La maggior parte delle malattie respiratorie in inverno si presenta con sintomi molto simili: raffreddore, mal di gola, tosse, febbre, inappetenza, stanchezza. Si tratta di malattie che in genere si risolvono da sole in pochi giorni grazie al riposo a letto e alla somministrazione di farmaci in grado di controllare la febbre (se presente) e alleviare la sintomatologia. Il farmaco di elezione per la gestione della febbre è il paracetamolo, che ha proprietà antifebbrili e antidolorifiche oppure l’ibuprofene in sciroppo, entrambi per bocca. Trattandosi di infezioni virali, la terapia antibiotica non solo è inutile, ma é spesso dannosa quando non prescritta dal medico. Possono essere invece utili i lavaggi nasali, soprattutto per i bambini molto piccoli in caso di raffreddore in quanto i lavaggi nasali sono utili per liberare le vie aeree superiori e facilitare la respirazione, perché i neonati e i bambini molto piccoli non sono ancora in grado di soffiarsi il naso. Il lavaggio consiste nell’introdurre nelle narici una soluzione di acqua e sale (soluzione fisiologica); i momenti più adeguati per effettuare i lavaggi nasali sono utili prima delle poppate, prima di addormentarlo e prima di eseguire un aerosol prescritto dal medico. Esistono molti strumenti per eseguire il lavaggio nasale: nei bambini sotto i due anni di età è consigliato l’utilizzo di una siringa da 2,5 ml o 5 ml, in modo da introdurre la soluzione fisiologica nelle narici con una discreta pressione (non eccessiva, né in maniera troppo rapida), utile a liberare le prime vie aeree. Le soluzioni normalmente utilizzate per il lavaggio nasale sono isotoniche (soluzione fisiologica) o ipertoniche. Le soluzioni isotoniche hanno una concentrazione di sale dello 0,9%, quelle ipertoniche, da utilizzare quando il muco è più denso, hanno invece una concentrazione di sodio cloruro più elevata (la più frequente è al 3%); quest’ultima è indicata in specifiche categorie di pazienti. L’importanza di Idratazione, riposo e monitoraggio: essa é molto importante ancora di più quando il bambino ha una sindrome influenzale o para-influenzale e deve essere stimolato a bere spesso acqua o altri liquidi consigliati dal pediatra. Se il b. fosse inappetente, invece, non è necessario forzarlo troppo a mangiare qualora il b. rifiutasse. Il riposo a casa fino a sfebbramento deve essere rispettato perché è importante, anche per limitare la circolazione dei virus, ma se il bambino si sentisse in forze, è inutile costringerlo a letto. In caso di febbre (senza brividi), inoltre, é bene vestirlo con abiti leggeri che lo aiuteranno a disperdere il calore in eccesso e a diminuire il suo disagio. L’aspetto veramente importante a cui i genitori devono prestare attenzione è lo stato di salute generale del bambino. Non c’è un sintomo che, da solo, è più importante degli altri diventando fonte di ansia. La febbre è normale, vuol dire che l’organismo sta combattendo l’infezione virale. Bisogna quindi prendere in considerazione lo stato di malessere complessivo del bambino. Ma qualora i genitori riscontrassero cambiamenti o peggioramenti evidenti rispetto alla normalità bisogna rivolgersi subito al pediatra che fornirà le indicazioni, terapeutiche e comportamentali, più opportune del caso, qualora informato dei sintomi descritti, in attesa di eventuale visita domiciliare.
Ora esaminiamo i fattori di rischio in grado di accrescere la gravità delle malattie. I fattori di rischio cambiano e diventano più pericolosi quando si ha a che fare con pazienti fragili. Nei bambini e nei ragazzi i fattori che aumentano il rischio di maggiore gravità delle patologie respiratorie sono (1) la nascita pre-termine (prematura), (2) l’età del bambino (inferiore a 3 mesi), (3) le cardiopatie congenite, (4) la displasia broncopolmonare, l(5) la fibrosi cistica, (6) le anomalie congenite delle vie aeree e (7) le immunodeficienze (quando il sistema immunitario non funziona correttamente o non funziona affatto). In questi casi è sempre opportuno consultare il medico curante che conosce il caso che in ogni caso, deve prevedere una valutazione medica. “Ma prevenire è sicuramente il primo consiglio e si dovrebbero vaccinare anche i bambini contro l’influenza, anche perché la vaccinazione antinfluenzale si trova oggi anche in formato spray nasale nei nostri centri vaccinali pubblici” suggerisce il Collega Sebastian Cristaldi, Responsabile dell’Unità operativa semplice/ DEA II livello dell’Ospedale B. Gesù diretto dal Prof. A. Villani. “In caso di malattia, i genitori non devono aver paura del valore della temperatura, dei gradi alti segnalati dal termometro, ma rivolgere l’attenzione alle condizioni complessive del bambino, ma senza somministrare farmaci su decisione autonoma dei genitori. Certamente è di aiuto – continua il collega – mantenere l’idratazione, facendo bere acqua o tè o soluzioni reidratanti, facilmente reperibili nelle farmacie. Consigliamo inoltre di tenere aggiornato sul decorso clinico il vostro pediatra che potrebbe prescrivere ulteriori controlli o terapie in base alle condizioni cliniche oppure, se necessario, consiglierà i genitori di recarsi in un Pronto Soccorso Pediatrico ”.
