Patrizia Amici ci parla  di “Solitudine e social media” su Depressione Stop

seconda parte

La solitudine in rete. In questo mondo di scelte al ribasso e timore del giudizio altrui si è inserito il mondo dei social media. È ormai l’epoca della connessione virtuale, dove gli amici sono immagini su uno schermo e dove la parola amico ha perso il suo senso originale. Che si tratti di amici d’infanzia o conoscenti che mai si incontreranno poco importa. In questo mondo di immagini di carta la solitudine è una regola. La relazione via social allontana, però, la capacità di connettersi realmente. La fatica del contatto vero è stemperata da connessioni virtuali, accese e spente a piacimento e nelle quali l’intimità è un miraggio. Ma più si è connessi più si fa fatica a incontrarsi. Le paure dell’incontro faccia a faccia non sono risolvibili con una foto modificata, una conversazione scritta e riscritta o una sparizione che spegne lo schermo. Ed ecco nascere, negli anni, molteplici App che permettono la conoscenza di altre persone. Ve ne sono per tutti gusti ed esigenze. Alcune permettono l’incontro nel mondo tridimensionale attraverso offerte disparate. Dai classici Instagram e Facebook il mondo delle Applicazioni diventa sempre più variegato. Esistono App per trovare l’amore come Tinder, Badoo, Lovoo, MeteMe o CercoSingle (più chiaro di così). Esistono App che permettono di parlare e incontrare persone – non per forza a scopo amoroso – come Telegram, Chatous, Whispear etc.; alcune ad esempio solo per certe categorie di persone, come Hey Vina che connette solo donne. Vi sono App che permettono di connettersi nel modo reale offrendo occasioni di incontrare persone nuove condividendo esperienze, come ComeHome; viaggiare come “Gite in Lombardia”, incontrarsi seduti intorno ad un tavolo come Tabloo. Esistono poi esperimenti interessanti come l’App che consente di scrivere una lettera a qualcuno come Slowly e addirittura quelle per chattare con personaggi immaginari creati da altri utenti, come Botify Al. 

Riflessioni. Insomma, vi é in internet un mondo di occasioni che da virtuali possono diventare reali, concrete.  Un mondo virtuale dove è difficile distinguersi e farsi vedere, fatto spesso di interazioni brevi, non personalizzate, ove il colpo d’occhio conta più di tutto. Anche le applicazioni che consentono di incontrare veramente qualcuno possono generare una sensazione di ansia, un bisogno insaziabile di esserci, nemico della vera condivisione personale. Si vive in un mondo virtuale che sembra fagocitarci e che a volte è avvertito come soffocante. Un mondo virtuale che offre l’illusione di potersi sostituire alla relazione tradizionale e spesso prosciuga tempo ed energia. E mentre inseguiamo l’immagine sullo schermo, la vera vita scorre accanto a noi, con le sue relazioni e le sue occasioni. Ringraziamo l’Autrice, la  Prof.ssa Patrizia Amici, per gli insegnamenti ricevuti in questo e in altri articoli utili per noi medici e indispensabili per i nostri lettori; insegnamenti e consigli che troverete sfogliando la rivista Deprestop, Direttore Editoriale:Prof. MGM. Tavormina. Grazie Preziosi Amici!

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