La vaccinazione anti-HPV (contro il Papillomavirus umano)

seconda parte 

Per quanto riguarda la tipologia dei vaccini, al momento sono disponibili due vaccini preventivi contro l’HPV: un  vaccino quadrivalente e un vaccino bivalente, autorizzati in Europa nel 2006 e nel 2007 rispettivamente. Entrambi i vaccini proteggono contro HPV 16 e HPV 18, responsabili di circa il 70% dei tumori del collo dell’utero. Il vaccino quadrivalente protegge anche contro HPV 6 e HPV 11, responsabili del 90% dei condilomi acuminati e verruche genitali. Inoltre entrambi i vaccini hanno mostrato un certo grado di protezione incrociata verso altri tipi oncogeni di HPV.

Indicazioni. I due suddetti vaccini sono indicati per la prevenzione delle lesioni genitali precancerose della cervice uterina, della vulva e della vagina e del cancro della cervice uterina causati da HPV 16 e 18.  Il vaccino quadrivalente è indicato anche per la prevenzione delle lesioni pre-invasive e invasive dell’ano da HPV 16 e 18 e per la prevenzione dei condilomi acuminati da HPV 6 e 11.  I vaccini sono consigliati a partire dai 12 anni di età. Per entrambi i vaccini, dal 2014 la schedula raccomandata consiste nella somministrazione, per via intramuscolare, di due dosi di vaccino a distanza di 6 mesi l’una dall’altra (con una certa flessibilità della seconda dose), con un terzo richiamo nell’età adulta.

Immunogenicità e persistenza della risposta immunitaria. Entrambi i vaccini si sono dimostrati molto immunogeni, inducendo una risposta immune in oltre il 90% dei soggetti vaccinati. Nei trial clinici di ambedue i vaccini, si osserva che i titoli anticorpali indotti dal vaccino sia per Hpv 16 che per il 18 raggiungono un picco 4 settimane dopo la 3° dose. Pur subendo un brusco calo due anni dopo la vaccinazione, i titoli anticorpali permangono molto più elevati, rispetto all’infezione contratta naturalmente, per molti anni. Dati di efficacia. Negli studi che valutano l’efficacia vaccinale, sono considerati sia end-point clinico-istologici (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale o CIN di grado 2 e 3, Adenocarcinoma in situ) che e-p virologici (ad esempio le infezioni persistenti). End-point sono dispositivi tecnologici che si connettono e sono in grado di scambiare informazioni con una rete di Computer. 

In generale gli studi condotti per i due vaccini nelle diverse fasce di età hanno mostrato un’efficacia elevata nel prevenire le lesioni precancerose provocate dai tipi contenuti nel vaccino (90-100%) nelle pazienti che hanno rispettato il protocollo e che non erano infettate dai tipi di HPV contenuti nel vaccino. L’efficacia si riduce a circa il 50% se si considerano anche le donne infettate con almeno uno dei tipi di HPV contenuti nel vaccino, e quelle che non avevano completato il ciclo vaccinale (popolazioni “reali”).  Come già detto, il vaccino quadrivalente protegge anche contro HPV 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi genitali. L’efficacia del vaccino quadrivalente nei confronti dei condilomi causati dai tipi contenuti nel vaccino è risultata del 99% nella popolazione mai trattata prima.  Sulla base di questi dati l’OMS, al fine garantire la massima efficacia della vaccinazione, ha raccomandato di immunizzare le ragazze prima del debutto sessuale, indicando le preadolescenti tra i 9 e i 13 anni di età come target primario della vaccinazione…segue terza parte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *