E’ una domanda che ci facemmo qualche anno fa in occasione di un Congresso “In testa ai miei pensieri”, Conferenza nazionale sull’infanzia e adolescenza, al quale partecipò, da protagonista, anche la Prof.ssa Silvia Vegetti Finzi, Psicologa clinica, allora docente universitaria, scrittrice e giornalista, autrice tra l’altro di Parlar d’amore. Le donne e le stagioni della vita (BUR). È nota al grande pubblico per aver scritto, con Anna Maria Battistin, una Trilogia di consigli rivolti ai genitori. Tra i suoi ultimi libri: Quando i genitori si dividono, Le emozioni dei figli e Nuovi nonni per nuovi nipoti, tutti Oscar Mondadori, e Una bambina senza stella. Le risorse segrete dell’infanzia per superare le difficoltà della vita (Rizzoli).
Ebbene SI… La risposta alla domanda “I bambini da 5 a 10 anni sono cambiati?” è SI. i bambini di oggi sono cambiati rispetto agli adulti cresciuti intorno al 1960-70 quando l’Italia era ancora provinciale, con donne casalinghe e molti figli, rispetto alla attuale società moderna, influenzata nei comportamenti e nelle preferenze di vita da TV, telefonini, Personal Computer, Mamme lavoratrici e al massimo con un solo figlio/a; e invece ora la denatalità sta preoccupando molto i nostri governanti. Mediante l’uso giornaliero dei diabolici strumenti elettronici i ragazzini crescono sempre più in fretta, ma in una società in cui la ricchezza è male distribuita se, accanto a condizioni di ricchezza e di privilegio, sussistono ancora sacche di abbandono e di miseria materiale e morale e la delinquenza minorile dei giorni nostri lo dimostra. Tuttavia la figura prevalente è ancora quella di un bambino al quale non manca nulla, che anzi ha forse troppo. A sette, otto anni i bambini sono già informati, riflessivi, attenti alle novità, ma anche esigenti e caparbi, spesso lasciati soli (purtroppo), privi di vere e concrete risposte da parte delle famiglie (genitori e nonni). La domanda che ancora oggi ci poniamo è: “Come vivono questi bambini gli anni bui che li separano dall’adolescenza, e soprattutto come possono essere aiutati ad affrontare la vita che si apre loro davanti con mille trabocchetti? Gli adulti, che vorrebbero capirli meglio e aiutarli di più, spesso si trovano disorientati e non riescono a comprendere non solo che cosa pensano i loro figli ma anche che cosa li deprime o innervosisce. La Prof.ssa Silvia fornisce un valido aiuto perché è l’Autrice di libri, scritti in forma di dialogo e rivolti a tutti coloro che hanno a che fare con i bambini, libri che propongono una prima esauriente analisi del problema, una lettura accurata dei vari aspetti di un’età piena di fermenti, potenzialità e promesse, ponendosi anche come Guida per affrontare i rapporti familiari e scolastici o per poter intervenire nei casi di comportamento difficile. Non solo ma si deve tenere conto che ai ragazzi delle scuole elementari li attende un periodo difficile, l’adolescenza, più lunga, dice Silvia Vegetti Finzi, che la storia conosca, in cui si vivono anni di impotenza, di dipendenza, di obbedienza, di anticamera “ansiosa” rispetto alla vita da adulti; ma resta comunque un periodo prezioso, necessario per acquisire il patrimonio di informazioni e completare la formazione che la società, tecnologicamente avanzata, richiede ma che è indubbiamente difficile da amministrare emotivamente. Comunque, pensandoci bene, vi è una profonda differenza tra i ragazzi di ieri e i ragazzi di oggi. Mentre anni fa (anno 1970) gli adolescenti esprimevano nei confronti degli adulti sentimenti di rabbia con manifestazioni ai limiti con la buona creanza, lo stato d’animo prevalente dei giovanissimi ai giorni nostri è una depressione o comunque un malessere nascosto che fa star male coloro che non credono più in soluzioni risolutive. E qui, per andare avanti, c’è da porsi una domanda: ma allora oggi sono cambiati i bambini e gli adolescenti o sono cambiati i genitori? Ai posteri l’ardua sentenza!
