Attenzione genitori: la  droga sta circolando anche tra  i ragazzini delle scuole medie

Uno studente su 4, tra 15 e 19 anni a Roma, fuma marijuana. Questo allarme lo ha lanciato il Collega Antonio MAGI Presidente  dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma  e noi lo abbiamo letto sul Messaggero, quotidiano romano. Su questo allarmante problema Magi ha  organizzato un Incontro al vertice con molte Autorità politiche (Ministro Salute, M. Istruzione e Sottosegretario di Stato), Autorità sanitarie nelle persone del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e e Autorità sportive rappresentate dal presidente del CONI con i Vescovi della Diocesi di Roma) perché venuto a conoscenza  di un dato davvero agghiacciante. Avremmo – secondo gli ultimi dati – 50mila studenti di Roma, di età compresa fra 15 e 19 anni, “fumatori assidui di cannabis; vengono poi aggiunti altri dati ancora più sconfortanti in quanto si tratta del crescente numero di ragazzini di 10 anni o giù di lì che hanno fatto già esperienza con la marijuana. L’incontro, ritenuto necessarissimo, è previsto per il 29 maggio, pensiamo a Roma essendo curato dall’Ordine dei Medici di Roma. E’ urgente intervenire per comprendere bene quale rapporto vi sia tra i giovanissimi e le dipendenze da droghe, cui sia aggiungerebbero l’alcol e il fumo di tabacco che insieme alla vita sedentaria sono fra le abitudini più dannose per la salute dei giovanissimi. Lo dice a chiare lettere il giornalista autore dell’articolo  GIAMPIERO VALENZA, sul Messaggero del 25 maggio scorso. Insomma la nostra gioventù è in serio pericolo. Basta leggere quanto scrive e dichiara il Prof. Antonio Bolognese, responsabile scientifico della Commissione per lo studio e la prevenzione delle Dipendenze del nostro Ordine dei medici. A Roma pare che circa 2mila studenti di 12 anni facciano uso abituale di cannabis.. A volte i puscher si mettono d’accordo pagando piccole cifre a studenti perché facciano girare la droga tra le varie classi. Insomma si venderebbe la droga in classe. Inaudito! E poi un’altra causa alla base del consumo sarebbe che tale abuso nasce dall’idea che tali sostanze riducano ansia  e stress.  Quindi come fosse un toccasana, ma dove sono i genitori? Possibile che non si accorgano di nulla? Circa il 25% dei giovani romani di età compresa tra 15 e 19 anni farebbe uso abituale di prodotti contenenti cannabis. I genitori sono avvisati; e per capire se il proprio figlio sta assumendo droghe devono essere controllati i comportamenti definiti “sospetti”,, come i comportamenti improvvisamente cambiati dai ragazzi che improvvisamente si sentono demotivati e non vogliono più far sport o altre attività né uscire con gli amici; inoltre il rendimento scolastico é in calo progressivo. Qui si fa un piccolo appunto proprio ai genitori che devono smettere di fare gli amici dei propri figli, devono invece riprendere in mano la situazione facendo pesare la loro autorità e, soprattutto, avendo il coraggio di consultare medici e psicologi che sono in grado di aiutarli. Sempre attraverso l’Ordine professionale romano, molti medici romani, accortisi che il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio, hanno organizzato  (e stanno organizzando, ma siamo ormai a fine anno scolastico) “incontri nelle scuole e in centri sportivi per spiegare ai ragazzi quanto sia pericoloso per la salute l’uso degli stupefacenti. In questa operazione saranno gli stessi studenti, opportunamente preparati, a spiegare gli effetti negativi ai loro pari età e compagni di classe (per ora si prevede  siano coinvolte 10 scuole di Roma). Il progetto è ancora in fase sperimentale, ma è ambizioso e va esteso a tutta Italia, però bisogna fare presto e rompere queste catene (la droga diventa una pesante catena), perché quando i ragazzi diventano dipendenti dalle droghe, oltre tutto rischiano grossi danni al cervello che sviluppa e matura entro i 20-25 anni, danni spesso irreversibili. La cosa importante é che sono previsti  incontri e  corsi estesi anche alle famiglie, perché il progetto pilota è stato sviluppato in modo da aiutare anche le famiglie degli allievi che stanno giocando a un gioco pericolosissimo perché a base di spinelli (5%) e alcolici (il 15% dei ragazzi) in mano alle “creature” direbbero a Napoli, che non sanno di giocarsi la vita per cui è meglio diventare campioni di salute, come previsto nel progetto Informateen promosso da FOCE (Confederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi) che contiene un gaming online chiamato Il Campionato della salute, che sarà presentato oggi alla presenza di Cognetti, Malagò, Gravina, Barillà e della nostra campionessa di nuoto Simona Quadarella con gli allenatori di calcio Ranieri e Allegri. Auguriamoci che questi interventi non falliscano!

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