In che consiste la “Disciplina sensibile” che assicurerebbe benessere ai bambini? 
  • Essa sarebbe in grado di assicurare il benessere psico-fisico ai bambini secondo la Prof.ssa Lavinia Barone, psicologa, Università di Pavia. Tale tesi si basa sul principio che lo sviluppo sereno di un bambino con una buona quota di autostima dipende molto dalle relazioni positive stabilite nell’ambiente familiare. E’ anche vero che in recenti studi è emerso che 1/3 degli studenti delle scuole medie riconosce di avere crisi di ansia e umore depresso. Ma il dato che preoccupa di più è che solo la metà dei genitori si accorge di questo disagio esistenziale. Un bambino sicuro di sé sarà un adulto sereno,  in grado di affrontare con successo le prove e le difficoltà della vita. E’ vero,  lo riconosciamo, noi pediatri siamo molto noiosi e cerchiamo sempre di distribuire raccomandazioni a destra e a manca, indirizzate ai genitori ed ai nonni con  consigli e indicazioni miranti ad assicurare un certo benessere psicofisico  sia agli adulti che ai bambini. Lo sappiamo, è un lavoro da psicologi e psicoterapeuti, ma è una necessità, la nostra,  quella di rammentare ogni tanto quali sono i doveri degli adulti verso i minori che dovrebbero proteggere; anzi é l’intera società che dovrebbe in realtà farlo. Ed ora, assimilato quanto è stato detto nel corso di un recente, interessantissimo convegno di Roma curato dalla Sezione laziale della SIP, dovremmo pensare a nutrire la mente per memorizzare e realizzare quanto consigliato, sotto forma di Decalogo, il Laboratorio di Psicologia  dell’Università di Pavia con lo scopo di aiutare i bambini a crescere con un buon livello di autostima e per sostenere, contemporaneamente, una adeguata genitorialità. Ed ecco i principali consigli che è bene memorizzare e seguire in modo da essere sempre pronti a correggere i nostri eventuali e – diciamolo pure – frequenti errori psico-pedagogigi, perchè in quella sede congressuale si è teorizzato su una vera e propria pedagogia dell’errore, intesa come una forma di educazione attenta alla partecipe ed attiva costruzione del sé e del proprio sapere da parte di un ragazzo in età scolare  attraverso una serie di prove ed errori. L’errore ha un ruolo importante; è frequente, ma utile e positivo perché fa parte dell’esperienza che ogni essere umano deve acquisire in quanto dagli errori si impara. Ma ecco il Decalogo che conferma quanto già pubblicato da noi in altri precedenti articoli, suggeriti sempre da esperti psicologi dell’età infantile: 
  • Imparare ad ascoltare i propri figli; è fondamentale per conoscere meglio chi vogliamo educare;
  • Sapere anche interpretare correttamente i loro comportamenti;
  • Sottolineare i loro successi con gratificazioni, anche con un semplice elogio verbale, come…“Bravo, sei stato in gamba…”;
  • Premiare l’impegno del/la ragazzo/a e non solo i loro risultati scolastici;
  • Non dimenticare mai la disciplina, quella definita “sensibile” dalla Prof.ssa Barone, mediante regole semplici ma precise, coerenti e condivise da entrambi i genitori;
  • L’importanza dei “No” e farli rispettare con equilibrio  e senza contraddirsi;
  • Essere pro-attivi, per cercare di prevenire le situazioni a rischio o difficili da gestire e per essere pronti a intervenire, dopo avere pianificato anticipatamente, le azioni opportune;
  • Ricavare ogni giorno il giusto tempo da dedicare esclusivamente ai propri figli;
  • Divertirsi insieme a loro;
  • Monitorare e controllare le loro attività, senza essere invadenti.

Ovvie riflessioni conclusive scaturiscono da questo sintetico Decalogo al quale però attribuiamo, anche noi Pediatri, un’enorme importanza perché i ragazzi  e gli adolescenti spesso cadono in situazioni molto scabrose e a rischio senza volerlo, per leggerezza o per noia, o per sfida e senza calcolare le conseguenze. Desideriamo con ciò sottolineare che un atteggiamento troppo indulgente e la mancanza di regole chiare possono determinare comportamenti dovuti a  insicurezza, oltre che favorire il bullismo o un pericoloso isolamento dei ragazzi. Qui entra in gioco – suggerisce l’esperta autrice dell’Università di Pavia  – la necessità di coniugare un atteggiamento sensibile e oculato, il positive parenting con genitori che devono essere una guida autorevole per i propri figli, ma nessuno dei due deve prevalere sull’altro in quanto deve esserci spazio per i bisogni dell’adulto come per quelli del bambino (come scrive la Dr.ssa Ilaria Bellavia che sottolinea giustamente come, nella relazione genitore-figlio, le punizioni e i ricatti non funzionano molto). E’ però indispensabile il rispetto e la fermezza nel rispettare le regole disciplinari, suggerisce  la Psicologa dello sviluppo Prof.ssa Lavinia Barone. Il genitore, invece di criticare  soffermandosi su ciò che non va, deve cercare preliminarmente di dare una spiegazione alle richieste del figlio, prediligendo un comportamento positivo includente il lodare anche i piccoli progressi nella direzione giusta ottenuti dal piccolo. In altre parole – è stato ribadito dalle esperte psicologhe – serve più lodare il bambino per quello che riesce a fare piuttosto che sgridarlo per ciò che non riesce a fare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *