I disturbi alimentari o nutrizionali sono sempre più diffusi tra gli adolescenti 

Tali disturbi devono essere affrontati precocemente perché il disagio degli adolescenti, in crescente diffusione, ormai è di dominio pubblico. Le famiglie si dovrebbero occupare e preoccupare di più se vedessero il proprio figlio o figlia che tendesse a chiudersi nella sua cameretta o se cambiasse d’umore un pò troppo spesso o se avesse un rendimento scolastico sempre più scadente. Noi ne abbiamo parlato su queste pagine il 14 gennaio scorso partendo da due articoli che hanno illustrato il Progetto di Auto-mutuo-aiuto curato dalla Dott.ssa Wilma Di Napoli (tratto dalla rivista Depressione/stop). E ieri 27 gennaio, su Il Messaggero, è apparsa una intervista rilasciata dalla Psicoterapeuta PAOLA MEDDE sui disturbi alimentari (anoressia nervosa e bulimia) a dimostrazione che il nostro impegno con questo notiziario in subordine alla SIP, tendente ad arginare la crescente marea di ragazzi spaesati, disobbedienti, solitari, ansiosi o depressi va nella direzione giusta, soprattutto perché si devono allertare le Famiglie, i Genitori e le Scuole su un reale grande pericolo che deve essere affrontato con coraggio, ma anche con cognizione di causa, aiutati da esperti psicologi, come nel caso dell’OPBG (Ospedale pediatrico Bambino Gesù) che conferma questa tendenza negativa, cifre alla mano, dove l’accesso al Day Hospital per i minorenni con disturbi alimentari è aumentato del 30% dal 2019 al 2024, ma é importante sapere che il 37% dei casi riguarda giovanissimi fra 14 e 15 anni e che, anche a livello nazionale, si tratta di ragazzine. Comunque  Paola Medde afferma preoccupata che il fenomeno si è ormai esteso, a macchia d’olio, in tutta Italia. Dobbiamo citare a questo punto un altro tentativo (per ora ben riuscito) nato per arginare mediante buone prassi questa pericolosa tendenza: si tratta del Progetto FARO, patrocinato dalla Regione Lazio, ma ideato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio in collaborazione con la Garante per l’Infanzia e l’adolescenza nel Lazio. Sono stati coinvolti in questa impresa insegnanti, docenti, operatori sportivi e psicologi scolastici impegnati a individuare precocemente questi disturbi alienanti ed a gestire positivamente tali disturbi partendo dalla prevenzione. Un importante risultato di questo progetto è stato quello di redigere una Guida, la “Help Guide” che chiarisce molti dubbi e offre una mappa dei Centri regionali accreditati per la valutazione e la presa in carico di tali disturbi, che devono essere considerati veramente pericolosi.

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