L’emergenza Sicurezza nei Pronto Soccorso degli Ospedali italiani

Purtroppo la mancanza di medici e infermieri legata al pensionamento ed alla scarsa disponibilità economica, cronico problema delle Aziende ospedaliere (AZL) e territoriali (ASL), hanno da anni messo sotto pressione  molti colleghi e infermieri stanchi ed usurati da anni in cui i turni sono diventati sempre più gravosi e pericolosi… In sanità mancano anche i pediatri: da coprire ad esempio a Roma sono 40 i posti scoperti di pediatri di libera scelta su un totale di 390 e vi sono più di 35mila bambini senza pediatra asl. La giustificazione data per i pediatri è che vi sono pecche da parte delle amministrazioni che hanno bloccato, ad esempio, un concorso nella nostra regione proprio quest’estate; ma un medico che opera a Roma Est ha chiesto  uno spostamento di sede lavorativa (ambulatorio) facendo ricorso alla giustizia (esattamente al giudice del lavoro)  con richiesta di cambio-sede del suo ambulatorio per restare in servizio: la vertenza ha fatto riaprire i termini del concorso bloccando la macchina burocratica. E questo è solo un esempio. Ma le stesse problematiche sono evidenziabili per altre specialità anche negli ospedali.  Insomma la nostra Sanità territoriale è in grosse difficoltà, ne abbiamo già parlato, ma anche negli Ospedali i turni da anni sono diventati più gravosi, sia per i medici che per gli infermieri. E poi dobbiamo aggiungere, a onor del vero,  che nei P.S.vige da anni il meccanismo che consente di selezionare i richiedenti prestazioni al PS in base alla gravità, cioè il Triage (in ospedale è la scelta – tra più pazienti – di quelli più bisognosi delle cure più urgenti per cui sono chiamati a visita prima di altri meno gravi in attesa), non è ancora stato assimilato dalla popolazione, cioè da tutti i ricorrenti a tale servizio di pronto soccorso  e spesso si creano risentimenti tra i richiedenti che pensano a presunte illegalità del personale che invece deve rispettare l’ordine imposto dal triage. Quindi sono frequentissimi interventi e ordini di servizio firmati dai dirigenti dei servizi per migliorarne la qualità così come sono quasi giornaliere le istanze e i correttivi sostenuti dalle associazioni di settore  in difesa del diritto alla salute mediante un accesso più efficiente alle cure. Da tempo inoltre stiamo riflettendo sull’emergenza della sicurezza nei Pronto Soccorso per quanto riguarda gli operatori  socio-sanitari (cioè lavoratori qualificati) che sentono la propria vita minacciata e le violenze negli ospedali stanno ripetendosi ogni giorno con aggressioni ingiustificate (2 violenze in media  ogni  24 ore, anche contro dottoresse); addirittura il 1° marzo a Roma 4 operatori sanitari sono stati sequestrati in una camera dai parenti di una paziente. Molti medici intervistati ripetono che è un inferno lavorare così e aumenta tra loro la sindrome del “burn out” (rifiuto crescente del lavoro che si fa e del luogo in cui esso si svolge). E’ dunque fondamentale che le Istituzioni intervengano con urgenza, perciò il Ministero della salute e le Autorità sanitarie locali, ospedaliere e territoriali, sono da incoraggiare e non da condannare… a priori. Si sappia che sono stati anche reintegrati, nel frattempo, molti posti di Polizia negli ospedali più a rischio. Dunque occorrono interventi concreti, lo ripetiamo, da parte delle istituzioni che hanno il compito di intervenire per proteggere coloro che ogni giorno si dedicano a curare gli altri facendo sforzi, peraltro non riconosciuti dai “pazienti”, che, in caso di violenze gratuite – perpetrate contro lavoratori qualificati che spesso salvano vite umane –  non possono essere definiti “pazienti”, anche se li comprendiamo. Comprendiamo il nervosismo di parenti ed amici, ma non le invettive e le cattive maniere “da reato” come gli insulti e le minacce o addirittura le violenze fisiche con conseguenti traumi e lesioni fisiche o psicologiche, a volte molto gravi . 

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