Oggi mi concentrerò su questo argomento perché molto diffuso e siamo certi che nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, virtualmente, tutti i ragazzi hanno una anche una pur minima esperienza con una droga, con l’alcol o con il tabacco fino alle note sostanze più temibili. Riprendiamo a questo proposito i lavori pubblicati da Clinica Pediatrica V, Ist. di Scienze biomediche e Ospedale S. Paolo di Milano, pubblicati tempo fa in schede grazie alla collaborazione della Industria farmaceutica A. Menarini di Firenze. Vorrei oggi parlare soprattutto della conduzione di un colloquio con un ragazzo o ragazza che per la delicatezza della materia deve essere molto ben condotto allo scopo di ottenere attendibili informazioni riguardanti il comportamento di un adolescente nei riguardi di droga e/o di alcool. E’ indispensabile che il colloquio abbia luogo in una sede appropriata, tenendo conto del grado di confidenza che si può instaurare e del fatto che deve essere assicurata la privacy; i genitori non devono essere presenti ma è importante e utile conoscere come essi la pensano e quale posizione assumono; a questo proposito è opportuno chiarire con l’adolescente quali rivelazioni rimarranno confidenziali. Sebbene sia giusto che venga protetta la segretezza su alcuni aspetti dell’intervento medico (per esempio riguardo alla sessualità) è d’altro canto consigliabile che questa protezione non esista nei riguardi della droga. Ogni medico deve stabilire i propri criteri sul limite della segretezza: se tutte le informazioni saranno condivise con i genitori è improbabile che l’adolescente continuerà a rispondere apertamente alle domande; se poi non fossero trasmesse le informazioni alla famiglia, si perderebbe l’occasione di coinvolgere i genitori nella assistenza al giovane per cui è opportuno discutere e stabilire un equilibrio e i limiti (legati all’età del paziente, al tipo di famiglia, alle convinzioni ed alle esperienze del medico coinvolto) prima del colloquio. Non esiste ovviamente una sola modalità di intervistare un adolescente; può essere utile inizialmente parlare del comportamento dei suoi coetanei e dei compagni di scuola in generale per poi affrontare l’argomento droga. Per scegliere il grado e il tipo di intervento o la consulenza più opportuna si dovrà cercare di ottenere informazioni dettagliate riguardo al tipo di droga, alla frequenza e alla dose assunta indagando sull’ambiente nel quale viene assunta e sui rischi connessi, sul grado di alterazione del comportamento sociale, educazionale e professionale che può essere attribuito all’uso della droga conoscendone gli effetti. Naturalmente dovranno essere effettuati visita, esami clinici e indagini di laboratorio per giungere ad una valutazione delle conseguenze legate all’intossicazione provocata dall’uso di droghe specifiche come marijuana, cocaina, oppiacei, inalanti, anfetamine, barbiturici, tranquillanti, allucinogeni, alcol o tabacco. Il nostro semplice obiettivo è scuotere e destare le coscienze di tutti i medici e soprattutto dei pediatri, che nella pratica quotidiana oggi si trovano ad affrontare sempre più frequentemente i problemi di adolescenti che fanno o hanno fatto uso di sostanze stupefacenti o abuso di alcol. Consigliamo perciò i nostri Colleghi di approfondire le proprie conoscenze anche in questo campo con corsi di formazione, in modo da essere in grado di rispondere in modo efficace e competente alle richieste di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza o cura dell’adolescente e dei suoi familiari in modo da contenere oppure, anche se è molto difficile, risolvere un problema socio-assistenziale che definirei epocale e oltremodo drammatico.
