I ragazzi tra i 14 e i 18 anni, che saranno gli adulti di domani, sono il terreno su cui si deve lavorare ancora molto per creare una nuova consapevolezza più rispettosa delle donne e, in genere, dell’altro. Purtroppo, in questo campo, la strada da percorrere sembra, anzi é ancora molto lunga. Ce lo ha rivelato la Survey Teen 2024, il Rapporto “Senza Confine – Le relazioni e la violenza tra adolescenti”, effettuato da Fondazione Libellula, l’impresa sociale nata con lo scopo di agire sul piano culturale per prevenire la violenza e la discriminazione di genere. L’indagine costituisce una fotografia sulla comprensione e l’esperienza della violenza di genere tra adolescenti dai 14 ai 19 anni, una fascia di età che rappresenta circa il 7% della popolazione italiana. Dall’indagine è risultato che i ragazzi spesso non hanno ben chiaro il significato di alcuni concetti chiave, tra cui quello di consenso come volontà esplicita e revocabile di due o più persone, nel pieno possesso delle proprie facoltà fisiche e mentali, e del suo confine con la violenza in campo amoroso e sessuale. Ad esempio, 1 adolescente su 5 non considera violenza una serie di atti, tra cui toccare una persona senza il suo consenso, o addirittura baciarla senza il suo consenso; per uno su quattro non è atto di violenza raccontare ad amici e amiche dettagli intimi del partner o della partner senza il suo consenso. Inoltre, circa 1/3 del campione non riconosce come violenza il fatto di dire alla partner (o al partner) quali vestiti può indossare e quali no, impedire di accettare nuove amicizie online senza averne parlato prima, chiedere di sapere sempre dove localizzarsi geograficamente quando si è fuori e voler sapere sempre con chi l’altro si trova. Insomma, la gelosia è considerata come segno imprescindibile dell’amore. Secondo il 40% degli adolescenti (maschi e femmine) telefonare o inviare insistentemente messaggi a una persona non è una forma di violenza. Tra gli altri atteggiamenti spiccano le affermazioni per cui “perdere la testa dopo un tradimento e reagire con violenza o aggressività” è comprensibile per 1 adolescente su 4, e “vedere diffuse pubblicamente le foto intime che Tu hai inviato al partner o alla partner è anche colpa tua” per quasi 1 adolescente su 3. Di questo fatto sono più convinti i ragazzi (40%) rispetto alle ragazze (19%).
Il rapporto si sofferma, poi, sulle differenze di consapevolezza in materia di violenza di genere tra maschi e femmine, più alto in queste ultime anche in seguito ai programmi di sensibilizzazione ed empowerment (per la conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte) riservati alle ragazze, e sul problema della cosiddetta “romanticizzazione” di certi comportamenti di controllo e violenza, spacciati per atti di amore. Chi di voi volesse leggere per intero il Rapporto della Fondazione potrà scaricarlo gratuitamente online sul sito della Fondazione www.fondazionelibellula.com/it/., il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne, che ha l’obiettivo di promuovere cultura contro la discriminazione .
