Raccomandazioni di “Save the Children” per genitori con figli adolescenti
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parte terza

Notiziario. Abbiamo nei giorni scorsi scritto che l’arrivo dell’adolescenza può creare problemi nelle relazioni tra genitori e figli. L’importante è non scoraggiarsi e cercare sempre di capire il motivo e l’origine di certi comportamenti. Ecco Tre Consigli, utili per i genitori da STC, per gestire e superare indenni questo periodo così delicato per i propri figli.

1. NON RIMPROVERARLI PER LA LORO EMOTIVITÀ

Quando un bambino si avvicina all’adolescenza, le sue emozioni diventano sempre più intense. Come lo sappiamo? Non è solo per le porte che sbattono e per il broncio a tavola. Studi recentemente pubblicati hanno dimostrato come bambini, adolescenti e adulti rispondano in maniera molto diversa se viene loro mostrata l’immagine di un viso emotivamente espressivo o neutro. Gli AA. hanno trovato risposte emotive più intense tra gli adolescenti e una risposta relativamente mite sia tra i bambini che tra gli adulti. Questo significa che gli adolescenti sentono e percepiscono in maniera molto più forte le emozioni. Quando si mostra un volto neutro a un adolescente, la sua amigdala (struttura cerebrale che coordina le emozioni) si attiva. Lo svantaggio di questa maggiore emotività è che gli adolescenti possono diventare facilmente più irritabili, adirati e/o lunatici. Queste intense influenze subcorticali possono sembrare provenire dal nulla. Se un adulto rimprovera l’adolescente solo perché lo vede molto emotivo, lo allontanerà. Si deve sapere che il loro cervello sta solo svolgendo, in questa fase di sviluppo, il suo compito: cioè essere più emotivo ed empatico.

2. NON SFUGGIRE AI CONFLITTI, CHE DEVONO ESSERE GESTITI

I ragazzi hanno un grande bisogno di relazionarsi con ladulto, e quindi hanno anche bisogno del conflitto. Nell’adolescenza sembra che vi sia la spinta a fare quasi sempre quello che non si potrebbe o non si dovrebbe fare. La trasgressione diventa un elemento essenziale, anzi indispensabile nel percorso di crescita che porta i ragazzi a confrontarsi con le proprie responsabilità, con la propria libertà, e quindi con le conseguenze delle proprie azioni. In questa fase il ruolo dei genitori è fondamentale. Le relazioni con gli adulti improntate solo alla collaborazione, ed alla obbedienza, senza spinte alla ribellione o al conflitto, non contengono fattori evolutivi. È essenziale per i ragazzi sperimentare l’autorità dell’adulto, ma bisogna che l’adulto sia rigoroso nel fissare limiti precisi. Solo così i genitori  daranno l’occasione di trasgredire veramente ma anche di comprendere il giusto comportamento basato sulla correzione degli eventuali errori. È molto probabile che un figlio o una figlia adolescente si arrabbino con un genitore per le sue idee ed i suoi consigli, e ci saranno momenti in cui penserà che il genitore sia ingiusto. Ma non c’è da preoccuparsi perché, in effetti, è davvero utile per adolescenti di entrambi i sessi sfidare le prospettive dei genitori per sfruttare il modo con cui questi rispondono; è evidente che questo conflitto consente di guidare verso il suo giusto apprendimento. Insomma il conflitto con i genitori è una parte normale e sana della vita. In altre parole, il modo con cui  i ragazzi poi affronteranno un conflitto tra amici o nel mondo del lavoro viene appreso in gran parte, dal modo con cui anche i genitori hanno gestito i conflitti. E’ bene ricordare che ad ogni tentativo di risolvere uno scontro, riuscito o meno, l’attività del  cervello del proprio figlio cresce e si sviluppa. È anche questo un modo di imparare a stare al mondo, tanto l’adolescenza non durerà in eterno, scrive STC; il periodo più “burrascoso” normalmente è all’inizio di questa fase (11-12 anni) e si attenua intorno ai 17 o 18 anni. PERCIO’ GENITORI RESISTETE!

3. DARE SPAZIO AI FIGLI ADOLESCENTI…

Una componente importante dell’adolescenza non è solo “imparare chi sei” (cioè scoprire la propria identità; scoprire chi si è veramente, con valori, convinzioni e peculiarità!), ma anche imparare a inserirsi nella società. L’attenzione sociale che è fondamentale per la crescita degli adolescenti, prima o poi si sposta dalla famiglia agli Amici. Sebbene i genitori siano ancora influenti, i coetanei iniziano a esercitare una presa maggiore sul modo di pensare e di comportarsi. Può essere una sfida per alcuni genitori lasciare che i loro figli acquisiscano una certa indipendenza, ma questo è un passo importante da compiere in questo periodo. I ragazzi e le ragazze hanno bisogno di trascorrere del tempo con altre persone della loro stessa età per sviluppare abilità sociali e provare un senso di appartenenza, di inclusione. Trascorrere il tempo libero con loro e tra di loro aiuta gli adolescenti a imparare come interagire e aiuta a creare e formare connessioni positive con altre persone, specialmente con quelle che potrebbero essere socialmente molto diverse da loro. In concomitanza con la loro maggiore indipendenza, molti adolescenti non solo trascorrono meno tempo fisicamente con la loro famiglia, ma anche meno tempo emotivamente. Ciò significa che in questa fascia di età, i figli potrebbero non condividere i propri pensieri e sentimenti con i genitori, come avrebbero fatto prima. Ma il tutto é assolutamente normale e non deve impedire di dare spazio ai propri figli adolescenti. 
È inutile cercare di costringere il proprio figlio a parlare di ciò che gli passa per la mente, basta però (ed è fondamentale) dimostrarsi sempre pronti allascolto. Se il ragazzo  o la ragazza vorranno un consiglio, lo chiederanno. Meglio lasciare che siano i figli a prendere la parola (cioè l’iniziativa). Se c’è qualcosa da prendere davvero in considerazione, si può chiedere esplicitamente al proprio figlio se vuole sapere cosa ne pensa il genitore, come genitore e come amico; i figli apprezzeranno il rispetto dimostrato nei confronti della loro ricerca di indipendenza. Allo stesso modo, se il/la ragazzo/a dice qualcosa che può arrivare a destare preoccupazione, non è mai opportuno reagire in modo eccessivo. È giusto esprimere delusione, frustrazione o preoccupazione, ma è consigliabile non urlare, piangere o allontanarsi bruscamente dalla conversazione. Se i figli o le figlie adolescenti credono o capiscono che il genitore non potrà sopportare quello che loro hanno da dire, probabilmente preferiranno e sceglieranno di dirlo a qualcun altro, il che danneggerebbe i rapporti familiari almeno temporaneamente; altro rischio è che un figlio deluso potrebbe ricevere un consiglio non corretto forse anche da un falso amico ed attuarlo sbagliando. In conclusione affermiamo che la genitorialità  deve essere difesa e sostenuta se si vogliono individuare e superare “insieme” le situazioni critiche che inevitabilmente si presenteranno, ma che dovranno essere affrontate con acume e intelligenza nell’interesse del minore.

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