Forse qualcuno di voi ricorderà il Prof. Mario Giacovazzo, fondatore e già Direttore del Centro Cefalee dell’Università di Roma “La Sapienza”. Ricordo che in alcuni dei suoi articoli Egli definì il mal di testa “il male che non uccide ma non lascia neppure vivere”. Un quinto della popolazione totale, approssimativamente dieci milioni i di persone, soprattutto di sesso femminile con un rapporto di 3 a 1 ne è vittima, è proprio il caso di dire. Ma oggi, grazie ai più recenti progressi clinici e della ricerca, anche il medico di base, il pediatra o lo specialista hanno a disposizione tecniche sempre più raffinate per trattare ma anche per prevenire la cosiddetta emicrania. Ed oggi tra i vari tipi di mal di testa, il più diffuso è quello da stress, che Giacovazzo chiamò la sindrome di Atlante (che nella mitologia doveva reggere con la testa il peso del mondo ed è una condizione in cui il soggetto coinvolto sente la responsabilità eccessiva di dover risolvere i problemi di tutti, spesso trascurando il proprio benessere) ed infatti secondo il Maestro la cefalea da stress colpisce i depressi, gli ansiosi soprattutto adolescenti, ma in prevalenza gli uomini politici e i capitani d’industria; fra l’altro tale patologia è caratterizzata non solo dal dolore muscolo-scheletrico diffuso, ma anche da affaticamento. Si può ben dire che il mal di testa, il cui prototipo è l’Emicrania, è una vera e propria malattia sociale. Il Maestro ricordava ancora che a proposito delle frequenti cefalee dei nostri ragazzi, sia scolari che studenti, con l’aiuto di test induttivi o di estinzione del sintomo e con un esame obiettivo approfondito possiamo scoprire se si tratta di “cefalee alibi” o di mal di denti… per “studio carente”. D’altro canto è molto triste scoprire che spesso le cefalee degli studenti sono reali e sono invece ignorate o, peggio, sottovalutate dagli stessi genitori.
A questo proposito il Prof. Giacovazzo ha anche ricordato la Cefalea da dieta quando molti pazienti emicranici accusano mal di testa dopo avere mangiato certi alimenti come cioccolata, frutta secca, formaggi fermentati; sono anche noti i casi di particolare sensibilità all’alcol, ai nitriti (contenuti nei wurstel, hot dog o cibi affumicati come anguille o aringhe), alla caffeina o al monosodioglutammato (il dado da brodo). Il meccanismo è la scarsa tolleranza o intolleranza (alla serotonina che viene sintetizzata nel cervello da un aminoacido, il triptofano presente come altri aminoacidi nella dieta mediterranea) che porta alla vasodilatazione delle arterie cerebrali provocata da alcune sostanze (tra cui la serotonina) contenute in questi cibi. Ovviamente il primo rimedio in attesa di appropriate indagini diagnostiche di competenza allergologica è evitare i cibi incriminati, soprattutto se il soggetto è un adolescente. In questi casi occorre proibire tutti gli alimenti contenenti tiramina, monosodioglutammato, nitriti e derivati del latte, eliminando dalla dieta giornaliera cioccolata, formaggi stagionati, insaccati e tutti i cibi preconfezionati, anche se sappiamo che è molto difficile osservare regimi dietetici controllati. Certo è che la cefalea in età evolutiva si può controllare con le restrizioni dietetiche consistenti nell’eliminare cacao, cioccolata, coca-cola, gassosa, sprite e si ottiene miglioramento con grande soddisfazione dei genitori. Attualmente per le forme da documentata allergia alimentare ci gioviamo ancora oggi, preliminarmente, della somministrazione del cromoglicato di sodio (nome commerciale: Gastrofrenal).
