazioni pazienti, aziende, società civile, Istituzioni. I Delegati sono ora al lavoro per la stesura di un documento programmatico volto a migliorare prevenzione, diagnosi precoce, monitoraggio, cura e organizzazione dell’assistenza alle persone con diabete in Italia, d’accordo con il Ministro della Salute Orazio Schillaci. Partendo dalle attuali criticità (disuguaglianza nell’accesso all’assistenza specialistica, scarsa integrazione tra strutture diabetologiche e Medicina generale, carenza di risorse umane), il documento intende focalizzare alcuni obiettivi prioritari: potenziare la rete diabetologica, aumentare il personale, garantire maggiore sinergia tra tutti i suoi nodi, sviluppare la digitalizzazione, sfruttare la professionalità del diabetologo nel suo ruolo di “manager” della cronicità. L’assistenza specialistica ha dimostrato di ridurre la mortalità nelle persone con diabete di quasi il 20%, garantisce alla cura un approccio in team multidisciplinare e multiprofessionale e favorisce un maggior accesso all’innovazione farmacologica e tecnologica, che andrebbe offerta in modo più equo su tutto il territorio nazionale. “Il diabete è una delle sfide più importanti del nostro tempo ed è una priorità per la salute a livello globale”, dichiara il Ministro della Salute Prof. Orazio Schillaci. “La prevenzione e la promozione di corretti stili di vita sono al centro delle nostre politiche pubbliche e siamo costantemente impegnati per garantire equità nelle cure e per favorire un’assistenza sempre più multispecialistica ai pazienti, anche attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie digitali. L’alleanza tra mondo scientifico, medico, accademico e istituzionale è una sinergia imprescindibile per dare risposte sempre più efficaci e tempestive,all’altezza della crescente domanda di salute”. “Il diabete è una patologia complessa, con un’importante matrice socio-economica”, evidenzia Riccardo Candido, Presidente FeSDI e AMD. “Le fasce di popolazione con i più bassi livelli d’istruzione sono, infatti, quelle più a rischio. Dato il suo pesante impatto, non solo sulla salute e sulla qualità di vita di milioni di cittadini ma anche sulla sostenibilità del SSN, il diabete è chiaramente una sfida così impegnativa che solo una forte alleanza tra tutti i soggetti coinvolti direttamente e indirettamente nel sistema può cercare di vincere”. “I noti fattori di rischio per il diabete aumentano la complessità della patologia, i rischi di complicanze e il suo trattamento”, commenta Angelo Avogaro, Presidente SID e past president FeSDI. “Nonostante gli adeguati standard qualitativi della sanità italiana, ci sono carenze strutturali compreso il numero di diabetologi e infermieri specializzati che richiedono una specifica formazione. Migliorare gli outcome dei nostri pazienti infatti implica diminuire anche la pressione sui costi del SSN”. “Con la nascita dell’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, l’Osservatorio spin-off IBDO di Roma Tor Vergata – spiega Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata – l’Ateneo ha da tempo avviato un progetto per l’analisi sistematica dell’impatto del diabete con l’obesità nel nostro Paese. Negli ultimi anni si sono fatti grandi progressi, ma si deve fare ancora di più. La lotta contro il diabete, patologia con carico sociale, clinico ed economico, rappresenta un modello per il quale trovare sinergie operative per una serie di motivazioni che non possono essere ignorate. Siamo purtroppo in presenza di una vera pandemia!”.
