
prima parte
I giovani adolescenti sono le principali vittime del nuovo standard socioculturale che caratterizza questa età definita del nichilismo. La sofferenza si associa a quella fisiologica tipica della loro età, configurandosi una doppia crisi socioculturale ed esistenziale. Ne parla Depressionestop, EDA Italia onlus lanciando un erudito messaggio pubblicato in questo articolo dall’Autrice Enza Maierà, che esamina l’argomento ritenuto da Anabonews estremamente importante. Ringraziamo pertanto i nostri amici e colleghi di deprestop.it ed ascoltiamo i consigli della sopra citata Collega, Redattrice di “Depressione Stop”, laureata in Medicina e chirurgia nell’anno 1979, Dirigente Psichiatra presso il SSM di Trebisacce (Cs) dal 1981 al 2019.L’importanza del messaggio risiede nel fatto che in Italia stiamo attraversando una fase del progresso scientifico e tecnologico, in continuo avanzamento. Ma nulla di quanto si era auspicato, in termini evolutivi di crescita umana, si sta realizzando. Il benessere si è tradotto in un crescente malessere generale! Stiamo assistendo, infatti, ad una lenta regressione morale e socioculturale caratterizzata da perdita di valori, di senso e di scopi nella vita. Niente è comprensibile, accettabile e giustificabile di questo scenario, quasi apocalittico, dove le guerre, le diseguaglianze sociali, l’individualismo esasperato destinano la vita dell’uomo. Questo è il contesto globale, questo è lo scenario di vita dei giovani, che sembra profilarsi senza prospettive, senza speranza! Questo è il contesto in cui si annida e alimenta il nichilismo! Il nichilismo è un atteggiamento mentale di sfiducia e demotivazione che origina dalla caducità dei valori, dalla mancanza di scopi e di risposte. Sono le risposte ai perché di cui si nutre la mente umana. Il nichilismo, infine, è l’espressione di una società basata sul profitto, sull’apparire, sul capitalismo fine a sé stesso. In tale contesto, l’avanzamento tecnologico prodotto dalla intelligenza umana sta prendendo il sopravvento e il contesto socioculturale si sta capovolgendo perché l’uomo tende ora ad essere al servizio dell’Intelligenza Artificiale e da essa ne è dominato. La comunicazione è sempre più virtuale e domina ogni contesto relazionale, sociale e lavorativo. A cominciare da quell’ambito privilegiato che è la famiglia. È in essa che la mente del singolo, sin dall’infanzia, si delinea nei suoi schemi intellettivi ed emotivi, secondo altre modalità…quelle interattive. In questo triste panorama globale i giovani e gli adolescenti, in particolare, vivono una doppia crisi: socioculturale ed esistenziale
Adolescenti e crisi socioculturale. Si è passati dall’idea di futuro come speranza, al futuro come mancanza di senso. «Quando il futuro chiude le sue porte o, se le apre, è solo per offrirsi come incertezza, precarietà, insicurezza, inquietudine, allora, come dice Heidegger, “Il terribile è già accaduto”, perché le iniziative si spengono, le speranze appaiono vuote, la demotivazione cresce, l’energia vitale implode» (Galimberti, 2007). Di fronte a questo appiattimento di orizzonti, il giovane cade in una monotonia esistenziale che diventa patologica quando degenera nella depressione. La visione del presente e del futuro si svuota di significati e di speranze. I giovani sono, pertanto, le principali vittime di questa condizione socioculturale dominata dal nichilismo che, con la sua fredda razionalità, ha spento le emozioni, rendendo arida la vita dell’uomo. L’incertezza del futuro rende i giovani inquieti, demotivati, confusi. Non trovando soluzioni rassicuranti essi vivono intensamente e impulsivamente il presente. Questo comportamento ha un effetto liberatorio perché attenua la loro angoscia esistenziale. In questa condizione, le regole diventano per loro incomprensibili ed inaccettabili perché prive di contenuti, di senso e di un fine. Le regole aumentano l’ansia e generano ribellione. Forme ripetute di violenze e di comportamenti aggressivi, senza alcun movente, diventano il modo più immediato per canalizzare la loro noia e la loro rabbia. Anche l’Autorità, una volta devoluta alle figure di riferimento, genitori ed insegnanti, è venuta meno.
La comunicazione nel nuovo standard socioculturale. La comunicazione tra le generazioni, apparentemente superficiale, non va oltre i silenzi e il distanziamento. Le risposte degli adulti ai silenzi e alle chiusure dei giovani sono inadeguate o punitive. Da un altro lato, anche gli adulti sono spesso vittime, in questo contesto socioculturale, di un ideale di vita che liberalizza il comportamento umano verso un individualismo esasperato. In questo clima si delinea una autoreferenzialità che è alla base di un nuovo narcisismo indotto dall’abbandono dei valori sociali condivisi. In questa dinamica distorta anche i giovani ottengono risposte inadeguate alle loro richieste, perché esse non rispondono ai loro bisogni. I genitori proiettano sui figli i propri desideri che soddisfano copiosamente con regali costosi e inutili o gratificazioni effimere e superflue. Ma spesso sono anche risposte a desideri vuoti, inesistenti. D’altra parte, la Scuola inneggia alla meritocrazia che a volte significa fare il pieno di nozioni in ogni disciplina. In questi casi, sono i voti e i giudizi soggettivi degli insegnanti che, loro malgrado, incidono sull’autostima dei giovani, nel bene e nel male. La meritocrazia dell’istruzione in questi casi si contrappone alla meritocrazia dell’educazione che pone al centro dell’interesse la persona. È un modello educativo che si allinea con lo standard socioculturale, concentrato sulla produzione, sul profitto e sul falso benessere. Ma è anche un modello che incide negativamente sul bisogno primario dei giovani, di essere accolti e compresi…e che trovano solo nel gruppo dei coetanei, la forza propulsiva alla crescita. Col rischio che il gruppo può disgregarsi perché la meritocrazia nozionistica potrebbe creare all’interno del gruppo, inaccettabili e pericolose differenze. La società tutta, dal canto suo, è impegnata a formare giovani che rispondano alle esigenze e agli interessi delle grandi forze economiche e finanziarie. A.:Enza Maierà
