Il pianto del neonato e del bambino: tipologie e interpretazione

Ci avete mai pensato a quanti tipi di pianto esistono? Quanti suoni sono emessi dai lattanti e poi dai bambini negli anni successivi. Si tratta dunque, per i novelli genitori, di imparare a interpretare i lamenti a bassa intensità che diventando più forti si  trasformano  in un pianto con tonalità basse e intensità costante oppure in un pianto intenso e prolungato, alternato a fasi di silenzio, singhiozzi e respiri corti (così scrivono i sacri testi). Ma allora quanti tipi di pianto dobbiamo interpretare a partire dal pianto di un bambino che contiene una richiesta fino ad arrivare agli arcinoti capricci?  Una classificazione più dettagliata ricorda che, tra i vari tipi fenomenici, vanno ricordati a qualunque età il pianto irrefrenabile, quello convulso, quello di sollievo, quello implorante, quello plateale (dimostrativo, a volte chiaramente rituale), quello sforzato, rassegnato, di rabbia, di felicità, di gioia…ma ripartiamo dall’inizio della vita, cioè dal neonato i cui vagiti si sentono a distanza anche significative e che sono festosamente  accolte, in sala parto, da ostetrici, ostetriche, pediatri e infermiere pediatriche.  Per i genitori vi è la necessità di imparare ad interpretare la giusta causa prima di provare a ricorrere ai classici mezzi adottati per consolare e tranquillizzare il piccolo; ad esempio facendogli fare il famoso ruttino, attaccandolo di nuovo al seno se il b. è allattato al seno oppure al biberon se allattato artificialmente oppure cullandolo o prendendolo in braccio. Perciò,  prima di tutto, dobbiamo imparare a interpretare il  Pianto del neonato “ partendo dalla fame. Oppure se il bambino è molto stanco e lo si deve solo mettere a dormire? Il pianto dei lattanti ha moltissimi significati ed è l’unico modo che il piccolo o la piccola hanno per richiamare l’attenzione dei genitori e chiedere di soddisfare i propri bisogni. Perciò è importante conoscerlo bene e, ove fosse necessario, si deve consultare un pediatra, perché il disagio espresso con il pianto potrebbe nascondere qualche insidia come un’otite, un’eruzione dentaria durante il passaggio dalla dentizione decidua a quella definitiva oppure i classici disturbi gastrointestinali. Se il bambino non avesse i problemi sopra richiamati, la prima possibilità è che si tratti di un Pianto da fame per il possibile calo di latte nel seno materno, più spesso nelle ore serali; nella stagione calda può trattarsi di pianto da sete legato alla maggiore richiesta di liquidi che possono essere o latte materno o leggére tisane. Un altro Pianto da ricordare è quello, frequentissimo nei primi mesi di vita, dovuto alle coliche gassose, che iniziano di solito  dopo 1e 2 settimane dalla nascita, nelle ore serali soprattutto, spesso alla visita con addome teso, flesso-estensione degli arti inferiori, emissione saltuaria di gas intestinale. In queste circostanze può essere utile un “massaggino circolare” sulla pancia oppure tenere il b. in braccio appoggiato al proprio petto e cullarlo dolcemente. Legato a quest’ultima condizione, è il Pianto dopo il pasto, dovuto alla presenza di aria nello stomaco (meteorismo) per cui serve far fare quanto dicevamo prima, il famoso ruttino tenendo il b. in braccio; eventualmente possono essere utili lievi colpetti sulla schiena, a mano aperta, per qualche minuto. Spesso…funziona… Altro pianto è quello “definito da richiesta igienica” quando il pannolino del bambino fosse sporco di feci o fosse pieno di urina. Pianto significa “richiesta di essere cambiato”. Ed ancora dobbiamo ricordare il Pianto da sonno quando il bambino avesse difficoltà ad addormentarsi; la situazione potrebbe essere risolta cullandolo dolcemente; ma qui vi è spesso una complicazione che impedisce la soluzione del problema, le eventuali crisi o attacchi d’ansia dei genitori, crisi che possono influire negativamente sul persistere del sintomo “pianto” creando uno stress aggiuntivo che il bambino percepisce istintivamente con i genitori che neppure se ne rendono conto; infine abbiamo il Pianto da eccesso di stimoli luminosi o rumorosi forti oppure da caldo o freddo eccessivi nei mesi estivi o invernali.. Qui i colleghi Lucca e Buiano su un loro sempre valido testo dal titolo “Crescere in salute” , scrivevano che i bambini in questi casi piangerebbero per protesta. Infine c’è il Pianto da solitudine quando al bambino, soprattutto se lattante, non basta la poppata, cioè il nutrimento alimentare perché  Lui ha bisogno soprattutto del contatto diretto con la madre o con gli altri familiari che di solito lo accudiscono. Per concludere, possiamo tranquillizzare i giovani genitori: in qualche settimana impareranno a riconoscere il pianto del loro bambino in base alle differenze del tono, della voce o degli atteggiamenti collegati al pianto. In caso di incertezza è bene parlarne con il pediatra di fiducia, per escludere patologie o che si tratti di capricci, come di solito succede dopo il primo anno di vita quando si possono verificare esplosioni di pianto sonoro…per avvisare che vi è un disagio psichico o fisico che sottintende la richiesta di aiutarlo per risolvere un problema oppure la richiesta di  affermare la propria indipendenza rispetto a scelte che il b. non condivide… e ciò succede abbastanza spesso. In questi casi bisogna solo sdrammatizzare evitando rimproveri inutili anzi dannosi e aprirsi in un bel sorriso perché atti repressivi a questa età  (parliamo di pochi mesi di vita) sono difficilmente compresi da chi li subisce. In definitiva, in situazioni di rischio o pericolo si rende però necessario stabilire poche ma chiare regole e ottenerne il rispetto (d’accordo devono qui essere entrambi i genitori, che devono cercare di restare sempre coerenti nel concedere una cosa o nel negarla. Questo vale anche per il rimprovero verbale che deve essere coerente e, sempre, deve avvenire subito dopo il capriccio e non a distanza di tempo perché il bambino  potrebbe non comprendere  il nesso logico: capriccio=punizione, rendendo inutile il vostro atteggiamento. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *