VII Rapporto Gimbe: “Ma la Sanità è purtroppo in emergenza”

Dalla Redazione DottNet, articolo dell’08/10/2024  – Notiziario –  parte terza

Per quanto riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza e il divario Nord-Sud, nel 2022 soltanto 13 Regioni hanno rispettato i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza, cioè le prestazioni e i servizi che il SSN è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro il pagamento di un ticket) con un ulteriore aumento del divario Nord-Sud; Puglia e Basilicata sono le uniche Regioni promosse al Sud, ma comunque  in  posizioni di coda. “Siamo di fronte – commenta il Presidente  GIMBE, Prof. Cartabellotta– ad una vera e propria frattura strutturale Nord-Sud nella possibilità di godere del legittimo diritto alla tutela della salute. Questa situazione si aggraverebbe  conla legge sull’autonomia differenziata, che potrebbe affondare definitivamente la sanità del Mezzogiorno, assestando il colpo di grazia al SSN e innescando un disastro sanitario, economico e sociale senza precedenti, che avrebbe conseguenze molto pesanti per milioni di persone”. Riguardo allo stato di avanzamento del PNRR, il 30 giugno 2024 sono stati raggiunti i target europei che condizionano il pagamento delle rate all’Italia. “Tuttavia, effettuata la stesura  dei progetti – spiega il Presidente GIMBE – la loro attuazione già risente delle diseguaglianze regionali, in particolare tra Nord e Sud del Paese”. I risultati preliminari del 4° Monitoraggio Agenas infatti documentano che, al 30 giugno 2024 sono stati dichiarati attivi dalle Regioni: il 19% delle Case di Comunità (268 su 1.421), il 59% delle Centrali Operative Territoriali (362 su 611) e il 13% degli Ospedali di Comunità (56 su 429), con ritardi molto più marcati nel Mezzogiorno. Il target intermedio sulla percentuale degli over 65 in assistenza domiciliare è stato raggiunto a livello nazionale e in tutte le Regioni tranne che in 3 Regioni del Sud. Al 31 luglio 2024 sono stati realizzati: il 52% dei Posti letto di Terapia intensiva e il 50% di quelli di Terapia sub-intensiva, con nette differenze regionali. “La Missione Salute del PNRRspiega Cartabellotta – è una grande opportunità, che rischia di essere vanificata se non é integrata in un Piano di rafforzamento complessivo della Sanità Pubblica che non può e non deve diventare una costosa “stampella” per sorreggere un SSN claudicante. Peraltro, la Legge sull’Autonomia differenziata va “in direzione ostinata e contraria” agli obiettivi dell’intero PNRR che prevedono di ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali. Così facendo, non solo si tradiscono le finalità del PNRR, ma si indebitano le future generazioni aggravando ulteriormente le disparità nell’accesso alle cure tra Nord e Sud. Distruggere il SSN – conclude Cartabellotta – non significa solo compromettere la salute delle persone, ma soprattutto mortificarne la dignità  riducendo la loro capacità di realizzare ambizioni e obiettivi”. E per aiutare le istituzioni, la Fondazione GIMBE ha aggiornato il Piano di Rilancio del SSN che é “un Programma dettagliato in 13 punti che prescrive la terapia necessaria per salvare il nostro SSN malato”. Un Piano che ha come guida l’articolo 32 della Costituzione e il rispetto dei princìpi fondanti del SSN prescrivendo le azioni indispensabili per potenziarlo con risorse adeguate, riforme coraggiose per una radicale e moderna riorganizzazione. Per attuare questo piano, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto politico e sociale, che superi le divisioni ideologiche e gli avvicendamenti dei Governi, riconoscendo nel SSN un pilastro della nostra democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore per lo sviluppo economico dell’Italia. E’ un Patto che chiede ai cittadini di diventare utenti informati e responsabili, consapevoli del valore del SSN, e a tutti gli attori della sanità di rinunciare ai privilegi acquisiti per salvaguardare il bene comune”.

Ringraziamo per la documentazione il Presidente GIMBE e gli Amici della redazione DottNet

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