seconda parte
Nell’ambiente, le principali emissioni artificiali sono dovute all’emittenza radiotelevisiva e, in misura minore, agli impianti di telecomunicazione. Campi RF più elevati possono presentarsi in aree situate vicino ai trasmettitori o ai sistemi radar. Le comuni sorgenti di campi RF sono in dettaglio:
- Monitor e Apparecchi con schermo video (3 – 30 kHz),
- Radio AM (30 kHz – 3 MHz),
- Riscaldatori industriali ad induzione (0,3 – 3 MHz),
- Termoincollatrici a radiofrequenza, Marconiterapia (3-30 MHz),
- Radio FM (30 – 300 MHz),
- Telefonia mobile, Emittenza televisiva, Forni a microonde, Radarterapia (0,3 – 3 GHz),
- Radar, Collegamenti satellitari (3 – 30 GHz)
Un discorso a parte va fatto, sia per quanto riguarda la grande dimensione della diffusione che per gli studi specifici effettuati sulla telefonia mobile. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha previsto a suo tempo – e largamente al di sopra delle previsioni stiamo noi oggi – che si sarebbe di gran lunga superato il miliardo e seicento milioni di abbonati ai servizi di telefonia mobile (e parliamo di 10-15 anni fa), e che quindi sarebbe stato necessario installare un numero crescente di Stazioni radio base, cioè di antenne radio a bassa potenza che comunicano con il telefono dell’utente. Inoltre l’OMS prevedeva che, dato l’immenso numero di utenti della telefonia mobile, eventuali effetti psicofisici, anche minimi, avrebbero potuto avere importanti implicazioni per la salute pubblica.
Per quanto riguarda Telefoni cellulari e Stazioni radio base, qui si presentano situazioni di esposizione molto diverse: l’esposizione di chi utilizza un telefonino è molto superiore a quella di chi vive vicino a una stazione radio base, anche se, a parte gli sporadici segnali emessi per mantenere il contatto con le stazioni radio base vicine, i telefoni cellulari trasmettono energia a radiofrequenza solo durante le chiamate.
I telefonini sono trasmettitori a radiofrequenza di bassa potenza, che emettono potenze massime contenute tra 0,2 e 0,6 Watt. L’intensità del campo e quindi l’esposizione decresce rapidamente con l’aumentare della distanza dal telefonino. Un cellulare posto ad alcune decine di centimetri dalla testa (con un auricolare) riduce notevolmente l’esposizione rispetto all’uso del telefonino poggiato sull’orecchio.
Le stazioni radio base trasmettono a livelli di potenza che vanno da pochi Watt sino a 100 Watt e oltre, a seconda dell’ampiezza della regione che devono coprire con il segnale radio. Generalmente le antenne installate sui tetti sono protette da recinzioni, che tengono il pubblico lontano dall’area in cui il campo eccede i limiti di esposizione. Dal momento che le antenne dirigono la loro potenza verso l’esterno, e non irradiano quantità significative di energia né all’indietro né verso l’alto e il basso, i livelli di energia all’interno o ai lati degli edifici sono normalmente molto bassi.
Considerazioni conclusive
Gli anni recenti hanno visto un aumento senza precedenti, per numero e varietà, di sorgenti di campi elettrici e magnetici (CEM) usati per scopi individuali, industriali e commerciali. Questa diffusione ha destato preoccupazioni per i possibili rischi per la salute connessi al loro uso e ciò ha portato a un gran numero di ricerche. Alcuni studi scientifici hanno segnalato che l’esposizione ai campi elettromagnetici generati da tali dispositivi potesse avere effetti nocivi per la salute (cancro, riduzione della fertilità, perdita di memoria e disturbi del comportamento e nello sviluppo dei bambini.) Altri studi contraddicono questa pessimistica ipotesi. Ancora oggi l’effettiva entità del rischio sanitario non è nota, sebbene per alcuni tipi di CEM, ai livelli riscontrati nella vita comune, questo possa essere ritenuto bassissimo se non addirittura inesistente.
Il progresso tecnologico, nel senso più ampio della parola, è stato sempre associato con vari rischi per le popolazioni, sia percepiti sia reali e il pubblico è giustamente preoccupato che l’esposizione ai CEM possa portare a conseguenze negative per la salute, specialmente quando pensiamo ai bambini. In risposta a queste preoccupazioni del pubblico, condivise peraltro da molti Governi, l’OMS, altre Organizzazioni e società scientifiche hanno avviato molti progetti di ricerca per valutare gli effetti (alias conseguenze) biologici e per stabilire i possibili reali rischi per la salute psicofisica di tutti noi. Aggiorneremo sui risultati di tali studi.
Inoltre, un’attenzione particolare viene evidenziata dall’OMS anche sulla percezione del rischio da parte del pubblico. Un Sistema di Informazione Pubblica e di Comunicazione tra scienziati, governi, industrie e pubblico che non prenda nella giusta considerazione questa percezione, potrebbe generare sfiducia e paura nei confronti delle tecnologie basate sui CEM. Perciò l’obiettivo deve essere quello di potenziare questi strumenti tanto da poter essere in grado di tranquillizzare l’opinione pubblica e tutte le famiglie che, con fiducia, devono utilizzare simili dispositivi in sicurezza.
