Pediatri di famiglia. Fondazione Gimbe avverte: “In Italia ne mancano più di 500: le regioni più colpite… 

ABSTRACT: Entro il 2028 mancheranno quasi 2.600 pediatri, aggravando una carenza già critica, specie al Nord. Liste sovraffollate, distribuzione irregolare e burocrazia bloccano l’accesso. Gimbe chiede interventi urgenti per garantire cure e pediatri a tutti i bambini.

…e 2600 medici andranno in pensione entro il 2028. Ad avvisare è stato l’ultimo Report della Fondazione Gimbe, perché, in Italia, a scarseggiare non sono soltanto i bambini. Infatti mancano in Italia almeno 502 pediatri di famiglia per cui tale situazione,  soprattutto al Nord, per le famiglie è diventata  davvero complicata. Ma il peggio deve ancora venire perché entro il 2028 andranno in pensione 2.598 dottori dei bambini. Le carenze si concentrano per il 75% in tre grandi Regioni del Nord – Lombardia, Piemonte e Veneto – e in alcune aree si supera già il massimale di 1.000 bambini per pediatra. Una situazione che rende difficile, se non impossibile, per molte famiglie trovare un pediatra disponibile, soprattutto nei territori più periferici e nelle grandi città. Alcuni dati chiave fanno comprendere la gravità della situazione: 1) nel 2023 i pediatri di libera scelta attivi erano 6.706, quasi 10% in meno rispetto al 2019; 2) tra il 2024 e il 2028 si prevedono 2.598 pensionamenti, in media, Attualmente un pediatra segue circa 900 assistiti, ma in alcune aree del Nord, come già detto, è superata la soglia di 1.000. Il progressivo calo delle nascite ha ridotto il fabbisogno complessivo, ma non ha risolto il problema della distribuzione disomogenea sul territorio e anche il ricambio generazionale con i giovani pediatri è incerto. Secondo la Fondazione Gimbe, servono perciò misure urgenti: (a) programmazione più accurata a livello regionale, (b) modelli organizzativi orientati al lavoro in team e (c) piena attuazione della Riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, come da noi segnalato tempo fa, per garantire a tutti i bambini continuità di cure e libera scelta del proprio pediatra. Pediatri introvabili? Ma allora quali le cause di una situazione così disastrosa? “Le segnalazioni sulla difficoltà di accesso al pediatra di libera scelta arrivano oggi da tutte le Regioni, evidenziando criticità ricorrenti: complessità burocratiche, carenza di risposte da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero elevato di assistiti e impossibilità, per molte famiglie, di iscrivere i propri figli a un pediatra. Una situazione che genera disagi rilevanti e richiede interventi organizzativi urgenti”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe “Anche perché, guardando ai pensionamenti attesi, nonostante il calo delle nascite, non è affatto scontato che le nuove generazioni di pediatri siano sufficienti a garantire il ricambio, né tantomeno a colmare le carenze attuali, che rischiano di aggravarsi ulteriormente, in particolare nelle aree periferiche”… “Nonostante il calo delle nascite alcune grandi Regioni del Nord registrano carenze rilevanti di pediatri  in termini assoluti; al di là dei numeri, però, la distribuzione capillare sul territorio resta fortemente influenzata da variabili locali non sempre prevedibili. Per un’adeguata programmazione del fabbisogno è indispensabile che ogni Regione disponga di stime accurate sul numero di pediatri che intraprendono effettivamente la carriera di pediatra di libera scelta, integrate con le proiezioni Istat sulla denatalità”, conclude il Presidente Gimbe. Perchè altrimenti i pochi bimbi italiani potrebbero non trovare più operatori formati per prendersi cura della loro salute.E noi siamo d’accordo con il Presidente Cartabellotta a consigliare gli Organi competenti di… fare presto!

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