
E’ importante ritornare su questo argomento perché é stato ampiamente dimostrato che il rumore provoca danni reversibili, ma a a volte anche definitivi dell’udito influenzando, purtroppo negativamente, molti altri organi ed apparati. Il rumore viene misurato in decibel (dB), generalmente sulla scala A: un rumore di 90 dB(A), pertanto, possiede un’energia sonora 10 volte maggiore rispetto ad un rumore di 80 dB(A). Attualmente gli esperti (Angelini Pharma, Wired, Paludetti) ritengono che un rumore inferiore a 70 dB(A) possa essere tollerato senza danno. Il rumore influenza l’umore delle persone (suoni a bassa frequenza stimolano l’aggressività, causano disturbi del sonno, nervosismo e depressione) e distrae, provoca cioè una caduta della concentrazione, peggiorando quindi le prestazioni intellettive più complesse: perciò i bambini, i ragazzi e le persone in genere devono studiare in ambienti non rumorosi e senza contemporanea esposizione a musiche di qualsiasi genere. Bambini ed adulti devono inoltre imparare a proteggersi dal rumore eccessivo perché l’esposizione protratta (ad esempio in ambienti di lavoro) a rumori di 85 dB(A) per 40 anni causa la sordità di 30 dB(A) nel 35 % dei soggetti esposti; mentre quella a rumori di 90 dB(A) nel 51%. Inoltre una perdita di udito di 30 dB(A) comporta problemi nella comunicazione verbale, cioè nella comprensione di quanto viene ascoltato dal soggetto. I ragazzi tendono a regolare i riproduttori portatili (mangianastri con cuffia e walkman) a livelli superiori agli 80 dB(A), sia per superare i rumori ambientali sia per l’interesse che prestano alla musica e sia per il tipo di suono che ascoltano (rock, pop): così però rischiano di perdere parte del loro udito e non solo, ma anche il loro equilibrio psichico.
E’ stato infatti accertato che durante la gravidanza i contatti tra madre e feto sono assicurati anche dalla sensibilità tattile ed uditiva di quest’ultimo: suoni e musiche dolci e continuativi inducono tranquillità nel feto; invece rumori sincopati, presenti nel rock e nel pop, generano invece stimoli improvvisi che possono mettere in agitazione anche nei bambini.
Ma anche televisione e Internet nascondono pericoli o rischi. I bambini che guardano molta televisione, usano Internet, giocano con i videogiochi devono essere seguiti dai genitori: alcuni programmi televisivi, giochi di Internet e videogiochi possono infatti avere contenuti molto violenti e/o sessuali.
Inoltre occorre controllare i bambini quando usano Internet e avvertirli di non fornire informazioni personali (per esempio nome, cognome e indirizzo) o numeri di telefono o di carte di credito, non comunichino parole di accesso (password), non inviino fotografie personali, di parenti o amici, non prendano appuntamenti, non rispondano a messaggi molesti o volgari.
I genitori devono guardare e commentare TV ed Internet insieme con i bambini per aiutarli ad interpretare le varie situazioni ed a sviluppare il loro senso critico. Quindi é bene scegliere i programmi televisivi ed i siti Internet adatti ai bambini e insieme con loro, anziché lasciarli senza un controllo adeguato. Riteniamo inoltre concludere questa breve chiacchierata raccomandando ai bambini di evitare di fare uso della televisione o di Internet:
- prima di andare a scuola, poiché tali attività sottraggono tempo e riducono i tempi e i livelli di una corretta attenzione nelle ore dedicate allo studio;
- prima di andare a dormire, poiché tali attività risultano stimolanti o eccitanti e rendono più difficile la fase dell’addormentamento, mentre un periodo di calma, prima di avviarsi a letto, la favorisce;
- durante i pasti, poiché tali attività interferiscono negativamente sia con l’alimentazione sia con una sana e utile comunicazione tra i familiari. Oggi purtroppo questo tipo di comunicazione è quasi azzerata con conseguenze negative sull’equilibrio e la maturazione psichica dei nostri bambini.
